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Napoli, liceo occupato al Vomero Il preside chiama la polizia

by Melina Chiapparino — last modified 2009-12-08 16:22

Scuole occupate e blocco delle lezioni, a Napoli si riaccende la mobilitazione anti-Gelmini. da Il Mattino.it

Napoli, liceo occupato al Vomero
Il preside chiama la polizia

NAPOLI (6 dicembre) - Scuole occupate e blocco delle lezioni, a Napoli si riaccende la mobilitazione anti-Gelmini. L’ultimo tentativo di occupazione, fallita sul nascere, è avvenuto ieri al liceo Mazzini, istituto linguistico, scientifico e psicopedagogico del Vomero.

Dopo due giorni di braccio di ferro tra il preside e i rappresentanti degli studenti, intenzionati ad occupare le aule oppure ottenere assemblee permanenti, ieri mattina sono intervenute le forze dell’ordine, chiamate dal dirigente scolastico per motivi di ordine pubblico.

In meno di una settimana il bilancio degli istituti superiori conquistati dai ragazzi aderenti ai collettivi studenteschi è di cinque licei, a cominciare dall’occupazione dell’istituto classico Genovesi, avvenuta il primo dicembre. Alla scuola di piazza del Gesù, da oltre un anno roccaforte organizzativa delle manifestazioni portate avanti dagli studenti medi, sono seguite le occupazioni dell’istituto magistrale Fonseca al centro storico, del liceo scientifico Sbordone in zona Capodimonte, del liceo linguistico, scientifico e psicopedagogico Margherita di Savoia e del ginnasio Vico, questi ultimi ricadenti entrambi nel quartiere Montecalvario.

Cancelli chiusi, lucchetti ai portoni e striscioni affissi alle finestre sono il comune denominatore dei licei occupati, tutti coinvolti nel movimento denominato Fuck, già protagonista del corteo fiume del 17 novembre che vide una corposa partecipazione degli studenti medi al fianco dei collettivi universitari per «protestare contro il governo che taglia i fondi e non investe nell’istruzione».

I ragazzi del Future under construction kollective, il movimento dell’onda diventato «futuro in costruzione», hanno dato l’avvio in questi giorni a corsi, seminari e assemblee per attivare «un percorso di lotta comune».

«Ci siamo autorganizzati per creare una rete di informazione e mobilitazione sempre più ampia - spiega un gruppo di ragazzi del Genovesi - perché l’obiettivo è coinvolgere il maggior numero di scuole napoletane, per questo è ripartita la stagione delle occupazioni». In altri casi, la mobilitazione si è attivata in forme decisamente più soft, come successo al Mazzini.

Giovedì scorso i ragazzi avevano occupato la scuola, una conquista durata solo poche ore e ritentata il giorno dopo, attraverso un’assemblea tenuta dai ragazzi nella palestra dell’edificio. Ieri mattina, gli studenti del Mazzini ci hanno riprovato. Ad apertura dei cancelli, solo una ventina di studenti sono entrati per svolgere regolarmente le lezioni, mentre duecento ragazzi hanno manifestato fuori l’istituto, alcuni arrampicandosi ai cancelli per posizionare gli striscioni del sit-in.

Caos e traffico creato dai ragazzi su via Solimena, all’ingresso della scuola, hanno spinto Pasquale Malva, dirigente scolastico del liceo, a far intervenire le forze dell’ordine, anche in seguito a segnalazioni di residenti preoccupati da eventuali problemi di sicurezza e ordine pubblico per la confusione dei manifestanti.

Nessun tafferuglio ma niente occupazione né assemblea. Dopo una mattina di incontri, anche con i genitori dei ragazzi, è stato trovato un accordo: nei giorni, 19, 20 e 21 dicembre ci saranno dibattiti dedicati alle politiche sociali.

Melina Chiapparino