FINANZIARIA 2008
Milano,
2007-10-14
Se 44.000 vi sembrano pochi
Il 27 ottobre non andrò a Roma, andrò a Brescia alla manifestazione dei migranti
Il Ministro Giuseppe Fioroni ha deciso di
riprendere in mano il cacciavite, questa volta non per far finta di
smontare la riforma Moratti, ma per tirare un bel giro di vite alla
Scuola.
Venerdì gli studenti sono scesi in piazza in 130 città
per protestare contro la reintroduzione degli esami di riparazione a
settembre. Dopo avere modificato l’Esame di Stato introducendo vincoli
più ferrei per quanto riguarda l’ammissione, Fioroni per decreto ha
deciso che i debiti formativi contratti allo scrutinio di giugno devono
essere per forza assolti entro la fine di agosto, pena la bocciatura.
L’obiettivo
è trasmettere l’immagine di una Scuola più seria e efficiente, senza un
vero progetto pedagogico, se non quello di intensificare ulteriormente
la selezione. Chi potrà permettersi costosissime lezioni private
passerà, agli altri non resterà che ripetere l’anno oppure passare al
secondo canale, quello della formazione professionale, per essere
avviati precocemente al lavoro.
Ma questo è solo un episodio, altre cose stanno accadendo.
Sempre
per decreto Fioroni ha deciso che il finanziamento pubblico delle
scuole paritarie non si limiterà più solo a scuole materne ed
elementari che, in alcune zone del Paese, offrono un servizio che,
purtroppo, lo Stato non è in grado di fornire, ma anche a scuole medie
e superiori.
Il sistema misto pubblico – privato che il
Ministro teorizza già da tempo si sta realizzando. È chiaro poi che
tutti i soldi che andranno alle private saranno sottratti alle statali.
Emblematica è stata per esempio la scelta di decurtare solo dai
finanziamenti previsti per le scuole statali, quanto necessario per
compensare le mancate entrate dovute al nuovo sistema che regola le
donazioni alle scuole, che agevola, dal punto di vista fiscale, chi
dona denaro non solo alle statali, ma anche alle paritarie.
Non
è finita. Questa volta però non è solo Fioroni l’artefice del misfatto,
ma l’intero Governo. La finanziaria 2007 prevedeva il taglio di 47.000
posti nella scuola, 43.000 nel 2007 e 4.000 nel 2008. L’obiettivo tanto
devastante è stato raggiunto in parte: “solo” 14.000 posti sono stati
tagliati. Il Governo però non demorde, infatti nel disegno di legge
finanziaria 2008 è previsto il taglio dei restanti 33.000 posti,
equamente distribuito in 3 anni, 11.000 per anno. Per raggiungere
l’obiettivo il Governo vuole utilizzare sempre gli stessi metodi:
innalzamento del rapporto alunni/classi, azzeramento del numero di
insegnanti specialisti di lingua inglese nelle elementari, riduzione di
4 ore del monte ore settimanale dei primi 2 anni degli istituti
professionali. Non è solo una questione di riduzione di posti di
lavoro, ma anche di peggioramento della qualità della Scuola.
Come
se non bastasse il Governo ha deciso di ridurre il monte ore
settimanale di tutte le sperimentazioni nei licei: dal prossimo anno
non potrà essere superato il tetto delle 34 ore. Inoltre sempre a
partire dal prossimo anno nella scuola superiore la formazione delle
classi prime e terze dovrà essere fatta senza tenere conto degli
indirizzi di studio. L’effetto complessivo sarà il taglio nel 2008 di
altri 2.000 posti che sommati ai precedenti portano alla bella cifra di
35.000.
L’elenco dei danni non è ancora finito. Sempre nel
disegno di legge finanziaria 2008 si stabilisce che dal prossimo anno
il numero di insegnanti di sostegno non potrà essere superiore al
numero che si ottiene dividendo per 4 il numero di classi relativo allo
scorso anno scolastico. Il risultato che si ottiene è 93.930, cioè più
o meno il numero di posti di sostegno attivati quest’anno. Il Governo
pensa di risparmiare ogni anno circa 3.000 posti di sostegno, perché
tanti sono stati nel passato i posti che ogni anno sono stati richiesti
in più rispetto all’anno precedente. Si prevede quindi, all’insegna del
risparmio, di negare agli alunni diversamente abili il diritto di avere
la presenza in aula dell’insegnante di sostegno.
In tutto sono dunque 44.000 tagli previsti nei prossimi 3 anni.
L’elenco
dei disastri non si esaurisce qui. Potrei citare il ripristino solo a
parole del Tempo Pieno, oppure le nuove norme sulla disciplina dei
docenti che insidiano la libertà di insegnamento e altro ancora.
Detto
questo si ha notizia che CGIL – CISL – UIL hanno proclamato uno
sciopero dei lavoratori della scuola con manifestazione nazionale a
Roma.
Bene, ma quando? Sabato 27 ottobre. Sabato, sì certo sabato, avete letto bene!
La
scelta della data è formidabile, per esempio a Milano, così come in
tutti i centri metropolitani, al sabato le scuole elementari e medie
sono chiuse perché non si fa lezione. Per i lavoratori sarà davvero
imbarazzante scioperare di sabato quando abitualmente non lavorano,
mentre per i genitori sarà il massimo non dover fare i soliti salti
mortali per piazzare da qualche parte i figli e poter così andare a
lavorare.
Andiamo oltre. Come mai i lavoratori vengono chiamati
a scioperare? Forse per protestare contro qualcuna delle nefandezze
sopra elencate? No, niente di tutto questo. I lavoratori vengono
chiamati a scioperare di sabato perché nel disegno di legge finanziaria
2008 non sono previsti adeguati stanziamenti per il rinnovo del
contratto relativo al biennio economico 2008/09. Questo il motivo,
indubbiamente valido, ma resta l’unico motivo a fronte di tutto quello
che sta accadendo. Oltretutto la situazione è addirittura paradossale.
Da
pochi giorni è stato raggiunto l’accordo sul contratto relativo al
biennio economico 2006/2007 e in tempi brevi l’accordo sarà sottoposto
alla consultazione dei lavoratori. In questa sede evito di scendere nei
dettagli per evitare di annoiare chi non è direttamente interessato,
anche se la questione è molto più complessa di quanto possa sembrare.
In ogni caso penso che per un lavoratore della scuola sia sicuramente
disorientante contemporaneamente esprimere il suo parere su un
contratto chiuso (2006/2007), alla vigilia del successivo rinnovo
(2008/2009), e scioperare perché non vengono stanziate risorse per il
rinnovo stesso.
E i 44.000 tagli? Se sulla questione persisterà
il silenzio, non potrò fare altro che pensare che per Sindacati e
Governo tagliare sia una delle tante azioni da mettere in atto per
reperire risorse da destinare ai prossimi rinnovi contrattuali e
abbassare il livello di qualità della Scuola Statale, per favorire
quella Privata.
Il 27 ottobre non andrò a Roma, andrò a
Brescia alla manifestazione dei migranti, sono stufo della politica dei
“bianchi”, spero in quell’occasione di incontrare tante compagne e
compagni che abbiano voglia come me di imparare da altri un nuovo modo
di far politica.
Milano, 14 ottobre 2007
Mario Piemontese
La grande truffa del Rock 'n' Roll