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Mozione ITIS "Leonardo da Vinci" di Parma

by red — last modified 2010-04-05 17:42

I sottoscritti docenti dell’ITIS “Leonardo da Vinci” di Parma rendono noto agli studenti, ai genitori e all’opinione pubblica la situazione di grave difficoltà che la scuola sta soffrendo per effetto delle pesanti riduzioni di risorse di cui è oggetto

Per la difesa delle nostre scuole

A tutti i docenti, studenti e genitori
Al ministro dell’Istruzione
Agli Uffici scolastici regionale e provinciale
Alla rete “La scuola siamo noi”
Alle organizzazioni sindacali
Ai partiti politici
Alla stampa
Agli Assessori alla pubblica istruzione del Comune e della Provincia di Parma

I sottoscritti docenti dell’ITIS “Leonardo da Vinci” di Parma rendono noto agli studenti, ai genitori e all’opinione pubblica la situazione di grave difficoltà che la scuola sta soffrendo per effetto delle pesanti riduzioni di risorse di cui è oggetto. Queste riduzioni stanno compromettendo il funzionamento di molte e necessarie attività. La progressiva e sistematica riduzione di organico e di finanziamenti - quelli già in atto e quelli annunciati per i prossimi anni - stanno rendendo complicato e a volte perfino impossibile mantenere un’offerta formativa adeguata ai bisogni degli studenti, assicurare la copertura didattica dei colleghi assenti, garantire la formazione e l’aggiornamento del personale, sperimentare l’innovazione didattica e assicurare perfino la normalità della gestione.
Le classi sono sovraffollate, le attività di laboratorio sono a rischio, gli studenti stranieri e quelli comunque svantaggiati non possono essere seguiti come dovrebbero nell’acquisizione degli strumenti della cittadinanza e della conoscenza. Da tempo è la buona volontà degli insegnanti e di tutti gli operatori a tenere in piedi la situazione, il lavoro svolto e non retribuito in nome della sensibilità degli operatori per il diritto costituzionale allo studio. Questo diritto continua però a essere mortificato nell’ assegnazione delle risorse, nell’incertezza della normativa, nel prossapochismo degli annunci, nel modo superficiale e ingeneroso con cui si descrive la scuola e chi vi lavora.
Esprimiamo profondo sconcerto per l’assenza di dialogo e di confronto da parte del ministero dell’Istruzione con le diverse realtà scolastiche. Le proposte avanzate dalla scuola in questo anno, che avrebbe dovuto essere destinato al dialogo col ministero, non sono state considerate o sono state rifiutate. Dobbiamo perciò constatare che quanto sta attualmente procedendo non è un itinerario condiviso di riforma del sistema scolastico, ma semplicemente un drastico taglio alle risorse, dietro alle quali si intravede un attacco alla scuola pubblica.
Tale estraneità agli innumerevoli appelli ed alle vaste e circostanziate rimostranze si manifesta anche nella deliberata confusione, mancanza di precise informazioni o proliferazione di informazioni contraddittorie su aspetti fondamentali dell’attività scolastica proprio nel momento in cui già i vari istituti dovrebbero poter presentare ai futuri iscritti ed ai loro genitori il Piano dell’offerta formativa (Pof).

Riteniamo che il “riassetto”, presentato come un risparmio di risorse, si configuri bensì come spreco di risorse didattiche ed umane costruite negli anni e come un elenco di tagli indiscriminati che renderanno assai problematici una didattica di qualità, gli interventi individualizzati, il dialogo col mondo circostante la scuola, il recupero di disabilità, la promozione di eccellenze.
La logica dei tagli renderà necessario il ricorso al finanziamento privato che mortificherà il carattere libero della cultura impartita dalla scuola.
Inoltre, il taglio delle compresenze in laboratorio, l’abolizione del bilinguismo, la drastica riduzione delle ore di diritto, l’accorpamento di discipline finora destinate a classi di concorso diverse in ambito tecnico-scientifico mostra il forte disinteresse nei confronti di una scuola che, con l’ autonomia, ha elaborato un’offerta formativa premiata da successi documentati.
Occorre altresì denunciare che tale “riassetto” comporterà pesantissimi tagli all’occupazione e costringerà docenti di comprovata professionalità a “riconvertirsi” per l’insegnamento di discipline diverse dalla propria, per le quali non hanno titoli o competenze specifiche.

I docenti dell’istituto, mentre si impegnano a continuare a mettere energie e intelligenza per salvaguardare, per quanto possibile, il funzionamento della scuola, malgrado tagli e mortificazioni, e a intraprendere tutte le iniziative di informazione e di denuncia che si renderanno necessarie, contemporaneamente chiedono agli studenti, ai genitori, alle forze politiche e sociali e all’intera opinione pubblica di assumere anch’essi un impegno a difesa di una scuola pubblica di qualità, bene prezioso di tutti.