MOZIONI
2008-10-26
Documento dei lavoratori dell’I.S.S. “Margherita di Savoia” di Napoli
Al Ministro della Pubblica Istruzione Maria Stella Gelmini
e p.c. al Direttore regionale della Campania Alberto Bottino
Documento dei lavoratori dell’I.S.S. “Margherita di Savoia” di Napoli
I lavoratori dell’I.S.S. “Margherita di Savoia denunciano la gravità dell’azione del governo che, in nome di presunti tagli alla spesa pubblica, non si fa scrupolo di smantellare la scuola italiana. Anni di ricerche per rinnovare la didattica sono stati di colpo cancellati per risanare i conti in rosso del bilancio statale: la pluralità degli insegnanti nella scuola elementare, ad esempio, non è stato il risultato di una trattativa sindacale, né una soluzione keynesiana al problema della disoccupazione intellettuale, ma il frutto di precise ricerche pedagogiche e di autorevoli studi di settore, tuttora non confutati né smentiti.
Diminuire le ore d’insegnamento nei vari ordini di scuola, eliminare le scuole dei paesini, ridurre di fatto il tempo pieno, che già al Sud incide pochissimo sul tempo scuola complessivo, ridurre i finanziamenti alle scuole statali e alle Università, significa ledere il diritto allo studio e sostanzialmente disattendere l’articolo 3 della Costituzione italiana.
La cosa che più ci indigna è che questa pseudo – riforma sia stata varata senza consultare chi nella scuola e per la scuola lavora. Siamo consapevoli dei gravi problemi che affliggono la nostra istituzione e che possono riassumersi nella difficoltà a rapportarsi ad un mondo in continuo e veloce cambiamento, rispetto al quale la scuola non è più in grado di essere un mezzo che garantisce mobilità sociale e parità di opportunità, ma ciò non toglie che procedere solo con tagli indiscriminati rischia di far scomparire la scuola pubblica oppure trasformarla in un’istituzione assistenziale per i più poveri.
I lavoratori , stanchi di subire passivamente ad ogni cambio di maggioranza le
“smanie riformatrici” del ministro di turno, solitamente estraneo al mondo della scuola, chiedono il ritiro della legge 133, del decreto legge 137 e l’immediata apertura di un forte e produttivo confronto sul destino della scuola italiana tra gli insegnanti di base , tra persone che sanno di cosa parlano e che hanno a cuore le sorti della scuola. Vogliamo dar vita ad un progetto meditato, didatticamente e pedagogicamente valido che duri negli anni, perchè progettare la scuola significa progettare il futuro della società italiana.
Napoli 23-10-2008
Lucilla Matarazzo, Maria Rosaria Idolo,Giuliana D’Ambrosio, Maria Gisella Fizzarotti, Lidia Coppola, Enrichetta De Rosa, Cristina Rubba, Bruna De Rosa, Patrizia Forini, Maria Cicala, Elena Vetromile, Nunzia Plaustro, Elvira De Luca, Maria Mantile, Annamaria Perrotti, Ermanno Romano, Paola Visone, Giulia Collenea Isernia, Flavia Lepre, Lucia Di Lullo, Maria Cimmino, Marisa Della Ratta, Maria Franco, Aida Di Paola, Patrizia Fiorillo, Lucia Pasanisi, Elia Liott, Giovanna Ingenito, Elsa D’Ambrosio, Bènédicte Mignot, Francesco Spinelli, Erminia Matarazzo, Rita Stella Mobilio, Anna Zuddas, Maria Rosaria Ciminiello, Marco Esposito, Mariarosaria Vitolo, Anna De Lucia, Aldo Cecere, Raffaele Iorfida, Alessandra Puglia,Antonio Palomba, Ottavio Iovane, Assunta Maria Mazzei, Margherita Calò, Lucia Avellino, Anna Giangregorio, Bruno De Michino, Bianca Bolognese, Giuseppina Esposito, Benedetto Citarella, Oreste Lippolis, Alfredo Ferrigno, Carmine Laudati, Maria Vetere, Giuseppina Daniele, Ernesto Mostardi.