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La sperimentazione del "merito" arriva anche a Milano

by ReteScuole — last modified 2011-01-22 00:01

Chiediamo ai docenti delle scuole milanesi di respingere fermamente e senza tentennamenti questa provocazione, come già accade a Torino, Napoli e Pisa.

Leggiamo sui quotidiani che il ministero dell'istruzione vorrebbe estendere anche a Milano la: "Proposta di progetto sperimentale per premiare gli insegnanti che si distinguono per un generale apprezzamento professionale all'interno della scuola". Il progetto prevede, nelle scuole che aderiscono, l'istituzione di un nucleo composto dal Dirigente e da due docenti eletti dal collegio, più il Presidente del Consiglio di Istituto senza diritto di voto. Il nucleo valuta solo i docenti che hanno manifestato adesione alla sperimentazione. Sulla base del curriculum vitae, di un documento di autovalutazione e di "indagini svolte tra studenti e genitori" per "misurarne l'apprezzamento", viene stilata una classifica dei docenti. A quelli arrivati ai primi posti (ma non oltre il 15% -20%) verrà assegnato un premio pari a una mensilità lorda. La sperimentazione verrebbe attuata in un numero limitato di scuole in modo da "testare" un "protocollo" da estendere poi a tutto il territorio nazionale.

Il progetto è stato proposto in prima battuta alle scuole di Torino e Napoli, ma i collegi docenti di queste città si sono espressi in massa contro. Vista la mal parata, il ministero ora ci prova con Milano, grazie ad un ufficio scolastico che è considerato "molto ricettivo".

Sappiamo bene che tra i docenti e i genitori esistono idee anche diversificate su "merito" e "valutazione", ma non ci sembra il momento di aprire un tale dibattito. Coloro che intendono sperimentare sulla pelle della scuola sono gli stessi che hanno tagliato selvaggiamente il tempo pieno, ridotto le ore disciplinari, precarizzato la condizione lavorativa, e a Milano più che altrove visto la maggiore "ricettività" dell'attuale provveditore.

La sperimentazione e poi la sua eventuale generalizzazione è e sarà pagata coi soldi ricavati dai tagli che hanno ridotto drasticamente il numero di docenti e ATA, peggiorando la qualità della scuola pubblica e le condizioni di lavoro. E non è un caso: lo stesso ministero che ha contro tutto il mondo della scuola e dell'università, tenta ora la strada della divisione tra docenti e della concorrenza tra docenti e tra scuole, per riguadagnare un minimo di consenso. Se la sperimentazione venisse attuata creerebbe nella scuole un ambiente malsano fatto di campagne acquisti e corse al favoritismo, dannoso soprattutto per la didattica e lo sviluppo del sapere.

L'unico "merito" che chiediamo venga misurato con una "apposita indagine tra studenti e genitori" è la competenza della Gelmini e dei suoi "tecnici" a gestire una scuola della quale nulla sanno, se non che costituisce un "costo" di cui alleggerirsi.

Retescuole chiede ai docenti delle scuole milanesi di respingere fermamente e senza tentennamenti questa provocazione. Chiediamo agli studenti e ai genitori di far sentire la propria voce per impedire questa ulteriore offesa alla scuola. Chiediamo infine ai sindacati di mobilitare i propri iscritti, perché nessuna scuola milanese si macchi della complicità con chi la scuola la vuol distruggere.

ReteScuole