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A Milano buono libri solo per i residenti

by Mario Piemontese last modified 2008-08-04 09:42

Almeno a 4.000 ragazzi il diritto allo studio sarà negato

 

Il prossimo anno scolastico il Comune di Milano erogherà un contributo per l’acquisto dei libri di testo ai genitori degli alunni delle scuole medie: 200€ per il primo anno, 80€ per il secondo e 90€ per il terzo. Il “buono libri” è stato introdotto per la prima volta lo scorso anno, ma solo per gli studenti di prima. Per legge i libri sono forniti gratuitamente dai Comuni ai bambini delle scuole elementari, ma non ai ragazzi delle scuole medie. La norma prevede infatti la gratuità, a partire dalle medie, solo per gli studenti che vivono in condizioni economicamente svantaggiate, non per tutti. La contraddizione è evidente: lo Stato ti obbliga ad andare a scuola, ma i libri te li devi pagare tu. Coerenza vorrebbe quindi che fino a 16 anni i libri fossero gratis per tutti, ma di questo nessun Governo ne ha mai voluto sentir parlare, la parola d’ordine è sempre stata: meglio diminuire la spesa per l’Istruzione piuttosto che aumentarla.

Letizia Moratti però, che tanto ha cura dei suoi cittadini più piccoli, ha deciso di applicare una sorta di federalismo scolastico: se lo Stato non concede, allora ci pensa il Comune. Lo squilibrio che si crea è forte: non tutti i Comuni contribuiscono alla spesa per i libri, perché non tutti possono farlo o decidono di farlo, visto che lo Stato non lo impone. In questo modo le disuguaglianze economiche e sociali, invece di diminuire, aumentano, oltretutto in un ambito come quello della scuola che invece dovrebbe contribuire a colmarle.

Ma il “buono libri” è per tutti? No.

Se frequenti una scuola milanese, ma risiedi a Milano da meno di due anni, oppure se non risiedi affatto a Milano, niente contributo. Questo valeva lo scorso anno e questo continua a valere anche quest’anno. Tale è poi il desiderio della Moratti di escludere i non residenti che sul sito del Comune, evidentemente per sbaglio, hanno scritto addirittura che la fornitura gratuita dei libri per le elementari è prevista solo per i residenti.

Nell’a.s. 2005/2006 a Milano gli alunni di cittadinanza non italiana che frequentavano scuole elementari o medie statali erano in tutto circa 12.000 su un totale di 69.000. Questo è il dato più recente fornito dall’Ufficio Scolastico Provinciale. Di questi 12.000 almeno 4.000 andavano alle medie. Le cifre oggi non sono più queste, sono sicuramente aumentate, comunque immaginiamo pure che tutto sia rimasto come tre anni fa: almeno a 4.000 ragazzi il diritto allo studio sarà negato. È esattamente la stessa cosa accaduta qualche mese fa ai figli di “clandestini” esclusi dalle scuole dell’infanzia.

La legge regionale n.31/80 sul diritto allo studio, che tanto Formigoni vorrebbe abrogare, da questo punto di vista dà un’indicazione molto precisa: i Comuni devono garantire il diritto allo studio a chi frequenta una scuola di loro appartenenza territoriale, indipendentemente dalla residenza.

Ecco poi l’altra faccia della medaglia. Il “buono libri” è erogato sia per chi va in una scuola statale che per chi va in una scuola paritaria. Quindi ci saranno genitori, milanesi al 100%, che oltre a ricevere il rimborso regionale, attraverso la “Dote per la libertà di scelta” , del 25% della retta che versano a una scuola privata, riceveranno anche quello comunale per la spesa dei libri di testo.

Tutto questo sta accadendo ancora una volta a Milano nel silenzio più assoluto.

 

Milano, 23 luglio 2008

 

Mario Piemontese