FINANZIARIA 2008
Milano,
2007-12-31
Perché c'è differenza tra il giorno e la notte?
Se la Scuola dovrà preparare esclusivamente gli studenti a superare con successo i test, allora siamo finiti.
Pochi giorni fa il Senato ha approvato definitivamente la Legge Finanziaria 2008,
come al solito per la Scuola è andata malissimo. Dopo 3 mesi di
dibattito parlamentare non è cambiato nulla rispetto a quanto previsto
dal disegno di legge
approvato dal Governo alla fine di settembre: tagli al personale
Docente e ATA, innalzamento del rapporto alunni/classe, blocco del
numero totale degli insegnanti di sostegno e per finire sperimentazione
in alcune regioni di modelli di razionalizzazione degli organici, che
in altri termini equivale a dire altri tagli. Come si può allora
definire l’interesse per la Scuola mostrato da questo Governo e dai
Partiti che lo sostengono? Inesistente.
Le contraddizioni sono molte tra quanto si dichiara e quanto effettivamente si realizza. Una per tutte.
Il 28 dicembre il Governo ha approvato il disegno di legge per la ratifica della Convenzione sui diritti per le persone con disabilità.
All’art. 24, comma 2, lettera d della Convenzione si legge: le persone
con disabilità ricevono il sostegno necessario, all’interno del sistema
educativo generale, al fine di agevolare la loro effettiva istruzione.
Benissimo, peccato però che qualche giorno prima con la legge
Finanziaria si è stabilito che il numero di insegnanti di sostegno non
potrà superare 93.700, anche se negli ultimi tempi le richieste sono
aumentate di 3.000 unità ogni anno.
Splendido esempio di coerenza!
Finite
le feste sarà tempo di iscrizioni e le contraddizioni che salteranno
fuori anche in questo caso saranno numerosissime. Due per tutte.
Come al solito per via dell’organico il Tempo Pieno non potrà essere garantito a tutti quelli che lo richiederanno, la stessa Circolare sulle iscrizioni
lo ribadisce. Le scuole raccoglieranno le iscrizioni, ma non potranno
garantire nulla visto che prima di marzo non si avranno notizie certe
sull’organico. In ogni caso con i tagli previsti in Finanziaria è certo
che, indipendentemente dalla tempistica, non tutte le richieste di
Tempo Pieno potranno essere soddisfatte. Anche se in maniera confusa il Tempo Pieno sulla carta è stato ripristinato, ma non assolutamente nei fatti.
Per
effetto dell’obbligo di istruzione gli studenti che frequentano oggi la
terza media dovranno iscriversi ad un istituto superiore oppure a un
centro di formazione professionale. La Circolare sulle iscrizioni
detta indicazioni su come istituti e cfp dovranno gestire le iscrizioni
in esubero. Se ci fosse un biennio, non dico unico, ma almeno unitario
il problema non si porrebbe perlomeno in linea di principio. Cosa
accadrà invece a uno studente che vorrà iscriversi per esempio al liceo
scientifico e vedrà respingersi la domanda di iscrizione da tutti i
licei scientifici della sua città?
Ti obbligo ad andare a scuola, ti dico anche che puoi scegliere in quale istituto andare, ma se non trovi posto fatti tuoi.
Andiamo oltre e parliamo di obbligo di istruzione.
Il 27 dicembre, a 4 mesi dall’inizio delle lezioni, Fioroni ha pubblicato le linee guida per l’obbligo di istruzione.
Il provvedimento completamente in ritardo è decisamente peggio delle
più pessimistiche previsioni. Oltre a ribadire l’equivalenza dei
bienni, non impone alle scuole nessun tipo di progettazione e
sperimentazione, tutto è lasciato alla buona volontà e all’interesse
dei Collegi dei Docenti. Per il momento l’obbligo sembra restar sospeso
tra la terra e il cielo in attesa di quello che produrrà il prossimo
anno la Commissione, recentemente istituita, per la riforma del sistema di istruzione tecnica e professionale.
