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Genitori, assalto alla Greenpeace «Troppi tagli alla scuola pubblica»

by Mathieu Landriault last modified 2009-02-22 14:08
Contributors: creato da Corsera suppl. Veneto
Corriere della Sera – Supplemento Veneto del 14-02-2009

La protesta. Bardato di stoffa gialla il provveditorato di Padova

Padova 14 febbraio 2009    Padova 14 febbraio 2009Padova 14 febbraio 2009
 

PADOVA - Genitori scalatori per lanciare l'allarme tagli al mondo della scuola. Azione di protesta alla Greenpeace ieri a Padova: mamme e papà si sono trasformati in esperti arrampicatori e hanno raggiunto la «vetta» del monumento di Porta Pontecorvo per colorare con drapi gialli l'ingresso dell'ufficio scolastico provinciale di Padova.

 

 

 

«Abbiamo stoffa per una scuola migliore» è lo slogan usato per l'operazione di protesta coniato dal comitato «Genitori insegnanti per la scuola pubblica di Padova» che hanno manifestato contro i tagli di 4.261 docenti in Veneto previsti per la riforma Gelmini. Un sit in «colorato» con drappi lunghi dieci metri appesi ai rami degli alberi, ai muri e alle finestre degli uffici del provveditorato. Una protesta simultanea: con gli strisioni gialli che sono stati legati in contemporanea in tutte le scuole padovane dagli asili alle medie. «Giallo come il colore dello scuolabus e come il segnale di pericolo - spiegano i genitori- perché è a rischio la qualità dell'istruzione dei nostri figli. Con la riforma scomparirà il tempo lungo, che viene fatto unicamenete in veneto, non ci saranno più insegnanti per fare i recuperi i laboratori e soprattutto la mensa».

 


Tremila famiglie solo a Padova rischiano di non poter più far restare i figli a scuola fino alle 15,30 perché con l'arrivo del maestro unico non è più previsto l'orario in compresenza (più docenti di sorveglianza), quindi potrebbero saltare tutte le attività compreso il servizio di mensa scolastica. In questi giorni è in corso la trattativa della Regione con il Ministero dell'Istruzione per definire il numero di maestri e professori del prossimo anno scolastico. Le cattedre vengono assegnate in base all'aumento del numero di iscritti (circa 2mila in più quest'anno) e le richieste di orario «lungo» dei genitori (almeno 30 ore settimanali).
Se però calano gli studenti, e le famiglie non hanno richiesto un sufficiente monte ore, il rischio tagli è inevitabile.

 

Secondo gli nsegnanti la situazione è in caduta libera e il ministero taglierà comunque: «Questa non è una riforma è una macelleria - dice Pasquale Baccilieri, esponente del comitato docenti precari del Veneto - solo a Padova rischiano il posto 849 insegnanti e salteranno 523 ore di supplenza secondo i dati Cgil scuola». I docenti precari, che hanno un contratto in scadenza temono di restare senza lavoro da settembre, quando inizierà il nuovo anno scolastico. E molti già adesso lavorano a orario ridotto, sono laureati con almeno due anni di specializzazione alle spalle e magari con più abilitazioni per diverse materie.
Ma.Gal.

 

(Corriere della Sera – Supplemento Veneto del 14-02-2009)