MILANO, LA SCUOLA D'INFANZIA E I FIGLI DI "CLANDESTINI"
Milano,
2008-02-21
Milano, la scuola d'infanzia e i figli di "clandestini"
Chi ha vinto a Milano, Fioroni o la Moratti? Tutti e due.
Hanno perso i bambini e i loro diritti, a Milano come a Napoli.
Sulla vicenda dell'iscrizione alle scuole dell'infanzia milanesi dei bambini figli di "clandestini" no se ne è saputo più nulla. Fioroni non ne ha più parlato, ma neppure la Moratti.
Fioroni non ha deciso se revocare o meno al Comune di Milano la parità per le sue scuole dell'infanzia. Probabilmente avrà scelto di affidare la decisione al prossimo Ministro dell'Istruzione, che in altri termini vuol dire che non se ne farà nulla, nessuna decisione verrà presa e tutto proseguirà come se non fosse accaduto nulla.
Ve la immaginate l'Aprea, o chi per essa, che revoca la parità alle scuole dell'infanzia milanesi? No.
Allo stesso modo ve lo immaginate Fioroni, o chi per esso, che accusa l'amministrazione che organizza l'Expo 2015 di non rispettare i diritti dell'infanzia? No.
Ma allora chi ha vinto?
La Moratti sarà stata costretta a dare esecuzione all'ordinanza del tribunale di Milano che dichiarava il carattere discriminatorio della circolare sulle iscrizioni alle scuole dell'infanzia. Probabilmente avrà anche ammesso che i bambini figli di "clandestini" anche se non residenti, ma con abituale dimora a Milano potranno essere iscritti alle scuole dell'infanzia milanesi.
Tutte ipotesi, verosimili, ma sempre e comunque ipotesi. Da palazzo Marino non si è saputo nulla, figuriamoci poi se un'informazione del genere potrà essere giunta ai diretti interessati.
In sintesi per la Moratti niente guai con la giustizia, silente ammissione di colpa, e risultato raggiunto comunque, perché di fatto i figli dei "clandestini" continuano a restare fuori dalle scuole. Qualcuno di loro forse è riuscito ad entrare, non per diritto, ma perché classificato come "caso sociale".
Fioroni dal canto suo, dopo essersi eretto a paladino dei diritti dell'infanzia, con un buon annetto di ritardo, è sparito completamente. Ha occupato per qualche giorno le pagine dei giornali, minacciando di ritirare la parità alle scuole dell'infanzia milanesi, ha incassato il consenso di molti, ma poi in definitiva non ha concluso nulla di concreto perché i figli dei "clandestini" a Milano continuano a stare fuori.
Azione diversiva? L'attenzione dell'opinione pubblica doveva essere spostata altrove? Magari sì, la politica messa in atto da molti è così di basso profilo che non bisogna sbalordirsi di nulla. Meglio che i giornali parlino dei diritti negati a Milano, piuttosto che dei diritti negati a Napoli per via della "monnezza".
Morale, chi ha vinto? Tutti e due.
Ma allora, chi ha perso? I bambini e i loro diritti, a Milano come a Napoli.
Milano, 11 aprile 2008
Mario Piemontese
Decreto "AMMAZZAPRECARI"