VI SEGNALIAMO
Padova,
2009-02-21
Genitori, assalto alla Greenpeace «Troppi tagli alla scuola pubblica»
La protesta. Bardato di stoffa gialla il provveditorato di Padova
PADOVA - Genitori scalatori per lanciare l'allarme tagli al mondo della scuola. Azione di protesta alla Greenpeace ieri a Padova: mamme e papà si sono trasformati in esperti arrampicatori e hanno raggiunto la «vetta» del monumento di Porta Pontecorvo per colorare con drapi gialli l'ingresso dell'ufficio scolastico provinciale di Padova.
«Abbiamo stoffa per una scuola migliore» è lo slogan usato per l'operazione di protesta coniato dal comitato «Genitori insegnanti per la scuola pubblica di Padova» che hanno manifestato contro i tagli di 4.261 docenti in Veneto previsti per la riforma Gelmini. Un sit in «colorato» con drappi lunghi dieci metri appesi ai rami degli alberi, ai muri e alle finestre degli uffici del provveditorato. Una protesta simultanea: con gli strisioni gialli che sono stati legati in contemporanea in tutte le scuole padovane dagli asili alle medie. «Giallo come il colore dello scuolabus e come il segnale di pericolo - spiegano i genitori- perché è a rischio la qualità dell'istruzione dei nostri figli. Con la riforma scomparirà il tempo lungo, che viene fatto unicamenete in veneto, non ci saranno più insegnanti per fare i recuperi i laboratori e soprattutto la mensa».
Tremila famiglie solo a Padova rischiano di non poter più far
restare i figli a scuola fino alle 15,30 perché con l'arrivo del
maestro unico non è più previsto l'orario in compresenza (più docenti
di sorveglianza), quindi potrebbero saltare tutte le attività compreso
il servizio di mensa scolastica. In questi giorni è in corso la
trattativa della Regione con il Ministero dell'Istruzione per definire
il numero di maestri e professori del prossimo anno scolastico. Le
cattedre vengono assegnate in base all'aumento del numero di iscritti
(circa 2mila in più quest'anno) e le richieste di orario «lungo» dei
genitori (almeno 30 ore settimanali).
Se però calano gli studenti, e le famiglie non hanno richiesto un sufficiente monte ore, il rischio tagli è inevitabile.
Secondo gli nsegnanti la situazione è in caduta libera e il
ministero taglierà comunque: «Questa non è una riforma è una macelleria
- dice Pasquale Baccilieri, esponente del comitato docenti precari del
Veneto - solo a Padova rischiano il posto 849 insegnanti e salteranno
523 ore di supplenza secondo i dati Cgil scuola». I docenti precari,
che hanno un contratto in scadenza temono di restare senza lavoro da
settembre, quando inizierà il nuovo anno scolastico. E molti già adesso
lavorano a orario ridotto, sono laureati con almeno due anni di
specializzazione alle spalle e magari con più abilitazioni per diverse
materie.
Ma.Gal.
(Corriere della Sera – Supplemento Veneto del 14-02-2009)