RIFLESSIONI E OPINIONI
2008-08-05
Sotto il grembiule, niente
Il grembiulino e le verità nascoste
Ci sono immagini ed azioni politicamente
eloquenti. Prendete Palazzo Chigi. Nella sede istituzionale del
governo, gli addetti alla comunicazione del premier hanno pensato bene
di esporre un Tiepolo taroccato e manipolato.
Dov'è lo scandalo?
Non nella copia: falso più, falso meno... Forse nella contraffazione
che ha velato il seno? Non di certo. Nella città della Sistina
oltraggiata dal bigottismo becero dell' Inquisizione un po' di
restauratio moraleggiante non fa scalpore. Più, molto più eloquenti,
sono la scelta dell'opera, il suo titolo ed il pittore. E chissà se non
siano tutti lapsus freudiani. Nell'ordine: quel titolo, "la Verità
svelata dal Tempo"; l'effimero autore, capace di destrezze ed inganni
d'ogni sorta; la sua origine, guarda un po', rigorosamente del
nord-est. Ancora una volta siamo di fronte ad una mera apparenza, una
verità falsa e manomessa. Indicativa, poi, la sua collocazione: la sala
per le conferenze stampa. Il luogo per i monologhi di comodo e dei
negati contraddittori. Delle verità taroccate e manipolate, appunto.
Eccone una.
Un ministro a caso - e per caso -, quello
dell'istruzione, presenta un ddl con delle vecchie novità: grembiule,
esami di riparazione e sette in condotta. Attenzione, però. Dietro
tutto questo c'è ben altro. Intanto, tutti a chiedersi se abbia un
senso un bullo bello in divisa o se un alunno prepotente potrà essere
fermato da un sette in condotta. Qui il falso decoro ipocrita del
pudico reggiseno alla Verità del Tiepolo fa il paio, sempre più, col
grembiulino. Perché la deriva è la stessa: vacua, reazionaria,
cattolica. Una pezza, una toppa, un paravento. Come se un autentico
nudo d'arte o una classe di piccoli in jeans e felpe variopinte
fossero, solo per questo, più indecorosi ed impresentabili di una
verità manipolata ed irregimentata. Passi che abbia cercato di farsi
ricordare con la più banale delle rime Gelmini-grembiulini.
Ma
da una giovane di belle speranze si poteva anche pretendere di più.
Invece, sotto il grembiule, niente. Né risorse, né progetti, né
impegni. Nessuna presa di posizione contro il decreto n.112 che ha
tagliato 8 miliardi di euro (un terzo dell'intera manovra statale).
Nessuna opposizione al subappalto dell'istruzione preteso dal vaticano
come ricompensa per l'appoggio elettorale. Non un battito di ciglia sul
linciaggio del personale operato con livore dal collega della funzione
pubblica. Non una presa di posizione sulla dismissione e
privatizzazione della scuola di tutti e per tutti. Nulla per impedire
che la scuola statale fosse piegata alle ingordigie delle lobby. Da
quella clericale, che succhia l'8 per mille e pretende pure il travaso
di finanziamenti dalla scuola statale, a quella confessionale.
Fino
ad arrivare alla casta dei dirigenti scolastici. A loro l'art.5 del ddl
"grembiulini", presentato al CdM il 1° agosto, concede, in maniera
surrettizia, di scegliersi i docenti, con la facoltà esclusiva di
conferire incarichi annuali sottraendoli alla trasparenza della
gestione degli ex provveditorati provinciali. E, come se non bastasse,
attribuisce loro la facoltà di rinnovare le nomine per due anni, in
pieno dispregio delle priorità acquisite con i titoli e i servizi
riconosciuti dalla normativa vigente. Un altro modo per sovrapporre
alla certezza dei diritti acquisiti dagli insegnanti precari, il potere
dei presidi di spadroneggiare nella scuola, imponendo favoritismo,
nepotismo, clientelismo.
E c'è di più. Si prevede il taglio di
90.000 addetti e 2.000 scuole, quelle dei piccoli centri e per
l'infanzia. Proprio quegli istituti che scongiurano la dispersione
scolastica nelle zone più disagiate del Paese. Anche in questo caso -
statene certi - non se ne accorgerà nessuno. Ancora una volta ci
propineranno una pseudoverità, una verità velata.