RIFLESSIONI E OPINIONI
Castelvetrano (Trapani),
2008-11-01
Attenti al pompiere... da www.retescuole.net
Attenti al pompiere...
di Maurizio BalsamoL'esito sorprendente e l'unicità della manifestazione di ieri impongono alcune riflessioni.
Pensate che se non ci fosse stato il grande movimento di insegnanti e genitori, e soprattutto l'Onda degli
universitari, uno sciopero programmato in una data talmente infelice,
cioè il giorno dopo l'approvazione della legge e coi sindacati divisi,
avrebbe prodotto una partecipazione così massiccia?
Credo proprio di no.
Ciò che il governo, ma anche in un certo senso l'opposizione teme è il movimento.
Il
primo vuole stroncarlo con le minacce: polizia nelle università,
denunce degli occupanti, squadristi che arrivano in piazza non si sa
come...
L'opposizione invece, e mi riferisco in particolare al
maggior partito, il PD, sembra voler fare opera di pompieraggio sul
movimento. L'ipotesi del referendum che Veltroni si è affrettato a
lanciare, che tra l'altro non vede d'accordo nemmeno tutti i suoi, è un
tentativo di scompigliare il movimento per appropriarsi di consensi a
fini elettorali ed al tempo stesso impedire che si possa sviluppare una
opposizione complessiva sul tema della Scuola che vada al di là dei
provvedimenti attuali della Gelmini chiamando in causa anche le pesanti
responsabilità del centro-sinistra e dei sindacati negli ultimi 15 anni.
La
privatizzazione dell'Università ha il suo corrispondente nella proposta
di legge Aprea sulla scuola, non è solo questione di maestro unico o
meno. Il referendum al massimo potrebbe forse incidere sulla questione
del docente unico alle elementari (anche su questo non sono così certo,
visto che avverrebbe nel 2010 quando la macchina è già stata messa in
moto) , ma non sui tagli che essendo parte della finanziaria non
potrebbero essere sottoposti a quesito referendario.
Non vorrei vi
fossero sfuggite le dichiarazioni della Garavaglia, che fino a prova
contraria rappresenta il Partito Democratico essendo stata nominata suo
ministro ombra.
Essa ha affermato che fino a 6 miliardi di tagli
si sarebbe potuto trovare un accordo. Una cifra che, se tradotta nelle
vecchie care lire risulta ancora più impressionante
"dodicimilamiliardi". Mi chiedo, cosa avrebbe tagliato la Garavaglia?
La signora del PD ha inoltre affermato che si poteva discutere anche sul maestro unico, per esempio nei primi due anni della scuola elementare.
E' una sua idea, oppure esiste una letteratura pedagogica che avvalora tale ipotesi? Non mi risulta.
L'ennesima e più recente perla della Garavaglia è l'intervista rilasciata al sussidiario.net
in cui afferma che ella ritiene vada assolutamente difeso il
finanziamento pubblico alle scuole private...pensate...quale
tempestività nel rilasciare una tale dichiarazione nel bel mezzo di una
contestazione che invadeva tutte le piazze delle più importanti città
d'Italia, ma anche dei centri minori.
Allora...se è vero che la
Garavaglia è stata scelta dal PD come interfaccia della Gelmini devo
dedurre che ogni sua dichiarazione rappresenti la linea politica del
partito che rappresenta. Con quale credibilità questo partito si
propone oggi come interprete del movimento della scuola? Con Berlinguer
e Bassanini dentro? E con Linda Lanzillotta che concorda con Brunetta
sull' abolizione del valore legale del titolo di studio?
Quando
l'esponente di Forza Italia invitato ad Annozero ha fatto rilevare a
Veltroni che i tagli di oggi sono conseguenza delle leggi di Bassanini,
non avendo nessun argomento da contrapporre, il leader del PD ha
glissato passando ad altro . Del resto qualche giorno prima lo stesso Bassanini aveva rilasciato un' intervista in cui si dichiarava a favore dei tagli attuali.
Mi
rivolgo, adesso, in particolare ai colleghi precari che qualche volta
appaiono troppo fiduciosi verso Veltroni. Non dovrebbe essere
necessario ricordare proprio a loro gli effetti della proposta di legge
Aprea che prevede l'abolizione di pubblici concorsi e graduatorie
sotituendoli con l'assunzione diretta da parte delle singole scuole.
Anche in questo caso il ministro ombra del PD ha detto esplicitamente
che Il PdL Aprea rimane comunque un progetto positivo.
Non
permettiamo a nessuno di strumentalizzare o indebolire il movimento. Se
cediamo adesso non lamentiamoci poi di non avere un'oppozione e dei
sindacati che ci rappresentino. Dobbiamo coordinarci agli studenti ed
ai lavoratori in lotta, superando qualsiasi logica che possa
rinchiuderci nel corporativismo e guardandoci bene dalle false promesse
politiche. Del resto basta semplicemente riflettere per accorgerci che
nè Berlusconi nè Veltroni si sono spostati sostanzialmente di una
virgola rispetto alle loro posizioni . Se riusciamo per un momento ad
astrarci dalla questione del maestro unico che ha dominato la scena
negli ultimi mesi e che giustamente ci ha coinvolti tutti anche
emotivamente vedendo improvvisamente cancellati con un ignobile colpo
di spugna anni di buone pratiche nella scuola elementare, faccio molta
fatica anch'io a distaccarmi anche per un solo attimo da un argomento
così centrale essendo insegnante elementare e perciò direttamente
colpito da questo sciagurato ed insulso provvedimento che non condivido
nella maniera più assoluta, non è difficile rendersi conto che i loro
programmi sulla scuola per il resto erano e rimangono sovrapponibili.
La lotta contro la reintroduzione del maestro unico è sacrosanta e
dovrà proseguire con il massimo impegno e la massima energia [*], ma ricordiamoci che qualora anche la proposta di legge Aprea venisse approvata sarebbe davvero la fine per la Scuola Pubblica nel nostro Paese.
Per ora ci temono entrambi...stiamo molto attenti anche al pompiere!
Maurizio Balsamo
[*] Da il "giorno dopo" di Michele Corsi su Retescuole: "...Quella che è stata approvata è una legge che è solo un pezzetto di tutti gli adeguamenti legislativi che dovranno essere votati per far passare i tagli, tagli che sono stati votati il 6 agosto con l'art.64 della legge n.133. Devono ancora uscire le leggi che riguardano medie, superiori, università e scuole d'infanzia, devono ancora uscire i loro regolamenti attuativi, come del resto anche le misure previste dalla 137 prevedono altri passaggi prima di essere applicate. Del resto i tagli saranno spalmati su tre lunghi anni. Gli otto miliardi di tagli alla scuola troveranno piena sistemazione nella legge finanziaria, che deve essere ancora votata. Abbiamo davanti molti mesi di resistenza nelle scuole e nelle università. Sarà dura? Sì certo, ma vediamola anche dal loro punto di vista: una mobilitazione che non cessa e che arriverà sino al momento delle iscrizioni, e poi della formazione degli organici, contestando punto per punto, anno dopo anno... Non è la prima volta che una legge è approvata e i suoi contenuti non applicati. Ne sa qualcosa Fioroni, che pure lui avrebbe voluto tanto tagliare... (sì, meno della Gelmini, ma la differenza tra loro, dunque, è di quantità?). Occorre però attrezzarsi a questa lotta: consolidando le strutture di movimento, mettendole in collegamento tra loro, praticando l'unità dal basso, inventando forme di lotta prolungate e sostenibili..."