SOTTO IL VESUVIO
Napoli,
2009-12-08
Napoli, liceo occupato al Vomero Il preside chiama la polizia
Scuole occupate e blocco delle lezioni, a Napoli si riaccende la mobilitazione anti-Gelmini. da Il Mattino.it
Napoli, liceo occupato al Vomero
Il preside chiama la polizia
NAPOLI
(6 dicembre) - Scuole occupate e blocco delle lezioni, a Napoli si
riaccende la mobilitazione anti-Gelmini. L’ultimo tentativo di
occupazione, fallita sul nascere, è avvenuto ieri al liceo Mazzini,
istituto linguistico, scientifico e psicopedagogico del Vomero.
Dopo due giorni di braccio di ferro tra il preside e i rappresentanti
degli studenti, intenzionati ad occupare le aule oppure ottenere
assemblee permanenti, ieri mattina sono intervenute le forze
dell’ordine, chiamate dal dirigente scolastico per motivi di ordine
pubblico.
In meno di una settimana il bilancio degli istituti superiori
conquistati dai ragazzi aderenti ai collettivi studenteschi è di cinque
licei, a cominciare dall’occupazione dell’istituto classico Genovesi,
avvenuta il primo dicembre. Alla scuola di piazza del Gesù, da oltre un
anno roccaforte organizzativa delle manifestazioni portate avanti dagli
studenti medi, sono seguite le occupazioni dell’istituto magistrale
Fonseca al centro storico, del liceo scientifico Sbordone in zona
Capodimonte, del liceo linguistico, scientifico e psicopedagogico
Margherita di Savoia e del ginnasio Vico, questi ultimi ricadenti
entrambi nel quartiere Montecalvario.
Cancelli chiusi, lucchetti ai portoni e striscioni affissi alle
finestre sono il comune denominatore dei licei occupati, tutti
coinvolti nel movimento denominato Fuck, già protagonista del corteo
fiume del 17 novembre che vide una corposa partecipazione degli
studenti medi al fianco dei collettivi universitari per «protestare
contro il governo che taglia i fondi e non investe nell’istruzione».
I ragazzi del Future under construction kollective, il movimento
dell’onda diventato «futuro in costruzione», hanno dato l’avvio in
questi giorni a corsi, seminari e assemblee per attivare «un percorso
di lotta comune».
«Ci siamo autorganizzati per creare una rete di informazione e
mobilitazione sempre più ampia - spiega un gruppo di ragazzi del
Genovesi - perché l’obiettivo è coinvolgere il maggior numero di scuole
napoletane, per questo è ripartita la stagione delle occupazioni». In
altri casi, la mobilitazione si è attivata in forme decisamente più
soft, come successo al Mazzini.
Giovedì scorso i ragazzi avevano occupato la scuola, una conquista
durata solo poche ore e ritentata il giorno dopo, attraverso
un’assemblea tenuta dai ragazzi nella palestra dell’edificio. Ieri
mattina, gli studenti del Mazzini ci hanno riprovato. Ad apertura dei
cancelli, solo una ventina di studenti sono entrati per svolgere
regolarmente le lezioni, mentre duecento ragazzi hanno manifestato
fuori l’istituto, alcuni arrampicandosi ai cancelli per posizionare gli
striscioni del sit-in.
Caos e traffico creato dai ragazzi su via Solimena, all’ingresso della
scuola, hanno spinto Pasquale Malva, dirigente scolastico del liceo, a
far intervenire le forze dell’ordine, anche in seguito a segnalazioni
di residenti preoccupati da eventuali problemi di sicurezza e ordine
pubblico per la confusione dei manifestanti.
Nessun tafferuglio ma niente occupazione né assemblea. Dopo una mattina
di incontri, anche con i genitori dei ragazzi, è stato trovato un
accordo: nei giorni, 19, 20 e 21 dicembre ci saranno dibattiti dedicati
alle politiche sociali.
Melina Chiapparino
Decreto "AMMAZZAPRECARI"