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Onorevole Ministro...

by Roberta Roberti — last modified 2009-09-06 19:09

Lettera aperta a Maria Stella Gelmini da parte del Coordinamento Scuole Parma

Onorevole Ministro,

alla luce di quanto approvato dal Consiglio dei Ministri n.15 del 28 agosto scorso ed in vista del decreto-legge che Lei si accinge a predisporre, ci appare urgente intervenire al fine di scongiurare alcune scelte che si rivelerebbero disastrose per il futuro della scuola italiana.
I cittadini hanno il diritto ed il dovere di comprendere la reale portata dei provvedimenti da Voi preannunciati, che ben poco hanno a che vedere con la qualità del sistema educativo e molto con la volontà di risparmiare in un settore a dir poco strategico per il futuro del nostro Paese, nonchè con il progetto, ormai palese, di procedere a grandi passi verso la privatizzazione del sistema educativo.

Ovunque si sia praticata la scelta di privatizzare il sistema educativo i risultati invece di migliorare sono drasticamente peggiorati. Basta leggere i rapporti anglosassoni e statunitensi per averne la dimostrazione inconfutabile. Ciò è accaduto non solo perchè l'equazione per cui ciò che è privatizzato risulta di migliore qualità è una mera illusione, ma anche e soprattutto perchè ai pochi che possono permettersi le scuole private di qualità corrispondono e sempre più corrisponderanno i molti che dovranno accontentarsi di un sistema pubblico povero, svilito, degradato e svuotato delle sue migliori pratiche pedagogiche in nome del risparmio.
La razionalizzazione del sistema scolastico italiano non può nè deve significare la perdita dei diritti costituzionali per tanti bambini e tante bambine.
Il Suo governo non vuole dichiarare quali sono i reali obiettivi di questi provvedimenti: risparmiare privando tanti piccoli comuni del nostro territorio nazionale delle loro scuole, e quindi spesso del loro centro sociale e culturale primario; risparmiare negando a tanti alunni e tante alunne diversamente abili il diritto all'istruzione, togliendo loro gli insegnanti di sostegno e la possibilità di una reale integrazione nella comunità.

Mi sembra opportuno farLe presente, visto che forse, essendosi occupata di tutt'altro fino a tre mesi fa, non ne è al corrente, che le nostre scuole dell'infanzia ed elementari sono state riconosciute, a partire dalla fine degli anni Settanta, fra le migliori del mondo. Distruggere questo patrimonio di esperienza è davvero un delitto.
Abbiamo sentito parlare del ritorno al maestro unico alle scuole primarie come la panacea di tutti i mali: asserire una cosa del genere non è solo dimostrazione di miopia, ma è un imbroglio bell'e buono nei confronti dei cittadini italiani.
Si afferma infatti che "le famiglie" chiedono di ripristinare la figura dell'insegnante unico, come punto di riferimento certo e stabile nel percorso educativo dei loro figli.
Ma non si dice che il maestro unico poteva funzionare fino a 30 anni fa, quando la richiesta di tempo scuola da parte delle famiglie era limitata alle ore antimeridiane e quando le competenze che la scuola era tenuta a fornire erano di profilo assai differente da quello attuale. L'intera società era fondata su ritmi diversi ed i cambiamenti ed i disagi cui la scuola era chiamata a far fronte immensamente ridotti rispetto al presente.

Raccontare oggi alle famiglie che il maestro unico potrà garantire un percorso qualitativamente più alto ai loro figli è semplicemente ridicolo.
Quale maestro può affermare con onestà di essere in grado di instaurare relazioni significative e contemporaneamente insegnare ad una trentina di alunni ed alunne di diversa provenienza etnica e culturale italiano, matematica, scienze, storia e geografia, oltre ad inglese, informatica, musica e disegno? Il maestro tuttologo è una chimera ed il risultato del suo ritorno sarà uno scadimento devastante nella relazione di apprendimento, nei contenuti e nei metodi del percorso educativo.
In realtà, l'obiettivo fin troppo evidente è quello di risparmiare soldi reclutando insegnanti solo per le ore "obbligatorie", quelle del mattino, mentre i bambini e le bambine dovranno relazionarsi nel restante tempo scuola con una miriade di operatori, sulla cui professionalità e sulle cui possibilità di instaurare relazioni stabili con gli alunni ci sia concesso dubitare fortemente.
Non si ammette, insomma, che l'obiettivo è quello di ritornare al vecchio doposcuola e che i pomeriggi saranno ridotti a parcheggi per i figli dei genitori che lavorano.

Certo, se i genitori dovessero scegliere tra un maestro unico stabile e due-tre maestre che cambiano di continuo e magari non sono nemmeno preparate adeguatamente, la risposta sarebbe inevitabile.
Ma non si può fingere di poter risolvere il problema della continuità didattica o della qualificazione professionale dei docenti riducendo le ore di scuola ed il numero dei maestri.
Ci sono, a nord, al centro e al sud, onorevole ministro, insegnanti di scarso valore e preparazione? Certo, purtroppo ci sono, così come ci sono avvocati, vigili, commercianti, ministri e via discorrendo di assai scarsa qualità.
Ma questa è un'altra faccenda, che si risolve intervenendo con serietà e durezza, senza temere di ledere interessi economici consolidati (vedi le SISS e le università che le gestiscono per garantirsene le entrate cospicue), sulla questione della formazione e del reclutamento del  personale docente.
Ci sono classi che cambiano 5, 6 o più volte docente nel corso dell'anno?
Certo, purtroppo ce ne sono tante.
Ma questo è un problema che richiede ben altra soluzione rispetto al ritorno al maestro unico. Qui bisogna intervenire con le stabilizzazioni del personale precario e con la copertura delle cattedre vacanti da anni, oltre che con vincoli ben precisi sulle possibilità di trasferimento del personale docente, al fine di salvaguardare i diritti degli alunni e delle alunne ad un percorso educativo significativo.

Non ci illudiamo che queste nostre osservazioni possano essere tenute in adeguata considerazione quando si appresterà a scrivere il testo del Suo decreto-legge.
Sappia tuttavia che alle Sue scelte si opporranno con piena fermezza le famiglie e i docenti di tutta Italia, al fine di salvaguardare la scuola della Costituzione da queste prospettive disastrose.