RIFLESSIONI E OPINIONI
Napoli,
2011-11-30
Scuola: arrivano i curatori fallimentari
Monti, infatti, che non starebbe in piedi se non contentasse Bersani e Berlusconi, ha fatto finalmente il grande gesto ed eccoli sottosegretari. La scuola, intanto, ridotta in sala rianimazione, se ne sta inerte. Messa in liquidazione, attende la ricetta dei medici che l'hanno curata.
I segni della drammatica continuità sono evidenti. A far da scorta a
Profumo, in un governo che sulla scuola è dichiaratamente schierato su
posizioni gelminiane, ecco Elena Ugolini e Marco Rossi-Doria, il filo
rosso tra l'inizio e la fine della tragedia che sembra ormai consumata.
Chi ha memoria ricorda ma, se non fosse così, i percorsi parlano da
soli.
Nel 1998 Elena Ugolini fu chiamata a far parte della
"Commissione dei saggi" voluta dall'allora ministro Luigi Berlinguer, un
esponente di primo piano di quella sinistra che prima di giungere al
"Partito Democratico", ha attraversato tutte le trasformazioni
zoologiche e ortofrutticole di quella che un tempo fu la sinistra. Il
cambio della guardia con la destra non riguardò la Ugolini. Prova
vivente della profonda sintonia di vedute e d'intenti tra i
"contrapposti" schieramenti d'uno spurio bipolarismo, nel luglio 2001,
eccola pronta per il neo-ministro Moratti, che subito la inserì nel
ristretto gruppo di lavoro, incaricato di predisporre gli indirizzi per
una valutazione del sistema scolastico italiano.
Per suo conto,
intanto, Marco Rossi-Doria, già nominato "primo maestro di strada
d'Italia" dall'ineffabile Berlinguer, aveva ideato in quegli anni il
"progetto Chance", che costò un patrimonio al dissestato Comune di
Napoli e lasciò le cose così com'erano prima. Al pari della Ugolini,
negli anni del disastro Marco Rossi-Doria è entrato e uscito da ogni
Commissione creata ad arte per vendere fumo e piegare la scuola alle
scelte ideologiche di governi sempre più servi del pensiero
neoliberista. Dopo la "Commissione per la Riforma dei cicli di
istruzione", in cui lo ficcò da sinistra Tullio De Mauro, Rossi-Doria
passò con grande disinvoltura alla "Commissione di studio per un Codice
deontologico degli insegnanti", voluto questa volta dalla destra,
rappresentata dal ministro Moratti. Nell'Italia che correva a ruota
libera verso lo sfascio, i due facevano il loro viaggio personale nella
stessa direzione, su strade parallele, ma evidentemente destinate a
incrociarsi. Elena Ugolini sul treno della "Valutazione" che nel 2002 la
condusse al "Comitato tecnico scientifico dell'Istituto Nazionale per
la Valutazione del Sistema Scolastico" (il contestato INVALSI) ai cui
vertici si trovò quando l'Istituto divenne "Ente autonomo di ricerca".
Con la "sinistra" del ministro Fioroni e il suo famigerato "giravite",
nel 2007 Ugolini e Rossi-Doria indossano finalmente la stessa casacca.
La scuola ormai agonizza ma, imperturbabile, la Ugolini accetta la
nomina del ministro Fioroni e diventa commissario straordinario
dell'INVALSI. In quanto a Rossi-Doria, passato da Moratti a Fioroni,
eccolo in una nuova "Commissione nazionale"; stavolta di occupa delle
competenze e dei saperi relativi all'elevamento dell'obbligo di
istruzione a 16 anni. La bufera Gelmini qualcosa di nuovo pare mostrare e
mentre parte il colpo di grazia salutato da un tripudiante Berlinguer,
nell'ottobre 2008, forse perché considerato inadatto a gestire la
"soluzione finale", Rossi-Doria resta a casa, mentre Elena Ugolini è
confermata all'Invalsi. La separazione, però, è destinata a essere
breve. Monti, infatti, che non starebbe in piedi se non contentasse
Bersani e Berlusconi, ha fatto finalmente il grande gesto ed eccoli
sottosegretari. La scuola, intanto, ridotta in sala rianimazione, se ne
sta inerte. Messa in liquidazione, attende la ricetta dei medici che
l'hanno curata. Vada come vada, il fallimento è sotto gli occhi di
tutti.
Giuseppe Aragno
da fuoriregistro
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