SALVIAMO MAD. ASSUNTA
Napoli,
2009-09-17
Lettera d’amore ad una scuola
madonna assunta - 8° giorno
Lettera d’amore ad una scuola
Chi come me e l’associazione che rappresento ha avuto la
sorte, il piacere, l’onore e le qualità per poter lavorare “dentro” Madonna
Assunta, si sarà sicuramente accorto che in quella scuola si respira un’altra
aria.
Appena ti aggiri per i corridoi e le aule l’avverti subito quest’
aria particolare, densa, tangibile e sensibilmente percettibile.
Non riesci immediatamente a capire cosa sia, ma istintivamente
percepisci che si tratta di qualcosa che difficilmente ti aspetteresti di
respirare entrando in un’ “istituzione scolastica”; è un’aria, un soffio lieve,
che avverti già solcando il suo cancello, attraversando il suo non-cortile,
salendo le scale, e che senti rafforzarsi intorno a te, avvolgerti ancor più
fortemente quando incroci e sfiori gli insegnanti. A quel punto inizi a
renderti conto che più che di aria si tratta di un “clima”, di un insieme forse
di componenti umane e ambientali, psicologiche e culturali, che tutto impregna,
tutto intride, le aule e le parole delle maestre, i corridoi e gli sguardi dei
collaboratori, la palestra e le corse dei bambini, tutto impregna, tutto
intride, il cemento e la carne.
Dopo poco ti diventa chiaro: Madonna Assunta ha un suo accogliente
“microclima”.
Lo percepisce e vi trova agio anche il visitatore occasionale, colui
che giunge dentro per la prima volta; è una sensazione piacevole, di
benessere...e qui scatta la seconda riflessione: quante volte nella vita
percepiamo “benessere” anche solo attraversando fugacemente i corridoi di una
scuola o di altri “edifici istituzionali” come ospedali e uffici pubblici?
A Bagnoli questo accade, a Madonna Assunta è quotidianità.
Ma da dove si sprigiona questa fonte di benessere, chi sono dentro
Madonna Assunta i “portatori” di questa straordinaria e positiva forza vitale?
Le bambine ed i bambini, i ragazzi e le ragazze che “vivono” in
quella scuola. E vivere è il verbo giusto perché Madonna Assunta non si
frequenta, la si vive, accumulando giorno per giorno esperienze di vita,
impregnandosi di quel clima, vivendo la propria infanzia con un elevato tenore
di vita scolastica e sociale, di appagamento psichico e fisico, in condizione
di agiatezza, dunque sperimentando “benessere”.
E tutto questo in una scuola pubblica del Mezzogiorno d’Italia.
Quando poi hai la fortuna di frequentarli questi ragazzi, di
dialogare con loro, di lavorarci e vivere insieme, di stargli gomito a gomito,
allora ti accorgi che quel “microclima” della scuola ha anche un suo profumo,
intenso, forte, passionale, che sempre dai suoi giovani abitanti si sprigiona,
impregna e intride: i ragazzi di Madonna Assunta profumano di libertà. Una
libertà che ogni istituto scolastico dovrebbe garantire ai suoi studenti: la
libertà di imparare senza dogmi, la libertà di comprendere a partire dalle
esperienze dirette, la libertà di poter essere individui e non scolari, la
libertà di ottenere tutti gli strumenti utili per divenire domani adulti
consapevoli in grado di costruire una società più giusta e più equa, un mondo e
un modo di viverlo migliori di quelli che gli adulti lasceranno loro in
eredità.
A Bagnoli questo accadeva, a Madonna Assunta questo era
quotidianità.
A me, che di paesaggi e territori vivo, piace pensare che una parte
della libertà di Madonna Assunta passi anche attraverso il contributo dell’
incantevole sua posizione: quel mare che fisicamente abbraccia la scuola,
diviene giorno dopo giorno visione familiare per ognuno dei ragazzi che passa
da lì; una “madre liquida” che rasserena o rabbuia, ma che sempre è presente e
ti abbraccia.
A Madonna Assunta il “mare è dentro”, insieme con la libertà che lo
accompagna.
Tutto questo rischia di non esserci più, perché Madonna Assunta è
malata. I suoi tetti, le sue mura, il cemento di Madonna Assunta è malato. Ma
anziché aiutarla a guarire, i suoi “dottori”, responsabili per anni di non aver
guarito i suoi acciacchi lasciandoli aumentare e peggiorare, oggi le
prescrivono la morte anziché la cura. Ed è paradossale, o tragica realtà di
questa martoriata terra nostra, che quegli stessi “dottori” che stanno
lasciando morire Madonna Assunta, siano gli stessi che vogliono “curare” la
rinascita di Bagnoli e dell’intera città: che te ne fai del futuro, se poi non
hai nessuno in grado di portelo vivere a pieno?
La chiusura di Madonna Assunta non è solo una porta in faccia chiusa
alla speranza di un futuro migliore per centinaia di bambini e ragazzi
napoletani, è l’ennesima porta in faccia chiusa al futuro di questa città,
sempre più massacrata, sempre più lasciata sola da chi ha il dovere di
difenderla, curarla, amministrarla.
per l’associazione ArticoloNove di Napoli
Luigi D’Aponte
RISULTATI DELL'INCHIESTA SULLA SITUAZIONE NELLE CLASSI DELLE SCUOLE SUPERIORI DEL MILANESE