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Salacone su Pisacane

by Mathieu Landriault last modified 2009-02-21 14:27

Si susseguono gli attacchi alla Scuola Pisacane di Roma, rea di accogliere una maggioranza di alunni stranieri.

Adesso basta con le polemiche sterili !
Per le scuole i bambini sono veramente tutti diversi e tutti con uguali diritti!
Dove, per situazioni derivanti dalle caratteristiche del territorio, si ha un' alta concentrazione di alunni di famiglie immigrate, le scuole del territorio si attrezzano e sanno svolgere benissimo il loro compito di educazione e istruzione dei piccoli cittadini, italiani o stranieri che siano.
I dirigenti scolastici del Municipio VI hanno firmato un accordo di rete, insieme all'Ufficio scolastico regionale, all'Assessorato alle politiche scolastiche e al Municipio VI, per indirizzare le iscrizioni in modo che nessuna scuola rifiuti iscrizioni di bambini di cittadinanza non italiana e, nello stesso tempo, perché tutte le scuole assumano con riserva iscrizioni di alunni di famiglie italiane che dovessero scegliere scuole di altro quartiere del municipio VI.
La finalità prima è quella di favorire la frequenza di tutti i bambini nella scuola più vicina all'abitazione, la seconda quella di garantire nei limiti del possibile, l'integrazione fra alunni di famiglie italiane e di famiglie migranti.
Ad alcune famiglie, sia italiane che straniere, qualora richiesto, potrebbe essere fornito trasporto con scuolabus, ovviamente con il medesimo fine di un' integrazione più efficace.

 

E' ovvio che non si può parlare di tetti minimi o massimi di alunni italiani e stranieri (come fanno l'Assessore e il Direttore dell'Ufficio Scolastico Regionale), né a livello di Scuola, né a livello di classe, essendo le percentuali un indice astratto, se non riferito ai numeri reali e alle singole situazioni.
Le troppe dichiarazioni rilasciate su diversi organi di stampa dall'Assessore Marsilio (che, per come vengono riportate, appaiono polemiche e a volte addirittura perentorie) e le sgradevolissime dichiarazioni di una minoranza di genitori della scuola C. Pisacane , che si permettono di descrivere questa scuola come "un aborto di scuola ghetto", non aiutano ad affrontare in termini sereni e professionali il problema .
I dirigenti sanno bene che rispondono del loro operato al Ministro, non c'è bisogno che lo ricordi l'assessore Marsilio (vedi la dichiarazione riportata sul giornale DNEWS dell'11 febbraio 2009) e sanno bene che la stessa scuola dell'infanzia comunale non potrà iscrivere un massimo di 5 alunni stranieri per classe, come afferma l'Assessore, in territori dove gli stranieri nascono e abitano in grande maggioranza rispetto agli a Italiani.
D'altra parte questa realtà sarà sempre più diffusa, a Roma e in molti altri centri e città italiane, se non si affronterà il tema del diritto alla casa per tutti, Italiani e stranieri, se si continuerà a non governare il mercato degli affitti, se non si procederà con politiche mirate all' accoglienza all'inclusione e alla non discriminazione.

 

L'atteggiamento attuale del governo e di molte amministrazioni appare invece, purtroppo, mirato a creare allarme e a rinfocolare atteggiamenti di razzismo e di scontro sociale fra la popolazione, come si può constatare dai provvedimenti sulla sicurezza appena approvati, di alcuni dei quali riteniamo ci si debba addirittura vergognare.
La scuola non sta a questo gioco!
La scuola è luogo sano di crescita e di socializzazione.
Nessun bambino è, di per sé, un problema!
Lasciate lavorare in pace i docenti e le docenti, i quali sanno che sia le eccellenze sia le criticità sono equamente distribuite fra alunni italiani e alunni migranti e che la presenza di tante culture arricchisce il confronto e la didattica.

 

Scritto da:Simonetta Salacone

Dirigente scolastica del Circolo didattico 126° di Roma,

Scuola "Iqbal Masih"