NAPOLI
Napoli,
2011-02-04
Progetto “merito”, quarto potere e le mistificazioni de “Il Messaggero”
Ormai siamo vicini alla scadenza dei termini per la presentazione di adesioni al progetto e, sulle oltre 600 scuole di Napoli e provincia, abbiamo notizia di soli tre istituti che avrebbero accettato di partecipare alla prima fase del progetto.
Da
subito, Napoli ha detto “NO” al progetto “merito”: l’elenco delle
scuole che si sono opposte è stato immediatamente consistente e non ha
mai smesso di accrescersi, anche dopo l’allargamento all’intera
provincia e l’allungamento dei termini di adesione al 7 febbraio.
Ad
oggi contiamo più di 130 scuole in cui i docenti hanno votato per il
“NO” alla sperimentazione, ed ogni giorno l’elenco continua ad
allungarsi senza soste. In quasi tutti questi istituti il progetto
“merito” è stato respinto a larghissima maggioranza, molto spesso con
la totale unanimità. Sono stati prodotti vari documenti che chiariscono
in modo articolato le ragioni del “NO”.
Abbiamo notizie da tante
scuole che NON hanno neanche preso in considerazione il progetto e che,
di conseguenza, non hanno nemmeno votato.
Ormai siamo vicini
alla scadenza dei termini per la presentazione di adesioni al progetto
e, sulle oltre 600 scuole di Napoli e provincia, abbiamo notizia di
soli tre istituti che avrebbero accettato di partecipare alla prima
fase del progetto.
Quindi leggiamo stupiti, forse anche un po’
arrabbiati, un articolo de “Il Messaggero”, in cui, già
dall’esordio, si afferma in modo perentorio e mistificatorio che il Sud
farebbe da “traino” alla proposta di sperimentazione sul “merito” (?).
In
questi mesi si è attivata una rete dal basso per diffondere
informazione e raccogliere i dati provenienti dalle scuole, costruita
con telefonate, messaggi al cellulare, mail, scambi di materiale,
avendo come unico, costante e soprattutto fattivo sostegno sindacale
quello dei Cobas. Gli altri sindacati sul campo non hanno mosso un dito
per far circolare notizie nelle scuole, fra i docenti, fra gli
studenti, fra i genitori, per non parlare dei partiti… (tutti).
Una
rete per forza di cose artigianale, ma fatta di tempo, di passione e di
preoccupazione per quel che significa in prospettiva la meritocrazia
premiale applicata ai docenti ed agli istituti: la copia di
controproducenti modelli anglosassoni, da tempo falliti nei risultati
sia negli Stati Uniti che in Gran Bretagna, la fine definitiva della
scuola pubblica, il ridurre i processi di apprendimento ad
addestramenti alla soluzione di test…
Il lavoraccio è stato ed è
ancora scuola per scuola, con collegi che, in alcune situazioni, hanno
subito incredibili pressioni per aderire… ma hanno ugualmente rifiutato.
Abbiamo
capito da subito che, per evitare mistificazioni, bisognava avere il
polso reale, numerico della situazione: dopo aver letto l’articolo de
“Il Messaggero”, abbiamo avuto la conferma di aver fatto bene.
Già
alcune settimane apprendevamo dalla stampa che sarebbero state cinque
le scuole candidate per il progetto, ma sembra (vogliamo usare il
beneficio del dubbio, a differenza dell’articolista de “Il
Messaggero”…) che all’epoca neanche all’U.S.R. avessero notizia di tale
numero…
Tra l’altro, una delle scuole che inizialmente “sembrava” aver aderito al progetto, ha poi votato contro…
Ora
apprendiamo da “Il Messaggero” che attualmente le scuole consenzienti
sarebbero ben otto (ripetiamo, OTTO !), su un totale di oltre 600…
Poiché
amiamo la verità e dire la verità, (per noi è un valore da trasmettere
dentro e fuori e la scuola, sarà demodee, ma non ci importa…), ci
farebbe piacere sapere dall’ articolista, visto che sembrerebbe più
brava di noi a raccogliere notizie, quali sarebbero questi fortunati
istituti, anche in considerazione che lei è misteriosamente a
conoscenza del fatto che “…altre si stanno aggiungendo…”
Beata lei, forse è riuscita ad entrare in contatto con le oltre seicento scuole…
Virtù
divinatorie? Boccia di cristallo ? Mistero della fede? Non è dato
sapere ma, a questo punto, magari ci potrebbe dare una mano a
raccogliere dati, vista la sua abilità !
Forse
sarebbe bene sottolineare che, anche volendo dare per buoni i dati che
ci sono stati cortesemente forniti dalla giornalista, questo cospicuo
numero (ripetiamo:otto!) comunque non rappresenterebbe esattamente un
successo per un progetto inizialmente destinato a selezionare:
- venti scuole, sorteggiate tra le innumerevoli che avrebbero sicuramente aderito nella città di Napoli (che fortunate !),
- poi passate a quindici (sempre sorteggiate tra le innumerevoli….),
- poi abbassate ad una cifra imprecisata tra dieci e quindici,
quando, in un secondo momento,
- il progetto è stato esteso all’intera provincia, visto l’incredibile favore riscontrato ….
Forse,
forse, anche con ben otto scuole che avrebbero aderito, su più di
seicento, non sarebbe il caso di affermare che il Sud faccia da traino
al progetto “merito”. Forse…
Ma… potrebbe darsi che ci sbagliamo e
che l’articolista de “Il Messaggero”, oltre alle capacità divinatorie,
possieda una visione delle proporzioni più moderna, o comunque più
all’avanguardia, rispetto alla nostra…
La scuola ha un mandato costituzionale