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E' "obbligatorio" il test INVALSI? Bene, quel giorno in famiglia saremo tutti assenti.

by redazione — last modified 2010-04-30 07:22

Tenore di vita, abitudini familiari, condizioni economiche: cosa hanno a che vedere con la "Valutazione degli apprendimenti"?

 

Sono solo un genitore rappresentante di classe di una prima media (da poco pure eletta come vice presidente del Comitato genitori) e madre di un altro figlio che frequenta la quinta elementare. Quindi direttamente interessata alla questione delle prove INVALSI.

 

Ho trovato solo molto silenzio e molta indifferenza sull'argomento (e molta rassegnazione).

Non solo da parte dei genitori (anche se qualcuno con cui ho parlato, e a cui ho espresso i miei dubbi, mi ha detto che furono fatte battaglie contro queste prove Invalsi già anni fa, ma senza risultati), anche perché in realtà quasi nessuno sa di cosa si tratta.

 

Ma, devo dire, molta ignoranza e mancanza di consapevolezza l'ho riscontrata anche e soprattutto negli stessi insegnanti, le quali (la maggioranza sono donne, si sa) pensano che si tratti solo di fare un test di italiano e uno di matematica per un'oretta una mattina a scuola e considerano le prove Invalsi solo una innocua e noiosa procedura burocratica, considerata alla stregua di un qualunque ordine di servizio tra i tanti impartiti dalla dirigente.

Nessuno ne ha parlato né accennato a scuola. Nell'assemblea di classe con le maestre di mio figlio piccolo, abbiamo saputo che una gita scolastica era stata spostata di un paio di settimane per via delle prove Invalsi, parola che io non avevo mai sentito dire prima di quel giorno.

Siccome nessuno sapeva dirmi nulla, mi sono presa la briga di informarmi e fare ricerche per conto mio. Da sola e privatamente.

E siccome in rete ho trovato pochissime informazioni, ho cominciato a spulciare il sito dell'INVALSI. E lì ho fatto delle scoperte, mi sono letta via via tutti i vari documenti e i PDF che si possono scaricare e mi sono piano piano resa conto che dietro questa operazione c'era ben altro di una semplice prova di italiano e matematica come viene spacciata (le maestre mi avevano fatto capire che si trattava di una cosa tipo esamino di verifica, qualcosa di simile a quello che una volta si faceva alla fine della 2 e 5 elementare, ma senza alcun valore legale sulla promozione, giusto per vedere a che punto erano i bambini...)

Poco giorni prima delle vacanze pasquali-elettorali ho ricevuto un semplice foglio da parte della DS dove si chiedeva di rispondere ad alcune domande con i dati anagrafici e personali di noi genitori, senza accennare minimamente alla presenza del questionario a cui verranno sottoposti i bambini e senza minimamente accennare al diritto di non sottostare a tale questionario. In compenso si ribadiva la totale garanzia dell'anonimato dei dati. Nemmeno un rigo per spiegare almeno che cosa sia l'Invalsi e quali sarbbero gli scopi.

Insomma una totale devastante disinformazione. Una operazione passata sotto silenzio.

Oltretutto un meticolosa e vastissima operazione di schedatura su oltre 1.700.000 studenti e relative famiglie.

Senza che nessuno, mass media compresi, abbia aperto bocca, se non altro per sollevare qualche dubbio su tutta questa manovra, che costa anche dei bei soldi e che infatti ho scoperto ha ricevuto pure un apposito finanziamento da parte del Governo, a fronte di tagli alla scuola ogni poco... Prove che dall'anno prossimo si svolgeranno anche in tutte le classi e scuole di ordine e grado, compersi i licei.

Finora siamo alla versione beta per sondare il terreno, dal prossimo anno quando tutti si saranno abituati, diventerà una routine. E allora la schedatura sarà completa e coprirà tutte le famiglie italiane che hanno figli (e non solo italiane, visto che così si staneranno anche tutti gli extracomunitari che mandano i figli a scuola), sistematica e ripetuta negli anni. Con una efficienza da far invidia alla Stasi della Germania dell'Est.

Ma ormai il lavaggio del cervello è tale che nessuno si preoccua più di tanto se viene schedato, che viene considerata anzi una cosa normale. Ormai siamo talmente tutti abituati a rispondere a questionari, a indagini di mercato, a lasciare tracce della nostra vita privata, a subire qualunque cosa, ad essere manipolati e far manipolare i nostri dati, a essere trattati come delle cloache dove si può riversare qualunque quantità di merda (mi si perdoni l'espressione), talmente abituati a eseguire gli ordine senza mai protestare (perché è faticoso e frustrante, visti i risultati), che per noia o per fatica subiamo di tutto e per di più in silenzio. Nessuno ascolta, nessuno sembra consapevole dei propri diritti civili, nessuno si accorge di quello che avviene a due metri di distanza, nessuno sembra rendersi conto del significato delle cose, nessuno si preoccupa di informarsi e di capire.

Ecco, nessuno vuole capire. Ci penserà qualcun altro a capire al posto nostro e a decidere per noi.

Questo è quello che ho potuto appurare.

Io per sapere ho dedicato svariate notti a leggere, a studiare, a informarmi direttamente dalle fonti. E parecchi giorni per capire, e ancora di più per essere consapevole di quello che sta succedendo.

Mi domando però quanti sono quelli che si sono presi la briga di andarsi a leggere i documenti ufficiali originali, le lettere ai Dirigenti, i regolamenti, i manuali, le circolari ministriali, le schede e i facsimili, ecc ecc, come ho fatto io.

Non mi meraviglierei se fossero nell'ordine di una qualche decina in tutta Italia.

Perché c'è qualcuno che si preoccupa? O meglio ancora che se ne "occupa"?

L'andazzo è questo, viviamo in un mondo coerente con se stesso.

Quindi cari amici, io mi sono convinta che quel giorno della prove Invalsi e di quell'allucinante questionario, i miei figli non andranno a scuola. Perché mi sembra di vivere in un Paese incivile, che invita dei bambini di 10, 11 anni , su ordine degli insegnanti appositamente istruiti per "somministrare" i questionari, a fare i delatori sulla vita privata delle famiglie senza che queste nemmeno lo sappiano, in un modo come nemmeno i balilla venivano costretti a fare. Sì, mi sembra di vivere nel 1938, quando chi denunciava il vicino di casa ebreo veniva considerato un bravo cittadino.

Non sarà così? Spero di no anche io, però sto all'erta. Io, nel dubbio (e pure su consiglio di un legale consulente dei sindacati), mi defilo.

E' "obbligatorio" il test? Tutti sono d'accordo? Bene, quel giorno in famiglia saremo assenti.

Anche se i miei figli saranno schedati comunque, ma almeno nel fascicolo "anonimo" (!!!!!!) e che verrà accuratamente conservato negli anni in un archivio della scuola, non ci saranno tutte le informazioni che riguardano il tenore di vita e le condizioni economiche, le persone che frequentano casa mia, le abitudini di vita dei miei figli e della mia famiglia e non si saprà da quanti anni vivo in questo Paese di desolazione.

Tutte cose che a me sembra che nulla hanno a che vedere con la "Valutazione degli apprendimenti" come questi questionari vengono chiamati e spacciati.

L'unica cosa che posso fare è informare gli altri genitori, e diffondere quello che da sola ho imparato. Attinendomi esclusivamente ai fatti, riportando direttamente e citando le fonti per cercare di essere quanto più possibile corretta nell'esposizione e non faziosa. In modo che ognuno, se vuole (perché bisogna volere), si possa fare un'opinione.

Vi saluto caramente.

(lettera firmata)