VI SEGNALIAMO
ROMA,
2009-04-23
"RESISTERE, RESISTERE... RESISTENZA!"
Per non dimenticare.
Il 25 aprile è la festa che celebra la Liberazione del paese dal nazifascismo. Questo giorno ci liberava da un movimento che aveva distrutto l’Europa, deportato e sterminato la sua popolazione e annientato i valori quali la democrazia, l’uguaglianza e l’unità tra le comunità.
Quella giornata del 1945 ci riportava l’indipendenza, la volontà, la giustizia, i nostri cari, che pensavamo perduti in terre lontane. Ma una cosa, più di tutti, ci restituiva: la dignità di uomini, finalmente liberi. Ecco, questo valore è per noi unico e irrinunciabile.
Ed oggi, malgrado i 64 anni, sentiamo ancora la necessaria determinazione nell’affermare un principio indispensabile come l’antifascismo e la condanna verso tutte le forme di razzismo, discriminazione e negazionismo.
A coloro che combatterono contro il nazifascismo va tutto il nostro infinito ringraziamento per averci fatto dono del bene comune più importante di tutti: la libertà.
I valori che difendiamo e portiamo avanti, come un progressivo testimone, sono ideali universali come la pace, l’armonia tra i popoli, la difesa del povero, il rispetto dell’ambiente e l’onestà.
Il significato del 25 aprile oggi non ha solo un significato straordinario celebrativo, esso è vivo per il suo valore storico, politico e morale.
Tuttavia ultimamente abbiamo assistito a una atto di pura stoltezza da parte di coloro che, apparentemente si riconoscono nella democrazia, poi però non fanno i conti con la loro storia. Un esempio per tutti è la proposta di legge 1360 che si propone di riconoscere la pensione ai repubblichini di Salò e quindi tentare di riscrivere la storia contemporanea che dispensa dalle colpe i boia e insulta e offende ancora una volta le vittime.
E quindi la partecipazione alla ricorrenza del 25 aprile, non è solo doverosa, ma è anche dettata dalla coscienza personale che ci fa capire che i valori come l’antifascismo, la dignità umana, la democrazia e la giustizia sono fondamentali alla società di oggi. Ripresentare di nuovo queste verità significa puntare degli obiettivi per ridare vita e speranza a che ne è privo. La Resistenza ci ha insegnato molte cose, tra cui quella di lottare per una società giusta. Ed è proprio questa la verità che noi dobbiamo portare avanti.
E’ necessario lottare per una società capace di valorizzare i suoi meriti, capace di abbattere ogni forma di discriminazione, pensiero base che i nostri padri scrissero nella Costituzione nata dalla Resistenza. Il nostro impegno deve essere quello di costruire una società di uomini e di donne libere.
Il riferimento ai valori dell’antifascismo su cui è fondata la Repubblica, è essenziale proprio ora in un momento di tentativo di revisione della Carta Costituzionale che metterebbe in pericolo l’unione sociale e nazionale. I principi della Resistenza che si tramandano in generazioni sono l’unico mezzo per impedire il ritorno degli orrori del nazismo, della Shoà e della guerra.
Il “25 aprile” è il luogo in cui dovranno trovarsi tutte le forze libere e democratiche di questo paese.
Dal dolore, dalla morte, dalla forza, dal coraggio e dal desiderio di libertà è nata la Costituzione.
Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione,
andate nelle montagne dove caddero i partigiani,
nelle carceri dove furono imprigionati,
nei campi dove furono impiccati.
Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità,
andate lì, o giovani, col pensiero,
perché li è nata la nostra Costituzione.
Piero Calamandrei,
1955, Milano.