VIAGGI & MIRAGGI
Cinisello Balsamo,
2010-11-07
Il Liceo classico e scientifico Giulio Casiraghi dice NO ai viaggi di istruzione
L'Assemblea dei docenti del Liceo Casiraghi, a larghissima maggioranza, con una lettera aperta ai genitori e agli alunni, comunica l'intenzione di non effettuare viaggi di istruzione per protesta contro i tagli alla scuola
LETTERA APERTA DEI DOCENTI AI GENITORI ED ALUNNI
Ai genitori, agli alunni del Liceo
Da molti anni ormai, organizziamo numerose attività per l’arricchimento dell’offerta formativa, attività nelle quali crediamo e che abbiamo sempre portato avanti con entusiasmo. Cerchiamo di ricordarle tutte: teatro, visite a mostre e musei, orientamento, gruppo sportivo pomeridiano, uscite didattiche, attività complementari, viaggi d’istruzione e stage all’estero, certificazioni linguistiche, educazione ambientale ed alla salute, patentino del ciclomotore, patente europea del computer, conferenze, viaggi della Memoria, spettacoli teatrali.
Con tutte queste iniziative abbiamo dimostrato il nostro impegno e la nostra disponibilità. Abbiamo messo al servizio della scuola l’esperienza di anni di lavoro e il nostro tempo.
Oggi, in seguito alle disposizioni previste dalla manovra correttiva dei conti pubblici (D.M. n. 78 del 31 maggio 2010), ci troviamo davanti a una scelta: continuare tutto come prima, facendo finta che nulla sia successo, o comunicare il nostro disagio e malessere attraverso la decisione di non accompagnare i nostri studenti nei viaggi di istruzione.
Perché questa decisione?
Probabilmente le persone non direttamente coinvolte nel mondo della scuola non sanno che:
- i docenti accompagnatori non godono dell’indennità di missione in Italia, abolita dalla Finanziaria 2006, ed ora neppure della missione per i viaggi all’estero ;
- non godono di copertura assicurativa per responsabilità verso terzi, per cui devono provvedere personalmente con spese a proprio carico (CM n° 36/1995) a meno che non sia la stessa scuola di appartenenza a sottoscrivere una polizza assicurativa integrativa d’Istituto.
Ai docenti accompagnatori non viene riconosciuto il servizio prestato oltre l’orario d’insegnamento giornaliero o settimanale che tuttavia, durante un viaggio d’istruzione di più giorni, è a tempo pieno e che in alcuni casi può comprendere anche la domenica, giorni festivi o il giorno libero. In “compenso” i docenti sono soggetti all’obbligo della vigilanza ed alle responsabilità di cui agli artt. 2047 e 2048 del c.c. con l’integrazione di cui all’art. 61 della legge 312/80 per l’intera durata del viaggio.
Nel nostro Paese il valore del Turismo Scolastico si aggira intorno a 375 milioni di euro (dato 2009 del Touring Club Italiano). La protesta dei docenti, che oggi si va sempre più allargando, non vuole essere una dichiarazione di guerra al mondo del turismo ma un’accorata richiesta di attenzione rivolta ad altri settori del Paese.
Ci viene richiesto di lavorare gratuitamente. Cosa può significare questo?
- che il nostro lavoro non è ritenuto necessario ( quale lavoro necessario oggi non viene retribuito ?)
- che il nostro lavoro non ha valore ( è evidente che, nella nostra società, il valore del lavoro è determinato da quanto viene retribuito).
A fronte di tale svalutazione della nostra professionalità, ci chiediamo se abbia ancora senso sobbarcarci responsabilità e ulteriori carichi di lavoro non riconosciuti.
E’ ormai chiaro a tanti come sia in corso la completa trasformazione della scuola italiana, che risponde più a criteri economico-amministrativi che a precisi progetti educativi . Questo rischia di determinare ricadute negative per i nostri studenti e per i nostri figli. I tagli dei finanziamenti alla scuola pubblica e alla ricerca significano non dare futuro alle nuove generazioni. I Paesi che non investono nel campo dell’istruzione e della conoscenza pongono oggi una pesantissima ipoteca sulle possibilità di sviluppo economico e sociale di domani.
Cercare di resistere e di opporsi è un dovere per tutte le persone oggi convinte che investire nel capitale umano sia decisivo per ogni nazione democratica che abbia come obiettivo lo sviluppo di una società formata da cittadini in grado di esercitare i propri diritti con la coscienza, nello stesso tempo, di essere sottoposti a dei doveri.
Far comprendere ai nostri studenti, ai nostri ragazzi, ai nostri figli, che trovare forme di protesta e di resistenza democratiche e civili per difendere la scuola, i posti di lavoro o i salari, è parte integrante della dialettica democratica e che, nello stesso tempo, ciò comporta anche dei sacrifici, dovrebbe rappresentare uno dei nuclei fondanti della formazione di un futuro cittadino.
Per tutte queste motivazioni, abbiamo individuato questa forma di protesta che non blocca l’attività didattica del nostro Istituto e non intacca l’offerta formativa che, annualmente, con tanto impegno e dedizione garantiamo. La nostra non è una protesta contro la scuola né, tanto meno, contro gli studenti. Tutto il contrario: in questo modo si vuole proprio reclamare più attenzione per la scuola, un maggiore impegno in questo settore che costituisce l’investimento più importante per il domani. Nello stesso tempo si chiede più rispetto per chi vi lavora e più cura per chi vi studia.
Assemblea sindacale dei docenti del Liceo Casiraghi
Bilanci in rosso