MILANO, LA SCUOLA D'INFANZIA E I FIGLI DI "CLANDESTINI"
Milano,
2008-02-21
Milano, la scuola d'infanzia e i figli di "clandestini"
La propaganda della Moratti sulla pelle dei bambini
www.repubblica.it - 20 gennaio 2008
www.repubblica.it
Gli altriNOI
Storie di immigrazione
di Giovanni Maria Bellu
La propaganda della Moratti sulla pelle dei bambini
Stefano
Rodotà (Repubblica del 2 gennaio scorso) le ha chiamate "costituzioni
parallele". Al contrario della Costituzione del 1948, non hanno una
forma definita. Si tratta di un insieme di manifesti politici,
di provvedimenti amministrativi e anche di prassi burocratiche che
convergono verso il risultato di mettere in discussione i principi
fondamentali. Per fortuna, la Costituzione, quella vera, ha in sé dei
potenti anticorpi. L'articolo 24, per esempio, che garantisce a tutti
il diritto di agire in giudizio a tutela dei propri diritti.
Martedì
scorso è stata diffusa la notizia della presentazione, da parte di una
donna marocchina di 37 anni, di un ricorso contro la decisione del
sindaco di Milano di non ammettere alle scuole materne i bambini degli
immigrati privi di permesso di soggiorno. L'azione legale, sostenuta
dall'avvocato Livio Neri, si fonda sugli articoli 43 e 44 del Testo
unico sull'immigrazione che individuano i comportamenti discriminatori
per motivi etnici, razziali, nazionali e religiosi e stabiliscono una
procedura a tutela delle vittime.
In attesa della decisione del
giudice (e anche di quella dell'amministrazione che è stata invitata
dal ministro della Pubblica istruzione a ritirare la circolare) val la
pena di conoscere gli elementi essenziali della biografia della
ricorrente. Le "costituzioni parallele", infatti, agiscono sulla realtà
concreta, sulla vita delle persone.
La presentatrice del ricorso
si trova in Italia dal 1993, cioè da quindici anni, e per buona parte
della sua permanenza ha avuto un regolare permesso di soggiorno. La sua
attuale condizione di irregolarità è stata determinata dall'aver perso
il precedente lavoro e di non averne trovato uno nuovo entro il termine
stabilito dalla legge. Non è dunque una condizione voluta ma subita. La
donna, infatti, conduce una vita normale, risiede in un appartamento
per il quale paga regolarmente l'affitto, e ha due bambine. La più
grande frequenta la prima elementare. La più piccola, fino al 17
dicembre scorso, attendeva con gioia il momento in cui avrebbe
cominciato a frequentare la scuola materna. Anche la madre lo attendeva
perché questo le avrebbe consentito di lavorare con più serenità.
Chissà
se, nell'elaborare la circolare, il sindaco di Milano ha pensato a casi
come questo e ha deciso comunque di agire per dare prova di "fermezza".
I consulenti legali del comune dovrebbero averle fatto notare che la
circolare era ad alto rischio di bocciatura. Se non altro perché, con
lo stesso tipo di azione avviata dalla donna marocchina, era stata già
bollata come discriminatoria - e quindi annullata - la decisione di
dare ai cittadini italiani cinque punti in più nelle graduatorie per
l'assegnazione delle case popolari.
E questa è un'altra
fondamentale differenza tra la Costituzione vera e quelle "parallele".
La prima ha sessant'anni, le seconde hanno vita breve. E spesso chi le
emana ne è consapevole. Le "costituzioni parallele" sono uno strumento
per fare propaganda sulla pelle degli altri. Di solito dei più deboli.
O per stabilire nuovi diritti a favore dei più forti. Si aggiornano
continuamente. Una delle ultime norme, per esempio, stabilisce che la
credibilità personale di un uomo politico è messa in discussione
esclusivamente dai reati di mafia, e solo in caso di condanna superiore
ai cinque anni di reclusione
(glialtrinoi@repubblica. it)
(20 gennaio 2008)
Decreto "AMMAZZAPRECARI"