VIAGGI & MIRAGGI
Chivasso (TO),
2010-09-27
Tagli, niente gite scolastiche
Volevo far sapere a Lei e a tutti i lettori che la mia scuola ha deciso di non organizzare gite scolastiche (neanche di solo mezza giornata) per tutto l'anno scolastico per protestare contro il ministro dell'istruzione Maria Stella Gelmini. Io, come tutti i miei compagni, non sono d'accordo perché per noi studenti la gita è molto importante e ci serve anche come 'momento di pausa' dalla frenetica vita scolastica.
Caro direttore, mi chiamo Manuela e sono
una studentessa di 17 anni del liceo 'Isaac Newton' di Chivasso, in
provincia di Torino.
Volevo far sapere a Lei e a tutti i lettori che la mia scuola ha deciso
di non organizzare gite scolastiche (neanche di solo mezza giornata)
per tutto l'anno scolastico per protestare contro il ministro
dell'istruzione Maria Stella Gelmini. Io, come tutti i miei compagni,
non sono d'accordo perchè per noi studenti la gita è molto importante e
ci serve anche come 'momento di pausa' dalla frenetica vita scolastica.
Nonostante ciò sono molto contenta che finalmente i professori
organizzino una protesta vera e proprio contro i tagli di 8 milioni
fatti alla scuola (poi però dobbiamo dare 5 miliardi in 20 anni alla
Libia e loro, oltretutto, ci ringraziano sparando alle nostre navi).
Penso che questa decisione sia un buon modo per protestare e creare
disagio tra gli studenti e i professori all'interno della scuola.
Però l'altro giorno sono venuta a sapere che né le altre scuole di
Chivasso né tantomeno quelle dei paesi vicini hanno preso in
considerazione questa forma di protesta e forse non faranno neanche
niente per lamentarsi. Credo che questa contestazione possa avere dei
risultati positivi solo se tante scuole aderiranno, così da creare
agitazione e avere piano piano sempre più voce in capitolo sulle
riforme da attuare nella scuola (dato che quelle che sono state fatte
finora dall'attuale governo hanno solo penalizzato gli studenti e i
professori).
Spero che con la pubblicazione di questa lettera i professori di altre
scuole, e non solo in provincia di Torino o in Piemonte, ma anche in
altre città d'Italia, vengano a conoscenza della decisione della mia
scuola per potersi unire nella protesta con lo stesso metodo, che
ritengo sia abbastanza efficace nel creare ulteriori contestazioni
poichè creerà disagio non solo agli studenti ma anche alle agenzie di
viaggio che lavorano con le scuole e agli hotel (poichè nel periodo
invernale sopravvivono soprattutto grazie alle classi che sono in
gita). Porgo distinti saluti,
Manuela Passarella
(27 settembre 2010)