PRECARI
Roma,
2009-02-21
Iniziative in relazione alle supplenze per assicurare la continuità didattica
(5 Febbraio) Pubblichiamo la risposta del Ministro Gelmini all'interrogazione Cota (Lega Nord) sui problemi di "discontinuità nell'insegnamento ai ragazzi", "disomogeneità territoriale" e "spreco di risorse" che vengono imputati dalla Lega alla gestione delle supplenze.
Riteniamo che questo sia un problema importantissimo e speriamo che questo Governo - e soprattutto lei, signor Ministro - possa finalmente dare una svolta a tale problematica.
Ovviamente sappiamo dell'assoluta difficoltà delle scuole e delle direzioni didattiche a dare in tempi brevi delle risposte riguardo ai supplenti, e sappiamo che esiste un problema di scuole di serie A e di serie B a seconda che si trovino collocate in montagna o nei piccoli centri del nord e del sud. Ci aspettiamo pertanto da lei una presa di posizione molto, molto forte.
PRESIDENTE. Il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, Mariastella Gelmini, ha facoltà di rispondere.
MARIASTELLA GELMINI, Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. Signor Presidente, il tema trattato dagli onorevoli interroganti in merito alle supplenze è particolarmente serio ed importante, proprio perché le supplenze - così come sono concepite - rappresentano spesso una fonte di spreco, di appesantimento burocratico e di incertezza nelle famiglie e negli studenti.
Voglio ricordare che la legge finanziaria del 2002, varata dal precedente Governo Berlusconi, aveva già affrontato questo tema prevedendo che le istituzioni scolastiche potessero provvedere alla sostituzione del personale assente per non più di quindici giorni con i docenti disponibili ad effettuare ore aggiuntive (e ciò ha contribuito, almeno in parte, a garantire la continuità didattica, nonché economie di spesa confluite sul fondo dell'istituzione scolastica).
I problemi però connessi al conferimento delle supplenze, che sono peraltro evidenziati dalle stesse istituzioni scolastiche, sono stati poi affrontati dall'ultimo regolamento sulle supplenze del personale docente ed educativo. Abbiamo previsto l'attivazione di un servizio informatico che consente di disporre, in tempo reale, del quadro completo delle operazioni effettuate, della disponibilità di posti e di ore, della situazione aggiornata degli aspiranti alla supplenza (e questo per semplificare le procedura di nomina, nonché per ridurre sprechi, telefonate, fax e registri cartacei).
La diminuzione del numero delle istituzioni scolastiche richiedibili dagli interessati da trenta a venti consente poi operazioni più celeri. La previsione, inoltre, di sanzioni più severe - questo è forse l'elemento più significativo - in caso di non reperibilità all'atto della convocazione ci consente di evitare episodi che giudico scandalosi, perché pregiudicano la didattica per gli studenti e rappresentano un'intollerabile fonte di spreco.
Tutto ciò però è solo un primo passo che certamente non basta. Per risolvere la questione delle supplenze occorre intervenire attraverso modifiche alle leggi e ai contratti, quali anche quelle proposte dagli onorevoli interroganti, modifiche che se, da un lato, non dovranno comportare aggravio alla finanza pubblica, dall'altro, dovranno eliminare il contenzioso, snellire ed essenzializzare le procedure, garantire la continuità didattica, essere insomma finalizzate ad una radicale sburocratizzazione e ad una migliore qualità del servizio scolastico, che è il compito principale cui siamo chiamati dal Paese e dalle famiglie.
Fonte:Orizzonte scuola