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Tagli, niente gite scolastiche

by Il Messaggero.it — last modified 2010-12-03 00:43

Volevo far sapere a Lei e a tutti i lettori che la mia scuola ha deciso di non organizzare gite scolastiche (neanche di solo mezza giornata) per tutto l'anno scolastico per protestare contro il ministro dell'istruzione Maria Stella Gelmini. Io, come tutti i miei compagni, non sono d'accordo perché per noi studenti la gita è molto importante e ci serve anche come 'momento di pausa' dalla frenetica vita scolastica.

Caro direttore, mi chiamo Manuela e sono una studentessa di 17 anni del liceo 'Isaac Newton' di Chivasso, in provincia di Torino.

Volevo far sapere a Lei e a tutti i lettori che la mia scuola ha deciso di non organizzare gite scolastiche (neanche di solo mezza giornata) per tutto l'anno scolastico per protestare contro il ministro dell'istruzione Maria Stella Gelmini. Io, come tutti i miei compagni, non sono d'accordo perchè per noi studenti la gita è molto importante e ci serve anche come 'momento di pausa' dalla frenetica vita scolastica.

Nonostante ciò sono molto contenta che finalmente i professori organizzino una protesta vera e proprio contro i tagli di 8 milioni fatti alla scuola (poi però dobbiamo dare 5 miliardi in 20 anni alla Libia e loro, oltretutto, ci ringraziano sparando alle nostre navi). Penso che questa decisione sia un buon modo per protestare e creare disagio tra gli studenti e i professori all'interno della scuola.

Però l'altro giorno sono venuta a sapere che né le altre scuole di Chivasso né tantomeno quelle dei paesi vicini hanno preso in considerazione questa forma di protesta e forse non faranno neanche niente per lamentarsi. Credo che questa contestazione possa avere dei risultati positivi solo se tante scuole aderiranno, così da creare agitazione e avere piano piano sempre più voce in capitolo sulle riforme da attuare nella scuola (dato che quelle che sono state fatte finora dall'attuale governo hanno solo penalizzato gli studenti e i professori).

Spero che con la pubblicazione di questa lettera i professori di altre scuole, e non solo in provincia di Torino o in Piemonte, ma anche in altre città d'Italia, vengano a conoscenza della decisione della mia scuola per potersi unire nella protesta con lo stesso metodo, che ritengo sia abbastanza efficace nel creare ulteriori contestazioni poichè creerà disagio non solo agli studenti ma anche alle agenzie di viaggio che lavorano con le scuole e agli hotel (poichè nel periodo invernale sopravvivono soprattutto grazie alle classi che sono in gita). Porgo distinti saluti,

Manuela Passarella

(27 settembre 2010)

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