MOZIONI DALLE SCUOLE
Milano,
2010-03-10
Mozione IIS Bellisario di Inzago (MI)
10 marzo 2010
Mozione approvata all’unanimità (con 1 astenuto) nell’assemblea sindacale del 10 marzo 2010,
“IIS Bellisario” – Inzago.
L’assemblea sindacale del personale docente e non docente, dell’IIS Bellisario di Inzago, valuta negativamente sia nel merito che nel metodo, gli Schemi di Regolamento di Licei, Istituti Tecnici e Professionali, varati dal Consiglio dei Ministri del 4 febbraio 2010 e pubblicati solo 3 giorni prima della data di inizio delle iscrizioni.
Per quanto riguarda il Merito.
Non esiste alcun credibile progetto di riforma, ma solo provvedimenti esecutivi dell’unica vera fonte di ispirazione , citata nell’intestazione dei Regolamenti: l’articolo 64 della legge 6 agosto 2008, n.133.
E’ opportuno ricordare che tale articolo è inserito nel Capo II, intitolato “Contenimento della spesa per il pubblico impiego”, e prevede:
- il taglio del finanziamento alla scuola pubblica per un totale di 7 miliardi e 832 milioni di euro nel quadriennio 2009/12;
- l’aumento del numero di alunni per classe (fino a 33);
- pesanti tagli agli organici dei docenti e del personale ATA;
- il ridimensionamento e l’accorpamento degli Istituti scolastici;
- tagli e accorpamenti delle classi di concorso;
- la riduzione dei piani di studio e dei quadri orario.
Ecco perché la Riforma epocale, così come viene propagandata dal governo, in realtà si configura come una drastica riduzione di ore, di discipline e di attività di laboratorio in quanto non prevede alcun investimento, ma solo risparmi. Non a caso sono continui i riferimenti alle materie facoltative, aggiuntive previste, come attività subordinate ai limiti delle risorse finanziarie, ai limiti dell’organico esistente.
Per quanto riguarda il Metodo.
Giudichiamo la scuola statale italiana sotto tiro.
Con incredibile determinazione il governo impone una "riforma" senza neppure preoccuparsi di farla conoscere a chi dovrebbe applicarla, senza portarla in parlamento, senza attenderne la pubblicazione sulla gazzetta ufficiale.
Stanno chiedendo, a chi ci lavora, un atto di fede, ovvero di essere complici nel gestire il più grande salasso di risorse umane (posti di lavoro) che sia possibile immaginare e una inevitabile progressiva
de-qualificazione del servizio nei confronti di tutti, ma, soprattutto, delle categorie più deboli della nostra società, di coloro che, necessitando di personalizzazione dell’insegnamento, si ritroveranno dispersi all’interno di classi di 33 studenti. Mentre la tanto sbandierata “didattica laboratoriale” dovrà effettuarsi in assenza di compresenze, di tecnici e di strumentazioni.
La pubblicazione di atti tanto rilevanti, avvenuta alla vigilia delle iscrizioni, ha impedito al Collegio Docenti e al Consiglio di Istituto di elaborare e approvare un nuovo e credibile Piano dell’Offerta Formativa secondo le procedure e i tempi previsti dagli art. 3 e 8 del DPR sull’Autonomia, n. 275 del 1999, fonte normativa citata dagli stessi schemi di regolamento, che nessuna scuola può eludere o violare.
Conseguentemente, agli studenti e ai loro genitori, all’atto delle iscrizioni, mancano le informazioni essenziali e complete che permettano di adottare scelte consapevoli.
Ai docenti manca qualsiasi certezza nei riguardi della nuova organizzazione dei curricoli e perfino dei programmi delle singole discipline.
La decisione, poi, di avviare, già da settembre 2010, la contrazione delle ore di docenza settimanali per le classi dalla seconda in poi, degli Istituti Tecnici e Professionali, si configura come un atto indebito nei confronti di una utenza che ha effettuato la scelta di un curricolo pluriennale che si modifica in corso d’opera.
Il tutto avviene nonostante i provvedimenti non siano ancora ufficialmente in vigore poiché il Regolamento non è stato ancora pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.
In seguito a tali considerazioni, i lavoratori dell’IIS Bellisario presenti in assemblea, chiedono la convocazione urgente del C.D al fine di concordare documenti unitari e condivisi di denuncia dello stato di profondo disagio che vive la nostra scuola e opportune legittime azioni di contrasto all’applicazione della riforma.
Bilanci in rosso