NAPOLI
Napoli,
2010-12-15
"MERITO": il documento dei docenti dell' I.S.I.S "Mario Pagano" di Napoli
I Docenti dell’I.S.I.S. “Mario Pagano” di Napoli, chiamati nella seduta del Collegio del 10/12/2010 a deliberare in merito alla richiesta di partecipazione dell’Istituto alle procedure attivate dal CSA per l’individuazione della scuola presso la quale sperimentare criteri, metodologie e competenze per la valorizzazione del merito e premiare le scuole e i docenti migliori (C.M. del 18/11/2010), esprimono sgomento e disagio di fronte ad una politica dell’Amministrazione scolastica nazionale orientata a individuare e premiare singoli docenti eccellenti anziché promuovere e incentivare un innalzamento della qualità professionale di tutti gli insegnanti.
Al
Ministro dell’Istruzione,
dell’Università e della Ricerca
Al
Dirigente dell’Ufficio Scolastico
Provinciale di Napoli
I Docenti dell’I.S.I.S. “Mario Pagano” di Napoli,
chiamati nella seduta del Collegio del 10/12/2010 a deliberare in merito alla
richiesta di partecipazione dell’Istituto alle procedure attivate dal CSA per
l’individuazione della scuola presso la quale sperimentare criteri, metodologie
e competenze per la valorizzazione del merito e premiare le scuole e i docenti
migliori (C.M. del 18/11/2010), esprimono sgomento e disagio di fronte ad una
politica dell’Amministrazione scolastica nazionale orientata a individuare e
premiare singoli docenti eccellenti anziché promuovere e incentivare un
innalzamento della qualità professionale di tutti gli insegnanti;
sottolineano
che il diritto all’istruzione, costituzionalmente protetto (Art.
34), è uguale per tutti, e, che, quindi, tutti gli studenti hanno lo stesso
diritto di avere docenti con la qualifica di “migliore” e non si comprende con
quale fondamento di legittimità codesta Amministrazione, una volta effettuata
la valutazione meritocratica dei propri docenti, possa poi riconoscere soltanto
a pochi studenti il privilegio di avere insegnanti di fascia “A”, lasciando
tutti gli altri nelle mani di operatori che l’Amministrazione stessa ha
valutato “qualitativamente inferiori”;
segnalano
l’inopportunità di politiche di gestione del personale ispirate ad una logica
agonistica tra docenti, poiché essa non è compatibile con la natura collegiale
dell’attività didattica e, nel momento stesso in cui stimola e incentiva una
sparuta minoranza di docenti, lascia la maggioranza di essi nella frustrazione
economica e professionale;
temono
che la valutazione di tutti i docenti nella loro singola professionalità,
finalizzata alla premiazione di pochi, da un lato possa tradursi in
un’ulteriore delegittimazione della categoria agli occhi di alunni e genitori,
e dall’altro possa condurre a forme di pressione sul docente che ne limitino la
libertà di testimonianza dei propri orizzonti culturali e di scelta delle
pratiche didattiche, costituzionalmente protetta (Art. 33);
denunciano
l’inadeguatezza della composizione del “nucleo” chiamato a valutare i docenti
che aderiscono alla sperimentazione (Dirigente scolastico, due docenti eletti
dal Collegio, Presidente del Consiglio d’Istituto in qualità di “osservatore”)
e la genericità dei criteri di valutazione previsti (curriculum vitae,
documento di valutazione, “apprezzamento” di genitori e degli studenti), non
ancorati a titoli culturali e professionali oggettivi;
stigmatizzano
la politica di “distribuzione a pochi” di emolumenti accessori
procedenti dai tagli effettuati a detrimento dei servizi essenziali della
scuola pubblica nel suo complesso (riduzione dei finanziamenti per fondo
d’Istituto, Idei ecc.) e dei diritti acquisiti da tutti i suoi operatori
(blocco degli scatti di anzianità, mancato rinnovo del contratto ecc.);
chiedono:
1. il ritiro della Circolare Ministeriale e l’annullamento della
sperimentazione in oggetto, con particolare riferimento al secondo progetto
mirante ad individuare metodi e criteri per premiare singoli insegnanti;
2. l’erogazione di fondi necessari al proseguimento delle attività didattiche
ed educative dell’Istituto in un’ottica di mantenimento della qualità del
servizio e di incentivazione dei suoi operatori;
3. una sana politica di gestione delle risorse finanziarie che favorisca la
riqualificazione delle dotazioni didattiche, ma che eviti gli sprechi;
4. una politica di gestione del personale che sappia colpire gli abusi di
singoli ed eventuali “fannulloni”, senza snaturare la logica del servizio
scolastico;
5. un percorso di riqualificazione professionale del corpo docente che, senza
ricercare facili scorciatoie, prenda atto della necessità di rivedere i criteri
di accesso alla professione e, fatti salvi i diritti acquisiti da “precari
storici”, reintroduca adeguati sistemi di selezione concorsuale e di formazione
in servizio dei neoassunti.
Napoli, 10 dicembre 2010
La scuola ha un mandato costituzionale