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Se 44.000 vi sembrano pochi

by Mario Piemontese last modified 2008-08-04 12:00

Il 27 ottobre non andrò a Roma, andrò a Brescia alla manifestazione dei migranti

Il Ministro Giuseppe Fioroni ha deciso di riprendere in mano il cacciavite, questa volta non per far finta di smontare la riforma Moratti, ma per tirare un bel giro di vite alla Scuola.

Venerdì gli studenti sono scesi in piazza in 130 città per protestare contro la reintroduzione degli esami di riparazione a settembre. Dopo avere modificato l’Esame di Stato introducendo vincoli più ferrei per quanto riguarda l’ammissione, Fioroni per decreto ha deciso che i debiti formativi contratti allo scrutinio di giugno devono essere per forza assolti entro la fine di agosto, pena la bocciatura.

L’obiettivo è trasmettere l’immagine di una Scuola più seria e efficiente, senza un vero progetto pedagogico, se non quello di intensificare ulteriormente la selezione. Chi potrà permettersi costosissime lezioni private passerà, agli altri non resterà che ripetere l’anno oppure passare al secondo canale, quello della formazione professionale, per essere avviati precocemente al lavoro.

Ma questo è solo un episodio, altre cose stanno accadendo.

Sempre per decreto Fioroni ha deciso che il finanziamento pubblico delle scuole paritarie non si limiterà più solo a scuole materne ed elementari che, in alcune zone del Paese, offrono un servizio che, purtroppo, lo Stato non è in grado di fornire, ma anche a scuole medie e superiori.

Il sistema misto pubblico – privato che il Ministro teorizza già da tempo si sta realizzando. È chiaro poi che tutti i soldi che andranno alle private saranno sottratti alle statali. Emblematica è stata per esempio la scelta di decurtare solo dai finanziamenti previsti per le scuole statali, quanto necessario per compensare le mancate entrate dovute al nuovo sistema che regola le donazioni alle scuole, che agevola, dal punto di vista fiscale, chi dona denaro non solo alle statali, ma anche alle paritarie.

Non è finita. Questa volta però non è solo Fioroni l’artefice del misfatto, ma l’intero Governo. La finanziaria 2007 prevedeva il taglio di 47.000 posti nella scuola, 43.000 nel 2007 e 4.000 nel 2008. L’obiettivo tanto devastante è stato raggiunto in parte: “solo” 14.000 posti sono stati tagliati. Il Governo però non demorde, infatti nel disegno di legge finanziaria 2008 è previsto il taglio dei restanti 33.000 posti, equamente distribuito in 3 anni, 11.000 per anno. Per raggiungere l’obiettivo il Governo vuole utilizzare sempre gli stessi metodi: innalzamento del rapporto alunni/classi, azzeramento del numero di insegnanti specialisti di lingua inglese nelle elementari, riduzione di 4 ore del monte ore settimanale dei primi 2 anni degli istituti professionali. Non è solo una questione di riduzione di posti di lavoro, ma anche di peggioramento della qualità della Scuola.

Come se non bastasse il Governo ha deciso di ridurre il monte ore settimanale di tutte le sperimentazioni nei licei: dal prossimo anno non potrà essere superato il tetto delle 34 ore. Inoltre sempre a partire dal prossimo anno nella scuola superiore la formazione delle classi prime e terze dovrà essere fatta senza tenere conto degli indirizzi di studio. L’effetto complessivo sarà il taglio nel 2008 di altri 2.000 posti che sommati ai precedenti portano alla bella cifra di 35.000.

L’elenco dei danni non è ancora finito. Sempre nel disegno di legge finanziaria 2008 si stabilisce che dal prossimo anno il numero di insegnanti di sostegno non potrà essere superiore al numero che si ottiene dividendo per 4 il numero di classi relativo allo scorso anno scolastico. Il risultato che si ottiene è 93.930, cioè più o meno il numero di posti di sostegno attivati quest’anno. Il Governo pensa di risparmiare ogni anno circa 3.000 posti di sostegno, perché tanti sono stati nel passato i posti che ogni anno sono stati richiesti in più rispetto all’anno precedente. Si prevede quindi, all’insegna del risparmio, di negare agli alunni diversamente abili il diritto di avere la presenza in aula dell’insegnante di sostegno.

In tutto sono dunque 44.000 tagli previsti nei prossimi 3 anni.

L’elenco dei disastri non si esaurisce qui. Potrei citare il ripristino solo a parole del Tempo Pieno, oppure le nuove norme sulla disciplina dei docenti che insidiano la libertà di insegnamento e altro ancora.

Detto questo si ha notizia che CGIL – CISL – UIL hanno proclamato uno sciopero dei lavoratori della scuola con manifestazione nazionale a Roma.
Bene, ma quando? Sabato 27 ottobre. Sabato, sì certo sabato, avete letto bene!

La scelta della data è formidabile, per esempio a Milano, così come in tutti i centri metropolitani, al sabato le scuole elementari e medie sono chiuse perché non si fa lezione. Per i lavoratori sarà davvero imbarazzante scioperare di sabato quando abitualmente non lavorano, mentre per i genitori sarà il massimo non dover fare i soliti salti mortali per piazzare da qualche parte i figli e poter così andare a lavorare.

Andiamo oltre. Come mai i lavoratori vengono chiamati a scioperare? Forse per protestare contro qualcuna delle nefandezze sopra elencate? No, niente di tutto questo. I lavoratori vengono chiamati a scioperare di sabato perché nel disegno di legge finanziaria 2008 non sono previsti adeguati stanziamenti per il rinnovo del contratto relativo al biennio economico 2008/09. Questo il motivo, indubbiamente valido, ma resta l’unico motivo a fronte di tutto quello che sta accadendo. Oltretutto la situazione è addirittura paradossale.

Da pochi giorni è stato raggiunto l’accordo sul contratto relativo al biennio economico 2006/2007 e in tempi brevi l’accordo sarà sottoposto alla consultazione dei lavoratori. In questa sede evito di scendere nei dettagli per evitare di annoiare chi non è direttamente interessato, anche se la questione è molto più complessa di quanto possa sembrare. In ogni caso penso che per un lavoratore della scuola sia sicuramente disorientante contemporaneamente esprimere il suo parere su un contratto chiuso (2006/2007), alla vigilia del successivo rinnovo (2008/2009), e scioperare perché non vengono stanziate risorse per il rinnovo stesso.

E i 44.000 tagli? Se sulla questione persisterà il silenzio, non potrò fare altro che pensare che per Sindacati e Governo tagliare sia una delle tante azioni da mettere in atto per reperire risorse da destinare ai prossimi rinnovi contrattuali e abbassare il livello di qualità della Scuola Statale, per favorire quella Privata.

Il 27 ottobre non andrò a Roma, andrò a Brescia alla manifestazione dei migranti, sono stufo della politica dei “bianchi”, spero in quell’occasione di incontrare tante compagne e compagni che abbiano voglia come me di imparare da altri un nuovo modo di far politica.

Milano, 14 ottobre 2007

Mario Piemontese