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I precari sui tetti

by Carlo Avossa last modified 2009-09-15 07:33

Perderanno il posto in 57 mila. La protesta si estende

Trapani, Palermo, Venezia, Salerno, Milano: i precari della scuola sono in rivolta. I tagli Gelmini-Tremonti causano la perdita secca -ed irrimediabile- di 57 mila insegnanti precari.

A Benevento un gruppo di docenti è salito sul tetto dell'USP (la lotta vincente dell'INNSE insegna): le insegnanti sono decise a rimanere a oltranza.

Il ministro Gelmini, dopo aver ripetutamente negato che i suoi provvedimenti (pardon, quelli "dettati" dal suo collega Tremonti) avrebbero causato perdita di posti di lavoro, si è arresa di fronte all'evidenza dei fatti.

Ma ha commentato, con la consueta eleganza, qualcosa come "non siamo un ufficio di collocamento" e "non devono mica fare gli insegnanti per forza".

Il fatto è semplice, però, e lo possono comprendere tutti: 57 mila famiglie saranno prive di reddito.

Chi non riesce a capire che si tratta di una catastrofe nazionale non capisce nulla. 57 mila famiglie che non potranno fare la spesa, che non sapranno come pagare mutui o affitti: che cosa ne pensa, macroeconomicamente, il professor Tremonti?

La scuola italiana ha adoperato questi lavoratori perchè ne ha bisogno: adesso ritiene di non averne -sbagliando- e decide di buttarli nella spazzatura.

Però, per fortuna, i precari si sono svegliati.

Si stanno mobilitando, nel silenzio quasi perfetto dei mezzi di informazione nazionalpopolari.

Tutto il mondo della scuola, a partire da settembre, deve riportare il piazza il suo impegno: la battaglia dei precari è la battaglia di tutti, anche dei genitori e dei docenti assunti a tempo determinato, anche degli amministrativi, tecnici, ausiliari.

La mobilitazione riprende, riprendiamo la mobilitazione!