Che l’obbligo si possa assolvere solo a scuola ormai possiamo scordarcelo. Il Decreto interministeriale
(MPI – MLPS) che autorizza fino al 2008/2009 l’assolvimento
dell’obbligo anche nei centri di formazione professionale è stato
pubblicato a fine novembre. La riforma del sistema di istruzione
superiore partirà dal 2009/2010 e nel frattempo capiremo se il doppio
canale della Moratti continuerà ad esistere, niente lascia pensare che
possa accadere qualcosa di diverso, oppure no.
Per il momento la cosa più preoccupante è l’equivalenza tra bienni: porsi come obiettivo il raggiungimento delle otto competenze chiave,
individuate a livello europeo, è una scelta di basso profilo che vuole
solo garantire a tutti la possibilità di competere nel mercato del
lavoro all’interno del mondo globalizzato, nient’altro. In
Europa un sistema di istruzione è efficiente se permette di raggiungere
le otto competenze chiave, ed è equo se permette a tutti di raggiungerle.
Un’elevata
competitività nel mondo del lavoro produce un forte contenimento dei
salari e quindi costringe i lavoratori, per poter vivere
dignitosamente, a svolgere ore di lavoro straordinario oppure a
competere tra di loro per avere accesso ai compensi stabiliti dalla
contrattazione decentrata e legati alla produttività. Tutto questo
indebolisce la contrattazione nazionale, non genera occupazione
stabile, ma solo precarietà.
Il protocollo sul welfare, ormai legge, si muove in questa stessa direzione, intanto in fabbrica, e non solo, si continua tragicamente a morire.
A
proposito di salari parliamo brevemente di quelli dei lavoratori della
Scuola. Secondo il Governo i lavoratori dovrebbero gioire perché invece
di ricevere in busta metà degli arretrati, perché l’altra metà non la
riceveranno mai, in ritardo di 25 mesi, il ritardo sarà solo di 24.
E per il prossimo biennio economico 2008/2009? Neanche un centesimo di euro previsto dalla Finanziaria 2008.
Prodi ha tanto criticato Berlusconi per non avere previsto nella
Finanziaria 2006 nulla per il rinnovo contrattuale del biennio
economico 2006/2007, e adesso si comporta esattamente nello stesso
modo. Anche in questo caso splendido esempio di coerenza!
E poi arriviamo all’efficientismo tanto sbandierato da Fioroni.
La reintroduzione degli esami di riparazione a settembre
rappresenta solo l’ultimo di una serie di provvedimenti che non
risolvono i problemi reali della Scuola. Dalla caccia ai telefonini
accesi, siamo passati all’inasprimento delle sanzioni disciplinari per
gli studenti, all’incompatibilità ambientale per i lavoratori decisa
dai dirigenti, per poi giungere al “patto sociale di corresponsabilità
con le famiglie” finalizzato solo ad una responsabilità di tipo
risarcitorio e quindi pecuniario. Su tutti e su tutto incombe
l’inevitabile necessità di rigore: la scuola deve essere selettiva.
Quindi bisogna bocciare di più perché gli “asini” non possono andare
avanti, devono andare a lavorare, non a scuola. Solo per i meritevoli
ci sarà futuro, le ultime novità per l’accesso alle università a numero chiuso sono molto chiare in merito. Ma se tra uguali il merito premia il migliore, tra diseguali chi premia?
Per finire. Negli scorsi giorni in molti, ministri compresi, hanno urlato allo scandalo perché la Moratti a Milano non accetta nelle scuole materne i figli dei migranti “clandestini”. Peccato che questo accada già da un anno.
In ogni caso ci ritroviamo ancora con la Bossi – Fini e con un nuovo
decreto sulle espulsioni il cui testo non è ancora consultabile.
A fronte di tutto questo l’ultima emergenza è stata scatenata dai risultati PISA – OCSE del 2006.
I nostri quindicenni non sanno perché c’è differenza tra il giorno e la
notte. Tutto è finalizzato a rendere inevitabile l’introduzione di un
sistema di valutazione per tutto e per tutti, così come ha reclamato lo
stesso Dini nel suo recente ultimatum al Governo. Se la Scuola dovrà preparare esclusivamente gli studenti a superare con successo i test, allora siamo finiti.
Milano, 31 dicembre 2007
Mario Piemontese
La grande truffa del Rock 'n' Roll