RIFLESSIONI E OPINIONI
Napoli,
2009-06-01
Il collasso e gli ignari colpevoli
La verità è che oggi, ma dal prossimo settembre sarà più evidente, tutte le scuole sono/saranno strutture sempre più povere, fragili e ingestibili.
Napoli, 31/05/2009
Il collasso e gli ignari colpevoli
di Libero TassellaIl collasso e gli ignari colpevoli
Quando
si è al collasso, la colpa è sempre di qualcun altro: dei docenti che
sono troppi e fannulloni, dei precari che devono cambiare lavoro a
40/50 anni, dei bidelli che sono più dei carabinieri, ora dei dirigenti
scolastici che sono politicizzati; insomma quando il potere è alle
strette, si inventa nemici, ostacoli da rimuovere, capri espiatori, il
classico “rematore contro”. La verità è che oggi, ma dal prossimo
settembre sarà più evidente, tutte le scuole sono/saranno strutture
sempre più povere, fragili e ingestibili. E’ in atto una vergognosa
caccia al colpevole, una caccia alle streghe; mentre il colpevole è
solo il Governo, una struttura che si sottrae al dialogo e che
legifera, sostituendosi al Parlamento, con l’unico scopo di tagliare,
dismettere, ridurre, chiudere . E’ vero, tutto è cominciato da tempo,
da lontano, ma l’atto iniziale recente di questa dismissione della
scuola statale è stata la decisone della scorsa estate del governo del
centrodestra di tagliare l’istruzione per una cifra di 8 miliardi. E’
in questi casi una categoria, chi nella scuola lavora, dovrebbe trovare
per la prima volta la sua unità, contro la dismissione di un bene
pubblico, di una gloriosa istituzione del Paese che dal 1861 ad oggi,
nel bene e nel male, ha unificato il paese. E’ in questa opposizione
che non è solo salvaguardia di posti di lavoro, i lavoratori della
scuola si dovrebbero sentire uniti non solo come lavoratori ma anche
come cittadini, genitori, chiamando a raccolta la società civile. Oggi
c’è bisogno di una grande forza organizzativa di una “ categoria
allargata” che non può ridursi ai soli insegnanti, ne sentiamo più che
mai il bisogno e le varie componenti della scuola in questo momento
devono necessariamente trovare la loro unità e se non bastano gli
scioperi, e con questo governo non bastano, bisogna trovare altro.
Forse in questo momento sentiamo la limitazione di certe logiche
verticistiche con cui si sono organizzate le scuole in questi anni,
dividendo i dirigenti dai docenti, i docenti tra loro, frazionando il
personale, creando ad arte conflittualità nelle scuole intorno alla
spartizione dei fondi d’Istituto. Quella neofeudalizzazione che è oggi
diventata l’autonomia scolastica rende più difficile la pur necessaria
costruzione di un dissenso condiviso, critico, tangibile, permanente.
Libero Tassella
Rabbia e disagi, ma si torna in classe