MOZIONI DALLE SCUOLE
2009-12-22
Mozione ITIS "Leonardo da Vinci" di Parma
I sottoscritti docenti dell’ITIS “Leonardo da Vinci” di Parma rendono noto agli studenti, ai genitori e all’opinione pubblica la situazione di grave difficoltà che la scuola sta soffrendo per effetto delle pesanti riduzioni di risorse di cui è oggetto
Per la difesa delle
nostre scuole
A tutti i docenti, studenti e genitori
Al ministro dell’Istruzione
Agli Uffici scolastici regionale e provinciale
Alla rete “La scuola siamo noi”
Alle organizzazioni sindacali
Ai partiti politici
Alla stampa
Agli Assessori alla pubblica istruzione del
Comune e della Provincia di Parma
I sottoscritti docenti dell’ITIS
“Leonardo da Vinci” di Parma rendono noto agli studenti, ai genitori e
all’opinione pubblica la situazione di grave difficoltà che la scuola sta
soffrendo per effetto delle pesanti riduzioni di risorse di cui è oggetto.
Queste riduzioni stanno compromettendo il funzionamento di molte e necessarie
attività. La progressiva e sistematica riduzione di organico e di finanziamenti
- quelli già in atto e quelli annunciati per i prossimi anni - stanno rendendo
complicato e a volte perfino impossibile mantenere un’offerta formativa
adeguata ai bisogni degli studenti, assicurare la copertura didattica dei
colleghi assenti, garantire la formazione e l’aggiornamento del personale,
sperimentare l’innovazione didattica e assicurare perfino la normalità della
gestione.
Le classi sono sovraffollate, le attività di laboratorio sono a rischio, gli
studenti stranieri e quelli comunque svantaggiati non possono essere seguiti
come dovrebbero nell’acquisizione degli strumenti della cittadinanza e della
conoscenza. Da tempo è la buona volontà degli insegnanti e di tutti gli
operatori a tenere in piedi la situazione, il lavoro svolto e non retribuito in
nome della sensibilità degli operatori per il diritto costituzionale allo
studio. Questo diritto continua però a essere mortificato nell’ assegnazione
delle risorse, nell’incertezza della normativa, nel prossapochismo degli
annunci, nel modo superficiale e ingeneroso con cui si descrive la scuola e chi
vi lavora.
Esprimiamo profondo sconcerto per l’assenza di dialogo e di
confronto da parte del ministero dell’Istruzione con le diverse realtà
scolastiche. Le proposte avanzate dalla scuola in questo anno, che avrebbe
dovuto essere destinato al dialogo col ministero, non sono state considerate o
sono state rifiutate. Dobbiamo perciò constatare che quanto sta attualmente
procedendo non è un itinerario condiviso di riforma del sistema scolastico, ma
semplicemente un drastico taglio alle risorse, dietro alle quali si intravede
un attacco alla scuola pubblica.
Tale estraneità agli innumerevoli appelli
ed alle vaste e circostanziate rimostranze si manifesta anche nella deliberata
confusione, mancanza di precise informazioni o proliferazione di informazioni
contraddittorie su aspetti fondamentali dell’attività scolastica proprio nel
momento in cui già i vari istituti dovrebbero poter presentare ai futuri
iscritti ed ai loro genitori il Piano dell’offerta formativa (Pof).
Riteniamo che il “riassetto”, presentato come
un risparmio di risorse, si configuri bensì come spreco di risorse didattiche
ed umane costruite negli anni e come un elenco di tagli indiscriminati che
renderanno assai problematici una didattica di qualità, gli interventi
individualizzati, il dialogo col mondo circostante la scuola, il recupero di
disabilità, la promozione di eccellenze.
La logica dei tagli renderà necessario il
ricorso al finanziamento privato che mortificherà il carattere libero della
cultura impartita dalla scuola.
Inoltre, il taglio delle compresenze in
laboratorio, l’abolizione del bilinguismo, la drastica riduzione delle ore di
diritto, l’accorpamento di discipline finora destinate a classi di concorso
diverse in ambito tecnico-scientifico mostra il forte disinteresse nei
confronti di una scuola che, con l’ autonomia, ha elaborato un’offerta
formativa premiata da successi documentati.
Occorre altresì denunciare che tale
“riassetto” comporterà pesantissimi tagli all’occupazione e costringerà docenti
di comprovata professionalità a “riconvertirsi” per l’insegnamento di
discipline diverse dalla propria, per le quali non hanno titoli o competenze
specifiche.
I docenti dell’istituto, mentre si impegnano a continuare a mettere energie e intelligenza per salvaguardare, per quanto possibile, il funzionamento della scuola, malgrado tagli e mortificazioni, e a intraprendere tutte le iniziative di informazione e di denuncia che si renderanno necessarie, contemporaneamente chiedono agli studenti, ai genitori, alle forze politiche e sociali e all’intera opinione pubblica di assumere anch’essi un impegno a difesa di una scuola pubblica di qualità, bene prezioso di tutti.
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