MILANO
Milano,
2010-12-22
La sperimentazione del "merito" arriva anche a Milano
Chiediamo ai docenti delle scuole milanesi di respingere fermamente e senza tentennamenti questa provocazione, come già accade a Torino, Napoli e Pisa.
Leggiamo sui quotidiani che il ministero dell'istruzione vorrebbe
estendere anche a Milano la: "Proposta di progetto sperimentale per
premiare gli insegnanti che si distinguono per un generale
apprezzamento professionale all'interno della scuola". Il progetto
prevede, nelle scuole che aderiscono, l'istituzione di un nucleo
composto dal Dirigente e da due docenti eletti dal collegio, più il
Presidente del Consiglio di Istituto senza diritto di voto. Il nucleo
valuta solo i docenti che hanno manifestato adesione alla
sperimentazione. Sulla base del curriculum vitae, di un documento di
autovalutazione e di "indagini svolte tra studenti e genitori" per
"misurarne l'apprezzamento", viene stilata una classifica dei docenti.
A quelli arrivati ai primi posti (ma non oltre il 15% -20%) verrà
assegnato un premio pari a una mensilità lorda. La sperimentazione
verrebbe attuata in un numero limitato di scuole in modo da "testare"
un "protocollo" da estendere poi a tutto il territorio nazionale.
Il
progetto è stato proposto in prima battuta alle scuole di Torino e
Napoli, ma i collegi docenti di queste città si sono espressi in massa
contro. Vista la mal parata, il ministero ora ci prova con Milano,
grazie ad un ufficio scolastico che è considerato "molto ricettivo".
Sappiamo
bene che tra i docenti e i genitori esistono idee anche diversificate
su "merito" e "valutazione", ma non ci sembra il momento di aprire un
tale dibattito. Coloro che intendono sperimentare sulla pelle della
scuola sono gli stessi che hanno tagliato selvaggiamente il tempo
pieno, ridotto le ore disciplinari, precarizzato la condizione
lavorativa, e a Milano più che altrove visto la maggiore "ricettività"
dell'attuale provveditore.
La sperimentazione e poi la sua
eventuale generalizzazione è e sarà pagata coi soldi ricavati dai tagli
che hanno ridotto drasticamente il numero di docenti e ATA, peggiorando
la qualità della scuola pubblica e le condizioni di lavoro. E non è un
caso: lo stesso ministero che ha contro tutto il mondo della scuola e
dell'università, tenta ora la strada della divisione tra docenti e
della concorrenza tra docenti e tra scuole, per riguadagnare un minimo
di consenso. Se la sperimentazione venisse attuata creerebbe nella
scuole un ambiente malsano fatto di campagne acquisti e corse al
favoritismo, dannoso soprattutto per la didattica e lo sviluppo del
sapere.
L'unico "merito" che chiediamo venga misurato con una
"apposita indagine tra studenti e genitori" è la competenza della
Gelmini e dei suoi "tecnici" a gestire una scuola della quale nulla
sanno, se non che costituisce un "costo" di cui alleggerirsi.
Retescuole
chiede ai docenti delle scuole milanesi di respingere fermamente e
senza tentennamenti questa provocazione. Chiediamo agli studenti e ai
genitori di far sentire la propria voce per impedire questa ulteriore
offesa alla scuola. Chiediamo infine ai sindacati di mobilitare i
propri iscritti, perché nessuna scuola milanese si macchi della
complicità con chi la scuola la vuol distruggere.
ReteScuole
La scuola ha un mandato costituzionale