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Valutazione

by Cristina Mecenero, Gioconda Pietra e Vita Cosentino — last modified 2009-02-15 23:47

L'imposizione dei voti numerici da parte della Gelmini nelle elementari e nelle medie non è un dato secondario del disegno di restaurazione in atto. Il gruppo si propone di ripercorrere anche storicamente le ragioni che hanno portato la scuola a fare a meno dei voti, le implicazioni delle misure che vengono imposte alle scuole, quali spazi di resistenza ci sono.

La posizione con cui abbiamo parlato di valutazione è quella che ci deriva da un punto che tutte, tutti i presenti condividevano e cioè si tratta di un atto non separabile dal processo di apprendimento e dalla relazione che è in gioco tra chi insegna e chi apprende: entrambe idee da riaprire, riapprofondire.

L’analisi delle reazioni positive di genitori e docenti al reinserimento del voto in decimi, alle elementari e alle scuole medie, ci porta  ad affermare che:

-    il dibattito sulla buona valutazione, anche in passato, non ha coinvolto la maggioranza delle/dei docenti

-  è necessario munirsi di argomentazioni forti per controbattere le tesi che portano ad una  semplificazione, sostanzialmente superficiale e vecchia, di ciò che è valutazione;

-    è necessario chiarire la differenza tra valutazione e certificazione, la prima: quotidiana, in itinere, condivisa,  strettamente legata al processo d’apprendimento; la seconda: sintesi  dei livelli raggiunti al termine di un ciclo scolastico (terza media);

- è opportuno consegnare, insieme alle schede, valutazioni descrittive e “colloquianti” alternative per non buttare via la serietà della valutazione, la sua valenza pedagogica e relazionale sia nei confronti di allieve/allievi sia nei confronti dei genitori.

La cultura sulla valutazione non è data una volta per tutte: si mette in gioco ogni volta che rifacciamo il punto sulla sua pratica a scuola. Per questo è fondamentale non drammatizzare ora la questione, prenderla come un’occasione di chiarimento, scelta consapevole, condivisione di esperienze e principi, a cui fare riferimento esplicitamente, confrontandosi sui dubbi che si hanno. Avendo in mente che il problema non è il voto in sé, infatti molte insegnanti stanno praticando l’uso del giudizio alla stregua di un voto numerico (d’altronde l’introduzione di ottimo, distinto, buono, sufficiente, non sufficiente è stata una sconfitta appunto perché ha introdotto l’idea della scala), ma è di riuscire ad andare oltre alla classificazione. Sapendo comunque sempre che  scegliere parole (ottimo, distinto, buono…) o cifre ( 10, 9, 8,) simbolicamente è differente, per via del rimando che hanno le parole a un ambito colloquiale, non definitorio, e le cifre a meccanismi più distanti, di calcolo, che scivolano verso l’immaginario economico, monetario.

Il dibattito nelle scuole è necessario che ci sia ora – come prevede anche la circolare – sui criteri di utilizzo dei voti e di corrispondenza tra il giudizio e il voto (il 4 e il 5 che scuole primarie di varie regioni di Italia stanno utilizzando anche per le bambine e i bambini con problemi, segnalano situazioni in cui sono state prese decisioni senza avere avuto il tempo di  chiarire i presupposti o che le pratiche valutative sono impostate su un modello da scuola media).

Sappiamo che alcune scuole hanno preso posizione:

•        non adottando sulla scheda la valutazione numerica – La casa del sole a Milano, la Iqbal di Roma e una scuola di Forlì e di Foggia, ma questi due ultimi sono dati da verificare (importante nelle prossime settimane accertare con precisione quali e quanti scuole, magari lanciando un appello in rete); 

•        oppure adottandola, ma allegando a ogni scheda la Dichiarazione personale di dissociazione consapevole del Cidi.

Su questa dichiarazione di dissenso segnaliamo però che è contraddittorio affermare, come il Cidi invita a fare ad un certo punto della dichiarazione,  che si declina ogni responsabilità rispetto alle conseguenze negative derivate dall’applicazione della nuova norma: non possiamo declinare nessuna responsabilità rispetto a ciò che agiamo, pertanto suggeriamo a chi lo utilizzerà di modificare in parte il testo.

Sulla valutazione come tema pedagogico: siamo dell’idea che è il momento di rilanciare la riflessione attraverso seminari o convegni, che sono le situazioni individuate da noi come le più partecipate e sentite come influenti, anche invitando docenti delle università.

Facendo leva e tesoro delle relazioni in atto con i genitori che localmente molte scuole hanno ritessuto, coinvolgere anche i genitori stessi nel dibattito sulla valutazione, per condividere con loro il senso e le pratiche di questo aspetto del nostro mestiere.

Sollecitiamo a scrivere ed inviare riflessioni sulla valutazione, legate a racconti di esperienze vissute, per fare una raccolta narrante che aiuti la riflessione e quel “munirsi di argomentazioni forti” di cui si parlava sopra.

Sdrammatizzare e colloquiare – con alunne e alunni, con i genitori, tra noi colleghe e colleghi: teniamo queste parole come bussole per i prossimi mesi.