VI SEGNALIAMO
Roma,
2009-02-21
Salacone su Pisacane
Si susseguono gli attacchi alla Scuola Pisacane di Roma, rea di accogliere una maggioranza di alunni stranieri.
E' ovvio che non si può parlare di tetti minimi o massimi di alunni italiani e stranieri (come fanno l'Assessore e il Direttore dell'Ufficio Scolastico Regionale), né a livello di Scuola, né a livello di classe, essendo le percentuali un indice astratto, se non riferito ai numeri reali e alle singole situazioni. Le troppe dichiarazioni rilasciate su diversi organi di stampa dall'Assessore Marsilio (che, per come vengono riportate, appaiono polemiche e a volte addirittura perentorie) e le sgradevolissime dichiarazioni di una minoranza di genitori della scuola C. Pisacane , che si permettono di descrivere questa scuola come "un aborto di scuola ghetto", non aiutano ad affrontare in termini sereni e professionali il problema . I dirigenti sanno bene che rispondono del loro operato al Ministro, non c'è bisogno che lo ricordi l'assessore Marsilio (vedi la dichiarazione riportata sul giornale DNEWS dell'11 febbraio 2009) e sanno bene che la stessa scuola dell'infanzia comunale non potrà iscrivere un massimo di 5 alunni stranieri per classe, come afferma l'Assessore, in territori dove gli stranieri nascono e abitano in grande maggioranza rispetto agli a Italiani. D'altra parte questa realtà sarà sempre più diffusa, a Roma e in molti altri centri e città italiane, se non si affronterà il tema del diritto alla casa per tutti, Italiani e stranieri, se si continuerà a non governare il mercato degli affitti, se non si procederà con politiche mirate all' accoglienza all'inclusione e alla non discriminazione.
L'atteggiamento attuale del governo e di molte amministrazioni appare invece, purtroppo, mirato a creare allarme e a rinfocolare atteggiamenti di razzismo e di scontro sociale fra la popolazione, come si può constatare dai provvedimenti sulla sicurezza appena approvati, di alcuni dei quali riteniamo ci si debba addirittura vergognare. La scuola non sta a questo gioco! La scuola è luogo sano di crescita e di socializzazione. Nessun bambino è, di per sé, un problema! Lasciate lavorare in pace i docenti e le docenti, i quali sanno che sia le eccellenze sia le criticità sono equamente distribuite fra alunni italiani e alunni migranti e che la presenza di tante culture arricchisce il confronto e la didattica.
Scritto da:Simonetta Salacone
Dirigente scolastica del Circolo didattico 126° di Roma,
Scuola "Iqbal Masih"