MEDIE
Milano,
2009-02-15
Medie
L’incontro si prefigge di riformulare un discorso sulle ricadute della legge Gelmini sulla scuola media in seguito alla recente pubblicazione dei regolamenti e delle circolari. L’obiettivo è riprendere un’azione informativa specifica e rilanciare forme di resistenza integrate nel quadro generale di proposte emerse nella giornata di studio in corso, rivolte sia ai nuovi iscritti che a coloro che si avviano a proseguire o concludere il triennio di scuola secondaria inferiore.
L’incontro si prefigge di riformulare un discorso sulle ricadute della legge Gelmini sulla scuola media in seguito alla recente pubblicazione dei regolamenti e delle circolari.
L’obiettivo è riprendere un’azione informativa specifica e rilanciare forme di resistenza integrate nel quadro generale di proposte emerse nella giornata di studio in corso, rivolte sia ai nuovi iscritti che a coloro che si avviano a proseguire o concludere il triennio di scuola secondaria inferiore.
Si procede quindi all’analisi delle bozze dei regolamenti da cui si apprende che:
• L’orario obbligatorio è ridotto ad ore 29 + 1 di approfondimento in materie letterarie di cui non si sa ancora quali docenti dovrebbero occuparsi.
• Il tempo prolungato è determinato in 36 ore elevabili a 40 in base alle richieste delle famiglie ma in ogni caso sempre in base all’organico docente disponibile. Sono compresi l’insegnamento di Civiltà e costituzione, l’ora di religione e la mensa, ma se non ci sono abbastanza insegnanti o la scuola non ha le strutture per assicurare la mensa le classi vengono tutte riportate all’orario minimo obbligatorio. Sarebbe opportuno approfondire le implicazioni tra obbligatorietà del TP per un corso intero e recettività delle strutture di refezione. S'ipotizza la costituzione di corsi interi a TP e corsi interi a TN. , ma con quali criteri?
(TP= Tempo pieno, TN= Tempo normale)
• I docenti potranno essere chiamati ad insegnare anche materie di cui non sono specialisti per effetto della flessibilità che permetterà di “facilitare” l’impiego dei professori in esubero in seguito alla riconduzione a 18 ore frontali di tutte le cattedre e agli altri provvedimenti economici.
• Saranno quindi costituite nuove classi di concorso e di abilitazione di cui per ora non si sa nulla. Potrebbe però accadere ad esempio che un docente di educazione artistica insegni anche educazione tecnica a scapito della qualità del secondo insegnamento.
• Gli organici di fatto corrisponderanno a quelli di diritto. Che cosa significa? Sommariamente altri docenti in meno.
• Il modello proposto tende a scoraggiare il tempo pieno con 40 ore, che vorrebbe dire 3 pomeriggi a scuola alla settimana. Di fatto in molte scuole si rileva una oggettiva difficoltà a sostenere questa offerta. Si nota una sorta di ripensamento in atto sul tempo pieno anche da parte di quegli insegnanti di orientamento progressista i quali sostengono “il ritorno ad una scuola seria”, in altre parole più rigorosa e che fornisca ai suoi studenti gli strumenti fondamentali del leggere, scrivere e far di conto che i progetti e le sperimentazioni didattiche non sembrano assicurare. I risultati delle ricerche di Pisa dimostrano, infatti, che la scuola media ottiene risultati scoraggianti in tema di dispersione scolastica. Sarebbe allora necessario un sistema di valutazione degli insegnanti, ma come?
Ciò induce inoltre il gruppo ad una riflessione sul modello del tempo pieno e della scuola media in generale più simile a quello delle scuole superiori che alle elementari. In particolare nella frammentazione della progettazione didattica e nel ridotto sviluppo della relazione scuola famiglia. Questo genera uniformità e individualismo in contrasto con il bisogno reale di partecipazione sentito tanto tra famiglie e docenti, quanto tra docenti e docenti. Si prefigura quindi una scuola media sempre più lontana dalle elementari. Un modello più selettivo che sarà capace di recuperare il gap delle medie? O Non rischia invece di essere riduttivo e semplicistico?
• Il tempo prolungato è attivabile solo se ci sono le strutture per la mensa. Il pomeriggio è articolato secondo un orario obbligatorio eccetto in caso di autonomia come previsto dall’art. 4 comma 2 DPR 275/99 (verificare). Resta anche l’indicazione per la quale il tempo pieno è attivabile per un corso intero. Non saranno quindi più possibili le classi aperte. Presumibilmente saranno ingestibili laboratori in compresenza, uscite didattiche, attività di recupero e sostegno.
• L’introduzione dell’opportunità di potenziamento della lingua inglese a scapito della seconda lingua comunitaria annunciata dal regolamento, dovrebbe essere un’opzione in aggiunta e non sostitutiva. L’insegnamento delle lingue comunitarie, infatti, non è finalizzato al raggiungimento di competenze specialistiche bensì all’educazione interculturale, alla formazione della cittadinanza europea. Tuttavia la seconda lingua è assicurata in presenza dell’insegnante titolare, ovvero anche a prescindere dalle richieste.
