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UN PICCOLO PAESE IN MOVIMENTO.

by barbara pianta lopis last modified 2009-11-25 20:50

Chissà se la Ministra Gelmini, questa storia la conosce…!


 

Cimitile  è un piccolo paese ai confini della provincia di Napoli. Circa 6/7000 abitanti e uno dei più importanti siti archeologi di chiese e arte paleocristiana. Tre plessi scolastici di scuola materna, elementare e media. Per le superiori bisogna spostarsi nei centri più grandi limitrofi (Nola e Cicciano).

La storia che vi vengo a raccontare vuole essere testimonianza di quanto anche i piccoli centri, dove notoriamente regna la tranquillità e la pace, comincino a dormire sonni poco tranquilli.

 

Il 21 di questo mese, un piccolo gruppo di genitori per la prima volta nella loro vita, hanno manifestato nella piccola ma bellissima piazzetta del Paese, in difesa delle loro scuole pubbliche.

Quelle scuole che loro stessi quando avevano l’età dei loro attuali figli, hanno frequentato, quindi luoghi ben conosciuti, mura di aule impregnate di ricordi, emozioni, mura vissute. Le stesse mura che oggi accolgono i loro piccoli, forse un po’ rimaneggiate, qua e là ristrutturate, i volti delle maestre cambiati, ma familiari, si sa in un paese di piccole dimensioni, ci si conosce un po’ tutti/tutte.

Un piccolo incidente scolastico, di quelli che succedono quasi tutti i giorni nelle aule tra alunni che si spingono, allarma una giovane mamma di tre bellissimi bambini che  si incuriosisce e decide di vederci chiaro in termini di rispetto delle norme vigenti in materia di sicurezza (626 sulla sicurezza, T.U. 81/2008),  di normativa antincendi, certificazione di agibilità, messa a norma degli impianti elettrici e idrici. Suo figlio fortunatamente se l’è cavata con poco, ma il suo spirito generoso e in parte la sua formazione professionale e quella del marito che si occupa di Igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro da 20 anni, la portano a desiderare che non accada anche agli altri/e bambini/bambine. Studia, s’informa, incontra gli altri genitori e il Dirigente, chiede di poter vedere le certificazioni obbligatorie per legge che attestino l’agibilità e la staticità dell’ edificio scolastico, contatta l’UTC del Comune e aspetta…aspetta…aspetta.

Nel frattempo insieme ad altri genitori ci si confronta e  ci si interroga.  Ci si chiede perché l’amministrazione nicchia, fornisce documenti lacunosi e discutibili, certifica l’agibilità dell’edificio dopo un sopralluogo di un tecnico effettuato a vista,  perché non in possesso della strumentazione idonea per la verifica, fornisce  la relazione dei vigili del fuoco che approva il progetto di messa in sicurezza, subordinandola a un lungo elenco di prescrizioni che non è ancora stato realizzato.

Insomma si sentono presi in giro, loro vogliono solo sapere se i loro piccoli sono tutelati da questo Stato, se la loro scuola è sicura e a norma, non  vogliono un giorno dover piangere qualcosa come quello che è successo a San Giuliano di Puglia. Vogliono prevenire, loro la amano quella loro scuola, proprio perché si ricordano ancora l’odore e le voci di quelle aule e immaginano quelle dei loro figli.

Per questo il 21 novembre sono scesi in piazza, con l’ emozione e la timidezza della prima volta, mai avrebbero pensato di doverlo fare contro il muro di gomma dell’amministrazione comunale. Mai avrebbero pensato di avere un’amministrazione reticente nel fornire i documenti che garantiscono la sicurezza dell’edificio. Mai avrebbero pensato di dover osare tanto per cercare di avere uno straccio di carta che garantisca il rispetto delle norme vigenti.

In piazza le maestre del paese non ci sono,  si dice che abbiano paura di perdere il posto…che potrebbero chiudere la scuola. E così tra paura del peggio e reticenza delle istituzioni, in quella piazza, si svolge la manifestazione di un piccolo gruppo di mamme e papà che hanno trovato il coraggio di urlare la propria rabbia. Una rabbia che si limita alla richiesta del rispetto dei parametri minimi ed essenziali dell’edilizia scolastica, perché loro vorrebbero anche  il tempo pieno, con una mensa decente e una didattica diversa, ma non possono permettersi di osare tanto. Per ora si accontenterebbero di avere risposte certe sullo stato di idoneità dell’edificio scolastico, il resto è ancora utopia.

Chissà se la Ministra Gelmini, questa storia la conosce…!

 

Barbara Pianta Lopis