MILANO, LA SCUOLA D'INFANZIA E I FIGLI DI "CLANDESTINI"
Milano,
2008-02-21
Milano, la scuola d'infanzia e i figli di "clandestini"
La storia dei bambini esclusi dalle scuole materne milanesi continua.
La dichiarazione di Patrizia Quartieri a proposito di un possibile ricorso al TAR
La storia dei bambini esclusi dalle scuole materne milanesi continua.
Di seguito la dichiarazione di Patrizia Quartieri a proposito di un possibile ricorso al TAR.
Le associazione e i movimenti anti-liberisti che aderiscono al Forum Sociale Mondiale organizzano una catena umana intorno a Palazzo Marino
contro l’ordinanza del Comune che nega l’iscrizione dei bimbi stranieri
alle scuole materne e in difesa della Convenzione Onu sui diritti dei
minori.
Sabato 26 gennaio 2008, ore 15:30
Milano, Piazza della Scala
Giornata di Azione Globale del Forum Sociale Mondiale
Milano, 17 gennaio 2008
Mario Piemontese
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COMUNICATO STAMPA
Possibile ricorso al TAR contro la non iscrizione ai servizi dell’infanzia dei figli di “clandestini”.
Dichiarazione di Ines Patrizia Quartieri- cons. comunale indipendente PRC
Il
rifiuto dall’iscrizione dei figli di cittadini extracomunitari privi
del permesso di soggiorno è una norma discriminatoria e xenofoba che
contraddice diritti fondamentali affermati dalla nostra Costituzione e
dalla Convenzione internazionale sui i diritti dell’infanzia.
TUTTI i bambini che vivono nella nostra città, indipendentemente dalle condizioni sociali dei loro genitori hanno diritto ad aver accesso alla scuola dell’infanzia.
Lo scorso anno presentai inutilmente, in sede di bilancio, un emendamento che chiedeva che la possibilità di iscrizione fosse prevista “per TUTTI i bambini”.
Diverse volte l’ho sostenuto nei lavori delle commissioni.
Ora
per coerenza, acquisiti pareri legali, comunico la mia decisione di
ricorrere al TAR, qualora venissi a conoscenza che sia stata rifiutata
anche una sola iscrizione per questi motivi.
Personalmente ritengo che queste situazioni andrebbero agevolate e non perseguite per garantire ai tutti i bambini pari opportunità, favorire l’integrazione, contrastare lo sfruttamento minorile, mettere in condizioni le madri di trovare un lavoro che consenta loro l’avvio di un percorso di “regolarizzazione”.
14 gennaio ‘08
Decreto "AMMAZZAPRECARI"