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In Lombardia tutto è già pronto per l'avvio del riordino e del federalismo scolastico

by Mario Piemontese last modified 2010-12-04 11:03

La Regione ha deciso che fine faranno tutte le scuole superiori. Il prossimo anno saranno 115 su 376 (30%) le scuole superiori statali che offriranno percorsi regionali di Istruzione e Formazione Professionale (IFP) in alternativa a quelli di Istruzione.

Il 16 febbraio il Direttore Generale Giuseppe Colosio ha modificato il piano dell'offerta formativa regionale per l'a.s. 2010/2011 secondo le indicazioni definite dal Direttore Generale Istruzione, Formazione e Lavoro Roberto Albonetti. Nonostante i Regolamenti sul riordino di Professionali, Tecnici e Licei non siano ancora stati pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale, in Lombardia tutto è già pronto: la Regione ha già deciso che fine faranno tutte le scuole superiori a partire dal prossimo anno.

In Lombardia il problema del riordino  si intreccia  saldamente con quello del federalismo scolastico. In seguito all'accordo Gelmini - Formigoni del 16 marzo 2009, il prossimo anno saranno 115  su 376 (30%) le scuole superiori statali che offriranno percorsi regionali di Istruzione e Formazione Professionale (IFP) in alternativa a quelli di Istruzione. Il doppio canale previsto dalla cosiddetta Riforma Moratti si sta completamente realizzando: assolvimento dell'obbligo di istruzione nei percorsi di IFP e tra poco, la norma sta per essere definitivamente approvata in Senato,  nei percorsi di apprendistato.

Pare per il momento che il quadro nel suo complesso non abbia provocato grandi reazioni, sia perché manca adeguata informazione, ma anche perché molti tra quelli che sanno condividono l'idea che sta alla base del doppio canale, insegnanti compresi. Il luogo comune che individua l'avvio precoce al lavoro come unica alternativa alla mancanza di voglia di studiare è ancora saldamente radicato nella Cultura del nostro Paese. Anzi più che dell'alternativa  si tratta della punizione da infliggere allo studente che poco si impegna  a scuola.

Il riordino della Scuola Statale tutta, non solo di quella superiore, ci riporta indietro di 50 anni. Il "maestro unico" e la privatizzazione strisciante servono a selezionare rispetto al ceto e al censo. Date queste come premesse, il doppio canale ne è solo la logica conseguenza. Dove mando tutti quelli che non "meritano" di studiare o non hanno i soldi per farlo? Semplice, a lavorare il prima possibile!

Il diritto allo studio è universale e non riguarda solo i "meritevoli" o chi se lo può permettere. In assenza di diritto allo studio è impossibile esercitare il diritto alla cittadinanza e al lavoro, per questo la Scuola Statale deve permettere a tutti di raggiungere i medesimi obiettivi e essere completamente gratuita.

 

Milano, 22 febbraio 2010

 

Mario Piemontese

 

 

 

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DDG n. 43 USR Lombardia    
16 febbraio 2010
Allegato A    
Piano dell'offerta formativa regionale a.s. 2010/2011