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Attenti al pompiere... da www.retescuole.net

by maurizio balsamo — last modified 2008-11-01 12:33
31/10/2008

Attenti al pompiere...

di Maurizio Balsamo

L'esito sorprendente e l'unicità della manifestazione di ieri impongono alcune riflessioni.
Pensate che se non ci fosse stato il grande movimento di insegnanti e genitori, e soprattutto l'Onda degli universitari, uno sciopero programmato in una data talmente infelice, cioè il giorno dopo l'approvazione della legge e coi sindacati divisi, avrebbe prodotto una partecipazione così massiccia?
Credo proprio di no.
Ciò che il governo, ma anche in un certo senso l'opposizione teme è il movimento.
Il primo vuole stroncarlo con le minacce: polizia nelle università, denunce degli occupanti, squadristi che arrivano in piazza non si sa come...
L'opposizione invece, e mi riferisco in particolare al maggior partito, il PD, sembra voler fare opera di pompieraggio sul movimento. L'ipotesi del referendum che Veltroni si è affrettato a lanciare, che tra l'altro non vede d'accordo nemmeno tutti i suoi, è un tentativo di scompigliare il movimento per appropriarsi di consensi a fini elettorali ed al tempo stesso impedire che si possa sviluppare una opposizione complessiva sul tema della Scuola che vada al di là dei provvedimenti attuali della Gelmini chiamando in causa anche le pesanti responsabilità del centro-sinistra e dei sindacati negli ultimi 15 anni.
La privatizzazione dell'Università ha il suo corrispondente nella proposta di legge Aprea sulla scuola, non è solo questione di maestro unico o meno. Il referendum al massimo potrebbe forse incidere sulla questione del docente unico alle elementari (anche su questo non sono così certo, visto che avverrebbe nel 2010 quando la macchina è già stata messa in moto) , ma non sui tagli che essendo parte della finanziaria non potrebbero essere sottoposti a quesito referendario.
Non vorrei vi fossero sfuggite le dichiarazioni della Garavaglia, che fino a prova contraria rappresenta il Partito Democratico essendo stata nominata suo ministro ombra.
Essa ha affermato che fino a 6 miliardi di tagli si sarebbe potuto trovare un accordo. Una cifra che, se tradotta nelle vecchie care lire risulta ancora più impressionante "dodicimilamiliardi". Mi chiedo, cosa avrebbe tagliato la Garavaglia?
La signora del PD ha inoltre affermato che si poteva discutere anche sul maestro unico, per esempio nei primi due anni della scuola elementare.
E' una sua idea, oppure esiste una letteratura pedagogica che avvalora tale ipotesi? Non mi risulta.
L'ennesima e più recente perla della Garavaglia è l'intervista rilasciata al sussidiario.net in cui afferma che ella ritiene vada assolutamente difeso il finanziamento pubblico alle scuole private...pensate...quale tempestività nel rilasciare una tale dichiarazione nel bel mezzo di una contestazione che invadeva tutte le piazze delle più importanti città d'Italia, ma anche dei centri minori.
Allora...se è vero che la Garavaglia è stata scelta dal PD come interfaccia della Gelmini devo dedurre che ogni sua dichiarazione rappresenti la linea politica del partito che rappresenta. Con quale credibilità questo partito si propone oggi come interprete del movimento della scuola? Con Berlinguer e Bassanini dentro? E con Linda Lanzillotta che concorda con Brunetta sull' abolizione del valore legale del titolo di studio?
Quando l'esponente di Forza Italia invitato ad Annozero ha fatto rilevare a Veltroni che i tagli di oggi sono conseguenza delle leggi di Bassanini, non avendo nessun argomento da contrapporre, il leader del PD ha glissato passando ad altro . Del resto qualche giorno prima lo stesso Bassanini aveva rilasciato un' intervista in cui si dichiarava a favore dei tagli attuali.
Mi rivolgo, adesso, in particolare ai colleghi precari che qualche volta appaiono troppo fiduciosi verso Veltroni. Non dovrebbe essere necessario ricordare proprio a loro gli effetti della proposta di legge Aprea che prevede l'abolizione di pubblici concorsi e graduatorie sotituendoli con l'assunzione diretta da parte delle singole scuole. Anche in questo caso il ministro ombra del PD ha detto esplicitamente che Il PdL Aprea rimane comunque un progetto positivo.
Non permettiamo a nessuno di strumentalizzare o indebolire il movimento. Se cediamo adesso non lamentiamoci poi di non avere un'oppozione e dei sindacati che ci rappresentino. Dobbiamo coordinarci agli studenti ed ai lavoratori in lotta, superando qualsiasi logica che possa rinchiuderci nel corporativismo e guardandoci bene dalle false promesse politiche. Del resto basta semplicemente riflettere per accorgerci che nè Berlusconi nè Veltroni si sono spostati sostanzialmente di una virgola rispetto alle loro posizioni . Se riusciamo per un momento ad astrarci dalla questione del maestro unico che ha dominato la scena negli ultimi mesi e che giustamente ci ha coinvolti tutti anche emotivamente vedendo improvvisamente cancellati con un ignobile colpo di spugna anni di buone pratiche nella scuola elementare, faccio molta fatica anch'io a distaccarmi anche per un solo attimo da un argomento così centrale essendo insegnante elementare e perciò direttamente colpito da questo sciagurato ed insulso provvedimento che non condivido nella maniera più assoluta, non è difficile rendersi conto che i loro programmi sulla scuola per il resto erano e rimangono sovrapponibili. La lotta contro la reintroduzione del maestro unico è sacrosanta e dovrà proseguire con il massimo impegno e la massima energia [*], ma ricordiamoci che qualora anche la proposta di legge Aprea venisse approvata sarebbe davvero la fine per la Scuola Pubblica nel nostro Paese.
Per ora ci temono entrambi...stiamo molto attenti anche al pompiere!

Maurizio Balsamo

 

[*] Da il "giorno dopo" di Michele Corsi su Retescuole: "...Quella che è stata approvata è una legge che è solo un pezzetto di tutti gli adeguamenti legislativi che dovranno essere votati per far passare i tagli, tagli che sono stati votati il 6 agosto con l'art.64 della legge n.133. Devono ancora uscire le leggi che riguardano medie, superiori, università e scuole d'infanzia, devono ancora uscire i loro regolamenti attuativi, come del resto anche le misure previste dalla 137 prevedono altri passaggi prima di essere applicate. Del resto i tagli saranno spalmati su tre lunghi anni. Gli otto miliardi di tagli alla scuola troveranno piena sistemazione nella legge finanziaria, che deve essere ancora votata. Abbiamo davanti molti mesi di resistenza nelle scuole e nelle università. Sarà dura? Sì certo, ma vediamola anche dal loro punto di vista: una mobilitazione che non cessa e che arriverà sino al momento delle iscrizioni, e poi della formazione degli organici, contestando punto per punto, anno dopo anno... Non è la prima volta che una legge è approvata e i suoi contenuti non applicati. Ne sa qualcosa Fioroni, che pure lui avrebbe voluto tanto tagliare... (sì, meno della Gelmini, ma la differenza tra loro, dunque, è di quantità?). Occorre però attrezzarsi a questa lotta: consolidando le strutture di movimento, mettendole in collegamento tra loro, praticando l'unità dal basso, inventando forme di lotta prolungate e sostenibili..."