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Contrastare il Disegno di Legge Aprea, questo è il punto

by Carlo Avossa last modified 2009-09-06 19:07

Dalla polemica sulla vicenda dell'Istituto "Rinascita" di Milano emerge un dato: occorre rilanciare la lotta

I fatti sono ormai noti: l’Istituto "Rinascita", erede di una storia didattica ed educativa che è poco definire illuminata e progressista, applica volontariamente disposizioni emanate a suo tempo da Letizia Moratti quando era Ministro e così sperimenta ed anticipa nei fatti il Disegno di Legge Aprea nella parte che riguarda l’assunzione diretta dei docenti da parte del Dirigente Scolastico.

E’ anche noto il fatto che il Disegno di Legge Aprea non progetta solo questo, ma rappresenta la dissoluzione complessiva del concetto di scuola che la nostra Costituzione delinea e quindi si colloca fuori e contro di essa.

Il movimento che si contrappone allo sfascio della scuola pubblica attuato oggi dal Governo si è quindi "naturalmente" opposto anche a questo Disegno di Legge, che è ancora in discussione nelle Commissioni Parlamentari, ma che potrebbe arrivare presto nelle Aule del Parlamento e poi in quelle delle scuole italiane.

 

Questi i fatti.

Sono numerose le chiavi di lettura dell’evento.

Innanzitutto, è chiaro che a Milano, come in Italia, c’è chi pensa che inseguendo la destra politica sul suo stesso terreno si eviteranno danni maggiori. Invece le ultime elezioni e la stessa cronaca politica degli ultimi mesi dimostrano che assumendo posizioni similari a quelle della maggioranza che governa il Paese, non si fa che rafforzarla: e si corrobora la sua incultura.

Un'altra riflessione che si può fare è relativa a quella che Gramsci avrebbe detto "egemonia": non si vede, nel nostro Paese, una compiuta elaborazione culturale e politica che sia in grado di disegnare un progetto di società realmente alternativo a quello che si è imposto e che, purtroppo, è condiviso dalla maggioranza degli italiani. Egemoni sono le ideologie che si basano sui valori, tra loro connessi, del privato, del profitto, della meritocrazia, dell’esclusione. Vale appena la pena di ricordare che "meritocrazia" è un termine che si contrappone a quello di "democrazia", che, al contrario del primo, ispira e informa la nostra Costituzione.

Infine -ma si potrebbe ancora riflettere a lungo sull’episodio- si può dire che era prevedibile tutto questo: nel mondo della scuola serpeggiano scoramento o rassegnazione, si diffonde il tentativo di trovare soluzioni individuali, si va al "si salvi chi può". In una situazione del genere, la continua offensiva Tremonti-Gelmini, probabilmente, non poteva non aprire crepe nel movimento che a loro si contrappone.

 

E allora, che cosa fare?

Ma occorre iniziare da quello che non va fatto: sarebbe un grave errore vedere i docenti e gli Organi Collegiali della scuola "Rinascita" come degli eretici da scomunicare.

Anche se è evidente che quell’Istituto sta sperimentando princìpi, idee e pratiche che si contrappongono a quelle proprie del movimento in difesa della scuola pubblica, prendersela con loro sarebbe sbagliato. Non è l’Istituto "Rinascita" l’avversario da battere: forse, invece, è la prima vittima dell’ideologia che vuole trasformare in aziende le scuole.

L’avversario, dunque, è nel DdL Aprea e nelle disposizioni di legge che permettono la sperimentazione delle assunzioni dirette dei docenti (Decreto Ministeriale 10 marzo 2006).

Da qui, forse, emerge il "che fare".

La battaglia da fare, è dunque, specificatamente, quella contro il DdL Aprea ed il DM 10.3.06.

 

Come fare?

Appare difficile credere che le attuali flora e fauna parlamentari possano contrastare la deriva in atto. E’ più facile pensare che l’opposizione politica si accodi alla maggioranza, dopo aver concordato qualche emendamento, oppure che si limiti a qualche flebile lamento di circostanza.

Non è saggio aspettarsi nulla, oggi, dal Palazzo.

Invece è sensato pensare che, rivolgendosi al mondo della scuola (studenti, insegnanti, lavoratori della scuola, genitori), informandolo di quello che sta succedendo e di quello che succederà, chiedendone la mobilitazione, qualcosa possa cambiare.

E’ già successo: il pensiero va a quelle parti della "riforma Moratti" mai applicate ed anche al parziale fallimento del progetto gelminiano del "maestro unico".

Se il mondo della scuola si muove, è difficile che non venga ascoltato, anche solo per un banale dato: nel mondo della scuola ci son tutti, elettori di destra e non. Se esso si sposta, può togliere la poltrona da sotto il sedere dei politici. E lorsignori lo sanno.

Per questo è necessario iniziare un’opera di informazione e di coinvolgimento, a cominciare proprio da coloro che, nel mondo della scuola, assumono posizioni corrive a quelle della destra politica. Il movimento non può fare a meno di loro: occorre convincerli, non condannarli.

Occorre portarli dalla parte delle ragioni della scuola pubblica, creare unità nel mondo della scuola pubblica: non sulle posizioni che la distruggono, ma su quelle che la fanno avanzare.

Occorre, insomma, uscire sì dalla logica difensiva (come hanno affermato esponenti dell’Istituto "Rinascita"), ma sviluppando e qualificando un’idea di scuola basata sui valori della nostra Costituzione.