VI SEGNALIAMO
Roma,
2009-02-21
Riflessione sull'articolo "Un professore su 7.."
Riflessione da parte di una maestra all'articolo "Un professore su 7 non fa lezione"
Le assenze per malattia sono altra cosa rispetto ai distacchi e ai
comandi. Non si può fare di tutta l'erba un fascio.
Il diritto di partecipazione ad assembleee sindacali è regolamentato
(non più di cinque in un anno, se non sbaglio).
Le malattie gli insegnanti le prendono perchè contunamente a contatto
con i bambini e i ragazzi. C'è un sacco di gente che va comunque a
scuola pur stando male. Un semplice mal di testa rende impossibile una
lezione (figuriamoci frontale!), le formazioni cancerose alle corde
vocali (malattia professionale) non costringono a casa numerosi
insegnanti: è frequente il caso di maestri che fanno lezione col
linguaggio dei gesti (è vero, non sto scherzando). C'è gente, molta,
che con le stampelle va a scuola e non c'è neanche l'ascensore per
salire ai piani. C'è gente con la sclerosi multipla che lavora 32 ore
in segreteria e fa anche i laboratori di filosofia con i bambini.
Le 150 ore non sono di aggiornamento (abbiamo diritto a cinque giorni
di aggiornamento, e non più retribuiti al 100%, grazie a brunetta)ma
di diritto allo studio. Bisogna fare attenzione alle parole e leggere
con attenzione il contratto di lavoro.
Desidero ricordare che il nostro contratto di lavoro prevede tutta una
serie di attività che non hanno quantificazione oraria. Le ore ad
esempio trascorse a parlare con i genitori sono innumerevoli. E tutti,
dall'insegnante più lavativo a quello più diligente, le fanno,
concludendo i colloqui anche a sera inoltrata, anche ricevendo
telefonate a casa, anche interloquendo con i genitori via e mail.
Ecco di seguito, come da contratto di lavoro, l'elenco degli
adempimenti individuali che nessuno mai considera e che gli insegnanti
svolgono dedicando ore e ore della loro vita privata a ciò che
dovrebbe essere circoscritto all'impegno professionale:
a) preparazione delle lezioni e delle esercitazioni;
b) correzione degli elaborati;
c) rapporti individuali con le famiglie.
Ridimensionare il ruolo delle rappresentanze sindacali, stare col
fiato sul collo degli insegnanti, non riconoscere l'alto rischio di
malattia dovuta al contatto con bambini e ragazzi, limitare il diritto
allo studio e all'aggiornamento (ampiamente riconosciuto dal contratto
di lavoro)vuol dire togliere dignità all'insegnamento.
Un insegnante che va malato a scuola, che non fa valere i suoi
diritti, che non si aggiorna, che non può prendersi una laurea, cosa
ha da offrire alle generazioni che dovrebbe formare? Appiattimento
dell'insegnamento è equivale all'ottundimento delle menti dei ragazzi.
Tre riflessioni conclusive:
1. Le indagini statistiche non hanno valore, o lo hanno nella
direzione dell'equivoco e della disinformazione, se non sono
accompagnate da un'analisi ragionata e comparata dei dati ottenuti con
una seria riflessione sulle caratteristiche dell'oggetto cui si
riferiscono
2. Concludere con la frase "E' necessario tornare alla centralità
dell'insegnamento frontale" evidenzia una totale assenza di competenze
pedagogiche (cosa c'entra la lezione frontale con le assenze?)
3. nessuno parla mai dei dirigenti scolastici e della responsabilità
che hanno nel momento in cui un insegnante deve superare l'anno di
prova. E' lì che si dovrebbe giocare la partita. Entrano in servizio
persone che non hanno strumenti e competenze per insegnare. Nessuno si
assume la responsabilità delle bocciature degli insegnanti che non
sono in grado di fare il loro mestiere.
Questa campagna denigratoria contro gli insegnanti è finalizzata al
peggioramento dell'offerta formativa. E' tesa alla creazione di una
generazione che non saprà pensare una società diversa da quella in cui
viviamo. E' così evidente il disegno di sottomissione che si sta
mettendo in atto che indignarsi non serve più a niente. Chi ha scritto
un articolo del genere dovrebbe essere denunciato per calunnia.
Marianna Lambiase (maestra)