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Lettera d’amore ad una scuola

by Luigi D Aponte — last modified 2009-09-17 19:33

madonna assunta - 8° giorno

Lettera d’amore ad una scuola

 

Chi come me e l’associazione che rappresento ha avuto la

sorte, il piacere, l’onore e le qualità per poter lavorare “dentro” Madonna

Assunta, si sarà sicuramente accorto che in quella scuola si respira un’altra

aria.

 

Appena ti aggiri per i corridoi e le aule l’avverti subito quest’

aria particolare, densa, tangibile e sensibilmente percettibile.

 

Non riesci immediatamente a capire cosa sia, ma istintivamente

percepisci che si tratta di qualcosa che difficilmente ti aspetteresti di

respirare entrando in un’ “istituzione scolastica”; è un’aria, un soffio lieve,

che avverti già solcando il suo cancello, attraversando il suo non-cortile,

salendo le scale, e che senti rafforzarsi intorno a te, avvolgerti ancor più

fortemente quando incroci e sfiori gli insegnanti. A quel punto inizi a

renderti conto che più che di aria si tratta di un “clima”, di un insieme forse

di componenti umane e ambientali, psicologiche e culturali, che tutto impregna,

tutto intride, le aule e le parole delle maestre, i corridoi e gli sguardi dei

collaboratori, la palestra e le corse dei bambini, tutto impregna, tutto

intride, il cemento e la carne.

 

Dopo poco ti diventa chiaro: Madonna Assunta ha un suo accogliente

“microclima”.

 

Lo percepisce e vi trova agio anche il visitatore occasionale, colui

che giunge dentro per la prima volta; è una sensazione piacevole, di

benessere...e qui scatta la seconda riflessione: quante volte nella vita

percepiamo “benessere” anche solo attraversando fugacemente i corridoi di una

scuola o di altri “edifici istituzionali” come ospedali e uffici pubblici?

 

A Bagnoli questo accade, a Madonna Assunta è quotidianità.

 

Ma da dove si sprigiona questa fonte di benessere, chi sono dentro

Madonna Assunta i “portatori” di questa straordinaria e positiva forza vitale?

 

Le bambine ed i bambini, i ragazzi e le ragazze che “vivono” in

quella scuola. E vivere è il verbo giusto perché Madonna Assunta non si

frequenta, la si vive, accumulando giorno per giorno esperienze di vita,

impregnandosi di quel clima, vivendo la propria infanzia con un elevato tenore

di vita scolastica e sociale, di appagamento psichico e fisico, in condizione

di agiatezza, dunque sperimentando “benessere”.

 

E tutto questo in una scuola pubblica del Mezzogiorno d’Italia.

 

Quando poi hai la fortuna di frequentarli questi ragazzi, di

dialogare con loro, di lavorarci e vivere insieme, di stargli gomito a gomito,

allora ti accorgi che quel “microclima” della scuola ha anche un suo profumo,

intenso, forte, passionale, che sempre dai suoi giovani abitanti si sprigiona,

impregna e intride: i ragazzi di Madonna Assunta profumano di libertà. Una

libertà che ogni istituto scolastico dovrebbe garantire ai suoi studenti: la

libertà di imparare senza dogmi, la libertà di comprendere a partire dalle

esperienze dirette, la libertà di poter essere individui e non scolari, la

libertà di ottenere tutti gli strumenti utili per divenire domani adulti

consapevoli in grado di costruire una società più giusta e più equa, un mondo e

un modo di viverlo migliori di quelli che gli adulti lasceranno loro in

eredità.

 

A Bagnoli questo accadeva, a Madonna Assunta questo era

quotidianità.

 

A me, che di paesaggi e territori vivo, piace pensare che una parte

della libertà di Madonna Assunta passi anche attraverso il contributo dell’

incantevole sua posizione: quel mare che fisicamente abbraccia la scuola,

diviene giorno dopo giorno visione familiare per ognuno dei ragazzi che passa

da lì; una “madre liquida” che rasserena o rabbuia, ma che sempre è presente e

ti abbraccia.

 

A Madonna Assunta il “mare è dentro”, insieme con la libertà che lo

accompagna.

 

Tutto questo rischia di non esserci più, perché Madonna Assunta è

malata. I suoi tetti, le sue mura, il cemento di Madonna Assunta è malato. Ma

anziché aiutarla a guarire, i suoi “dottori”, responsabili per anni di non aver

guarito i suoi acciacchi lasciandoli aumentare e peggiorare, oggi le

prescrivono la morte anziché la cura. Ed è paradossale, o tragica realtà di

questa martoriata terra nostra, che quegli stessi “dottori” che stanno

lasciando morire Madonna Assunta, siano gli stessi che vogliono “curare” la

rinascita di Bagnoli e dell’intera città: che te ne fai del futuro, se poi non

hai nessuno in grado di portelo vivere a pieno?

 

La chiusura di Madonna Assunta non è solo una porta in faccia chiusa

alla speranza di un futuro migliore per centinaia di bambini e ragazzi

napoletani, è l’ennesima porta in faccia chiusa al futuro di questa città,

sempre più massacrata, sempre più lasciata sola da chi ha il dovere di

difenderla, curarla, amministrarla.  

 

 

per l’associazione ArticoloNove di Napoli

 

Luigi D’Aponte