Personal tools
You are here: Portale Home Napoli riflessioni e opinioni Dott. Limina sta forse istigando i "Servitori dello Stato" all'omertà?
Document Actions

Dott. Limina sta forse istigando i "Servitori dello Stato" all'omertà?

by barbara pianta lopis last modified 2010-05-25 11:29

Non ci vuole "un’arte di scienza" per disvelare che il Re è nudo, Ministro Gelmini e Dott. Limina.

Napoli , 25/05/2010

Dott. Limina sta forse istigando i "Servitori dello Stato" all'omertà?

 di Barbara Pianta Lopis



Gent.mi Dott. Limina e Ministro Gelmini,
Lo so, Vi hanno già scritto in molti, ma ci tengo a dire anche la mia. Sono una mamma di tre figli di Napoli.
A dire la verità non ho provato sconcerto nel leggere la nota riservata da Lei firmata Dott. Limina, anzi mi è sembrata scontata e poi me l’aspettavo. Segno dei tempi, di chi ha già vissuto forse troppo sulla propria pelle lo scempio della scuola pubblica che Lei Ministro Gelmini, in linea con le politiche dei suoi predecessori, attua caparbiamente da un paio di anni. D’altronde dott. Limina, Lei non ha fatto altro che mettere nero su bianco ciò che fino ad ora era stato veicolato ai docenti e anche ai genitori negli organi collegiali in modo solo orale. Dovrei quindi ringraziarLa per avere reso palese e incancellabile la regola che fa di questo paese un paese di serie B, non solo nelle classifiche per la libertà di stampa ma anche per quella sottile e malcelata tolleranza verso coloro che, nonostante tutto, continuano a denunciare il disagio e il disfacimento della scuola pubblica. Mi riferisco alla regola tutta italiana “dell’omertà” , spesso associata alla “mafia”, che noi al sud conosciamo forse meglio di chiunque altro, e che genera mostri come il “clientelismo”, che si abbruttisce e diventa spietata quando si tratta di salvaguardare il proprio posto di lavoro. Lei si che sa colpire l’essere umano nel punto giusto, soprattutto in momenti di crisi e quando serve.
La gravità di quello che Lei scrive, e che trova l’approvazione del Ministro, non sta nel fatto di richiamare al dovere i “Servitori dello Stato”, termine che nobilita chi svolge questo ruolo, ma in quel non detto tra le righe che lascia trasparire il goffo tentativo di trasformare e degradare il ruolo di Servitore dello Stato in Servo dello Stato.
Ed è proprio questo quello che mi lascia allibita. Perché Sig. Ministro e Dott.Limina, la nota riservata rivolta ai Dirigenti e le dichiarazioni rilasciate hanno proprio questo tono e questo sapore. Oserei dire che vanno nella direzione di rompere quel sodalizio che si sta finalmente creando tra genitori/studenti e docenti, in un rapporto di vera e sincera collaborazione nel trovare soluzioni alla sempre più precaria gestione della scuola pubblica.
La scuola pubblica Sig. Ministro e Dott. Limina, non appartiene a Voi, appartiene al popolo, e seppur nel tentativo di farne un servizio, rimane ancora un luogo di confronto e dibattito, oltre che luogo di studio, e quindi inevitabilmente rappresenta il luogo di produzione di pensiero…idee…riflessioni.
La scuola pubblica è infatti lo strumento attraverso il quale uno stato garantisce ai propri cittadini di formare al meglio se stessi. E’ il luogo di produzione di pensieri per eccellenza, di menti ancora fresche, di discenti ancora giovani, pieni di entusiasmo e curiosità. E questa è politica Sig. Ministro, imparare a mettere in ordine ciò che si apprende, rielaborarlo e essere in grado di comunicarlo agli altri in modo da poter interagire e scegliere consapevolmente. E’ il luogo dei docenti che per fare al meglio il proprio lavoro, devono continuamente adattarsi e formarsi , nella costante ricerca dello strumento migliore per sollecitare e sviluppare al meglio le menti dei ns. ragazzi.
Non ci sarà riforma che tenga, dal “merito” alla riforma degli “organi collegiali”, dalla riforma dei testi scolastici alla riduzione delle ore, dal taglio degli organici al taglio dei finanziamenti, che riuscirà ad arginare quell’energia che si chiama “pensiero”. Potrete intimorire i più deboli, trasformare i dipendenti pubblici da servitori in servi, ma non potrete mai censurare il loro pensiero.
Ma soprattutto il mio di mamma: non ci vuole "un’arte di scienza" per capire che un giorno si e uno no, nelle nostre scuole cade un soffitto, o che non ci sono i supplenti, o che i nostri ragazzi sono stipati nelle aule come galline nelle stie, o che il docente non ce la fa nemmeno più ad interrogarli perché sono troppi, o che è costretto ad abbandonarli ad uno ad uno perché è umanamente impossibile dedicare il giusto tempo che a loro spetterebbe, o che i precari si sono trasformati in disoccupati a vita, o che la scuola mi chiede di pagare i banchi, gli armadi, i detersivi, la manutenzione ordinaria e straordinaria, o che non ci sono soldi per i corsi di recupero e per quel tempo pieno che al sud non vediamo mai.
No, non ci vuole "un’arte di scienza" per disvelare che il Re è nudo, Ministro Gelmini e Dott. Limina. La scuola pubblica l’ha già capito da molto… anche senza censura !
E grazie a Dio non vuole essere “omertosa”!
Barbara Pianta Lopis - Napoli