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Finlandia-Italia 10 a 0

by Pino Patroncini — last modified 2009-09-06 19:09

La valutazione in un Paese che tutti considerano all'avanguardia nel settore dell'istruzione e dell'educazione


La vicenda della Restaurazione ( d’ora in poi è obbligo scrivere questa parola con la maiuscola, perché è di ciò che si tratta!) dei voti al posto dei giudizi nella scuola dell’obbligo, oltre a riproporre la ben nota diatriba tra valutazione formativa ( a cui si addicono i giudizi) e valutazione sanzionatoria ( a cui si addicono i voti, marchi infamanti o premianti a seconda dei casi) dimostra l’ipocrisia con cui i governanti nostrani guardano alle cose europee, spesso invocate quando si tratta di dire che gli insegnanti sono troppi, che la nostra scuola va male ecc. ecc.
Orbene, si sa che , alla luce di quello che sembra essere diventato il verbo per denigrare la nostra scuola, vale a dire l’inchiesta OCSE-PISA, il sistema scolastico che appare più efficiente in Europa e tra i più efficienti a livello mondiale è quello finlandese.
A tale proposito varrebbe la pena di rileggere Le Monde de L’Education di settembre 2007 dove i finlandesi spiegavano che la loro filosofia educativa risiede nella valorizzazione di ciò che il ragazzo sa fare più che nella “persecuzione” di ciò che il ragazzo non sa fare. Nella scuola finlandese, dove non si boccia almeno fino ai 16 anni, c’è una grande attenzione alla psicologia del ragazzo fin dalle elementari: niente voti ma si usano le faccine “smile”. Solo successivamente si introducono i voti, i quali però non sono mai sotto il 4, che viene dato solo ai più disimpegnati. Si rifugge dal nozionismo e molta parte del lavoro è data dal lavorare insieme ai ragazzi. Si pratica l’autovalutazione, fin dalle elementari. Si fanno valutazioni comparate allievi-insegnanti.
Ma naturalmente è molto più sbrigativa una sanzione cifrata. Ed anche più demagogica. Vero, Ministro Gelmini?