RIFLESSIONI E OPINIONI
Napoli,
2009-11-20
il piccolo Davide e il ministro Gelmini
by
Antonio Nocchetti
—
last modified
2009-11-20 19:21
Chissà se qualcuno avrà raccontato al ministro Gelmini la storia del piccolo Davide. La Repubblica del 19 novembre 2009
| Napoli
,
20/11/2009 |
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IL PICCOLO DAVIDE E IL MINISTRO GELMINI di
ANTONIO NOCCHETTI - La Repubblica
19 novembre 2009 pagina 8 sezione: NAPOLI
Chissà
se qualcuno avrà raccontato al ministro Gelmini la storia del piccolo
Davide. Davide ha quasi 5 anni e frequenta l'asilo in una scuola
pubblica di un quartiere borghese di Napoli. Davide non ha ancora
imparato a essere autosufficiente come i suoi coetanei perché è un
bambino down. Nella sua scuola ci sono altri bambini disabili che, come
lui, hanno bisogno di essere aiutati ad andare in bagno o a mangiare
una merenda. Purtroppo per molti giorni nella loro scuola nessuno si è
reso disponibile ad accompagnare al bagno lui e gli altri bambini
disabili che sono stati costretti a trascorrere il tempo con i
pantaloni inzuppati di pipì finché non facevano ritorno a casa. Quello
che ci interessa stabilire è definire cosa sta accadendo nella scuola
per i bambini disabili e se quello che è avvenuto a Napoli è un
terribile, casuale, evento o piuttosto un segnale inquietante di un
rapporto che si sta progressivamente incrinando. Al ministro Gelmini
bisognerebbe chiedere se è finalmente arrivato il momento di definire
ruoli e competenze dei collaboratori scolastici che furbescamente si
nascondono dietro il paravento di corsi di formazione facoltativi che
consentirebbero loro di assistere in modo adeguato ai bisogni primari
dei bambini disabili. Forse la geniale intuizione di esternalizzare
molti servizi essenziali nella scuola pubblica andrebbe rivista con una
severa autocritica da parte di chi aveva ritenuto che le scuole
sarebbero state più confortevoli e pulite ricorrendo a risorse esterne.
Questa opzione gestionale ha sicuramente generato significativi bacini
elettorali per le amministrazioni comunali, che hanno utilizzato questa
facoltà per costruire carrozzoni evanescenti e inefficienti senza
produrre mai i risultati auspicati. Napoli purtroppo non è sfuggita a
questa dissennata gestione del bene pubblico con la creazione di
"Napoli sociale s.p.a.", agenzia ormai tristemente nota ai disabilie ai
loro familiari per le continue interruzioni dei servizi prestati nel
trasporto e/o nell' assistenza scolastica. Chiunque comprende come la
responsabilità del governo si dovrebbe concretizzare attraverso l'
attivazione di un efficiente servizio "interno" alla scuola riducendo
al contempo i costi della spesa pubblica per queste esternalizzazioni.
Se il ministro Gelmini avesse la capacità e la volontà politica
adeguata al ruolo che riveste forse dovrebbe convocare le parti sociali
e stabilire chi, che cosa e quanto corrispondere per tali mansioni.
Domani contemporaneamente in nove città d' Italia, dal Piemonte alla
Sicilia, decine di associazioni di genitori e insegnanti manifesteranno
dinanzi ai provveditorati per dire che la scuola dell' integrazione per
i disabili va difesa strenuamente. Un ulteriore spunto alla nostra
riflessione proviene dai dati provvisori dell' assessorato all'
Istruzione della Regione Campania che rilevano oltre 900 classi nella
nostra regione formate in modo illegittimo in quanto composte da oltre
25 alunni con 3, 4 o addirittura 5 alunni disabili al loro interno. Sea
questo aggiungiamoi risultati provenienti dal centro studi della
associazione "Tutti a scuola" che evidenziano, nella sola Campania, il
ricorso di oltre 300 famiglie al tribunale amministrativo regionale per
ottenere un adeguato sostegno scolastico specializzato, il quadro che
va delineandosi risulta sempre più fosco. È probabile quindi che l'
episodio triste e miserevole della scuola napoletana vada riletto all'
interno di un contesto in cui per gli alunni disabili l' inclusione
scolastica sta diventando sempre più un obiettivo lontano e faticoso da
raggiungere.
ANTONIO NOCCHETTI
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