Tavola rotonda : Quale futuro per la scuola pubblica in Campania
ore 16,00 Sala Valeriano Piazza del Gesù
recenti provvedimenti Gelmini comportano gravi
conseguenze non solo in termini occupazionali ma anche in termini
depotenziamento del sistema dell’istruzione pubblica statale.
La
Campania è la regione più penalizzata (e in particolare la provincia di
Napoli con circa la metà dei posti persi) con la perdita di 1.844 posti
alle elementari, 2.064 alle medie, 1.720 alle superiori e 1.719 posti
ATA ai quali si aggiungeranno oltre 500 posti che verranno persi
sull’organico di fatto. Migliaia di precari hanno già perso quest’anno
ed ancor più il prossimo perderanno l’incarico annuale e sarà sempre
più difficile anche riuscire ad avere supplenze temporanee.
La
qualità dell’offerta formativa della scuola pubblica statale è
destinata a peggiorare in maniera irreversibile, permangono i cronici
problemi di edilizia scolastica ed in moltissimi casi le scuole non
sono in grado di rispettare le normative sulla sicurezza.
Già
quest’anno le scuole non hanno ricevuto i finanziamenti per l’acquisto
di ciò che è indispensabile al normale funzionamento di una scuola,
(dai gessetti, alla carta ecc. – il cosiddetto “funzionamento
ordinario”) ed in molti casi a causa della mancanza di risorse non si
provvede a nominare i supplenti anche in casi di docenti ammalati per
lunghi periodi.
Relativamente alla necessità di effettuare corsi di
recupero per gli studenti delle superiori la circolare n° 12/09 il
ministero conferma sostanzialmente quanto disposto lo scorso anno dal
ministro Fioroni tuttavia stanzia solo un quarto delle risorse previste
a tale scopo lo scorso anno.
Nonostante le affermazioni
rassicuranti della ministra, viste le disponibilità di posti in
organico, alle elementari non saranno garantite le richieste dl tempo
pieno passate da 140 a 580 classi.
In questo contesto di
“strangolamento” della scuola pubblica statale il parlamento si
appresta ad approvare il DDL Aprea e la legge Cota che intendono
portare a termine sul piano giuridico il processo di privatizzazione
dell’istruzione. Con questi provvedimenti le scuole vengono trasformate
in fondazioni, vengono ridefiniti in senso privatistico lo “stato
giuridico” e il reclutamento del personale e si determina l’ingresso di
finanziamenti privati nella gestione delle scuole con ulteriore
penalizzazione del mezzogiorno e delle famiglie. Per aprire un
confronto su tutto ciò
VENERDI’ 8 MAGGIO
ore 16,00 Sala Valeriano Piazza del Gesù
Il CESP e i COBAS promuovono l’assemblea dibattito:
Dalla scuola della Costituzione all’autonomia alla scuola azienda
QUALE FUTURO PER LA SCUOLA IN CAMPANIA