Personal tools
You are here: Portale Home Non Rubateci il Futuro Mozione dal Collegio Docenti dell'Iqbal Masih
Document Actions

Mozione dal Collegio Docenti dell'Iqbal Masih

by Scuola Iqbal Masih — last modified 2009-09-14 00:06

MOZIONE APPROVATA DAL COLLEGIO DEI  DOCENTI DEL 126° CIRCOLO DIDATTICO DI ROMA - SCUOLA “IQBAL MASIH” -

Riunione straordinaria  del 10/09/09

 

 

Il Collegio dei Docenti del Circolo didattico 126° di Roma


Esprime la propria solidarietà ai lavoratori precari, la cui  lotta si intreccia con quella per la qualità della scuola, insidiata da tagli di organici e di risorse e da provvedimenti improvvisati e regressivi che solo il Ministro Gelmini  può  chiamare “Riforme”;

 

Sottolinea che il  continuo cambio di sede  e l’incertezza del rinnovo del contratto  producono    frustrazione  professionale  e  rendono  impossibile  per i docenti   il radicamento nelle  scuole  e la partecipazione  alle attività collegiali;

 

Ricorda   che  solo  la  continuità  nella relazione educativa con gli alunni    garantisce la  conoscenza  reciproca fra  docente e  singolo alunno,  permette  ai docenti di  individuare  i bisogni educativi  degli alunni  più fragili e  predisporre  percorsi didattici adeguati ,  favorisce  il successo scolastico e previene gli abbandoni e le bocciature;

 

Ribadisce che l’aumento di alunni nelle classi, l’aumento dell’orario di cattedra nelle scuole superiori, i tagli all’orario del curricolo della scuola media, l’eliminazione delle compresenze nella scuola elementare,  i tagli  degli organici  dei collaboratori scolastici e degli assistenti amministrativi , attuali cause della riduzione della disponibilità di posti negli organici provinciali, renderanno la scuola  sempre  più inadeguata a rispondere alle esigenze  educative e di sicurezza degli alunni, in ogni ordine e tipo di scuola.

 

Il Collegio chiede che il Ministro  annulli  i   tagli previsti , nomini in ruolo su tutti i posti effettivamente vacanti,  riveda le prospettive della cosiddetta riforma della scuola del primo ciclo e apra un dibattito ampio nel paese sulla riforma della scuola superiore e sul destino della scuola pubblica nel suo complesso.