• Non è chiaro a chi sarà affidata l’alfabetizzazione degli alunni immigrati e in quali spazi, poiché le uniche indicazioni in merito riguardano la possibilità per gli alunni non italofoni di sostituire le ore della seconda lingua comunitaria con lo studio dell’Italiano. La riorganizzazione oraria di fatto induce a questa scelta, ma non specifica quali risorse intende utilizzare per provvedere a questa urgenza formativa.
• In merito all’organico si prefigura il trasferimento di 8000 docenti di ruolo in esubero presso altri uffici. I docenti più colpiti sono quelli di lettere.
• Mentre gli insegnanti diminuiscono, il numero degli alunni potrà aumentare con prevedibili ricadute sulla sicurezza nelle scuole. Inoltre la presenza di alunni con disabilità certificata in una classe non sarà più sufficiente a limitare il numero di alunni a 20. Questi potranno quindi essere minimo 18 e massimo 28, ma in presenza di soli 30 iscritti questi formeranno una classe sola. Fino ad ora potevano esserci due classi da 15. Il numero delle classi non potrà in nessun caso aumentare.
• In ogni caso sono i tagli a definire i termini della questione, poiché ricorre frequentemente l’espressione “ Nei limiti della dotazione organica”.
• Rarissime le indicazioni per il curricolo scolastico, se non che in sostanza si dovrà insegnare a leggere e far di conto. Né si tiene conto della continuità didattica, che, già minacciata dalla precarizzazione dei contratti, sarà ulteriormente sminuita dalla creazione di migliaia di docenti sovrannumerari.
• All’ottimizzazione delle risorse contribuirà la possibilità di coprire spezzoni di cattedre in sedi dello stesso istituto o di istituti vicini. Ma considerato tutto, non ultimo il fatto che sui fondi di istituto gravano già moltissime spese, quando ci sarà una supplenza chi la farà? Tenuto poi conto che non è possibile nominare supplenti per periodi di assenza inferiori a 10 giorni, più facilmente i ragazzi potrebbero essere distribuiti in altre classi con una perdita sul piano didattico e rischi sul piano della sicurezza.
La lettura della scheda tecnica ribadisce l’impossibilità di avere il tempo pieno in mancanza di strutture ricettive adeguate e calcola che salteranno 1454 classi a tempo normale. Dalla riduzione a 30 ore delle 56.567 classi a tempo normale restanti risulta una riduzione di 6285 insegnanti di cui 3142 di lettere per effetto della riconduzione delle cattedre a 18 ore. Non sono inoltre più previste le ore a disposizione con un “risparmio” di 8710 posti.
Conclusa l’analisi dei regolamenti nel primo pomeriggio, si prosegue con l’individuazione delle possibili azioni.
Si ritiene urgente la promozione di eventi e materiali informativi: Assemblee, documenti, iniziative di vario genere. Si vede urgente la definizione di una strategia per le iscrizioni che contenga e prevenga i danni. Si aspetta di .conoscere il resoconto del gruppo resistenza.
Si rilancia anche l’iniziativa dell’assemblea cittadina di zona 5.
Viene lanciata la proposta di un’assemblea cittadina delle scuole medie da realizzarsi entro metà febbraio presso la sede della scuola Rinascita. La proposta è bene accolta, ma è necessario uno sforzo organizzativo collettivo soprattutto per la ricerca di relatori preparati sul tema, ma anche per la produzione di materiali dedicati e per la divulgazione dell’iniziativa in rete e non solo.
Sarà indicata e comunicata una data, e circolerà un volantino informativo sulla base delle informazioni raccolte e discusse in questa giornata.
Si avverte come indispensabile il raccordo con i docenti e i genitori delle quinte elementari.
Si sottolinea l’importanza di non approvare nei collegi applicazioni della legge in contrasto con i POF a garanzia della loro applicazione, soprattutto per assicurare a quanti già iscritti la continuità del servizio così come sottoscritto a inizio ciclo.
Si intende appoggiare e promuovere le Iscrizioni alla buona scuola soprattutto con i moduli delle riconferme.
In questa sede si conclude che l’ipotesi migliore per i nuovi iscritti sia quella del tempo pieno a 36 ore da rivedere forse anche alla luce dell’autonomia scolastica.
Più tempo scuola vuol dire più qualità…ma questa qualità deve rispettare dei criteri chiari e condivisi con tutti gli attori del processo formativo dei ragazzi.
Si rilancia anche l’iniziativa dell’assemblea cittadina di zona 5. Sarà inoltrato ai partecipanti il report dell’incontro e il materiale in precedenza prodotto. Si costituirà una mailing list coi contatti dei presenti e di coloro che avrebbero voluto esserci e la si userà per far circolare informazioni specifiche e materiali.
Decreto "AMMAZZAPRECARI"