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Elementari: niente assunzioni in Campania, Puglia e Sicilia

by barbara pianta lopis last modified 2010-08-17 00:16

Nell’anno scolastico 2007 – 2008 le immissioni in ruolo furono 50.000; dodici mesi fa circa 25.000. La parte del leone, quest’anno, tocca alla Lombardia, alla quale sono stati assegnati dal ministero dell’Istruzione 1547 posti. Medaglia d’argento per il Lazio(1124). Terza in graduatoria la Campania, con 1.006 posti. Tra questi, nessuno nella scuola primaria, le elementari di una volta.

Corriere del mezzogiorno - 13/08/10

Settembre regalerà una bella novità a 10.000 insegnanti della scuola pubblica in Italia. Dopo il via libera del ministero dell’Economia, saranno infatti immessi in ruolo — con contratti a tempo indereminato — dall’inizio del mese prossimo. Almeno loro, voltano pagina rispetto al calvario del precariato e delle supplenze. Se si guarda al dato complessivo, tuttavia, c’è poco da rallegrarsi: nell’anno scolastico 2007 – 2008 le immissioni in ruolo furono 50.000; dodici mesi fa circa 25.000. La parte del leone, quest’anno, tocca alla Lombardia, alla quale sono stati assegnati dal ministero dell’Istruzione 1547 posti. Medaglia d’argento per il Lazio(1124). Terza in graduatoria la Campania, con 1.006 posti. Tra questi, nessuno nella scuola primaria, le elementari di una volta.

Centocinquantuno nella scuola dell’infanzia, 131 nella scuola secondaria di primo grado(le vecchie medie), 86 nella scuola secondaria di II grado. Seicentotrentasette le nuove cattedre in Campania per il sostegno. Meno di un terzo al sud Il meridione si aggiudica meno di un terzo dei 10.000 nuovi posti assegnati dal ministero agli insegnanti.

Così ripartiti: 107 alla Basilicata; 286 alla Calabria; 726 alla Puglia, 681 alla Sicilia. Totale, considerando anche la Campania: 2806 immissioni in ruolo. Entrando nel dettaglio del dato campano, alla provincia di Napoli toccano 626 assunzioni. Gran parte di esse – 401 – per il sostegno. Solo 44 precari della scuola secondaria di secondo grado otterranno una cattedra nel napoletano. Centotrentacinque posti andranno alla provincia di Caserta; 123 al territorio di Salerno.

Settantadue nuove cattedre nell’avellinese; 50 in provincia di Benevento. In Puglia 314 immissioni in ruolo riguardano la provincia di Bari. Anche qui, proprio come a Napoli, solo 26 docenti abilitati all’insegnamento nei licei e negli altri istituti secondari di secondo grado diranno addio al precariato. La ripartizione tra le altre province: 139 a Foggia, 115 a Taranto, 79 a Brindisi ed altrettante a Lecce. Proprio come in Campania, in Puglia non ci saranno assunzioni nella scuola primaria. Più della metà dei 726 nuovi docenti sarà destinata al sostegno. In Sicilia quattrocentoquaranta posti riguardano il sostegno. Neppure una nuova cattedra per la scuola primaria; 26 per la secondaria di secondo grado.

Il resto d’Italia

In Lombardia circa la metà delle 1547 immissioni in ruolo sono per il sostegno. Stesso discorso nel Lazio(549 su 1124 posti), in Sardegna(185 su 291),in Emilia Romagna(338 su 817) L’alto numero di immissioni in ruolo per il sostegno, un dato che si riscontra da nord a sud, in tutte le regioni, dipende dall’applicazione della legge finanziaria del 2008 che ha introdotto la copertura graduale, fino al 70% del totale, dei posti riservati al supporto degli studenti disabili.

Il sindacato

Quantifica Giuseppe Vassallo, segretario campano della federazione lavoratori della conoscenza della Cgil: «La nuova tranche di assunzioni, certamente positiva, risponde alle esigenze del 10% circa dei precar i » . Resta la considerazione estremamente negativa del sindacato sull’indirizzo complessivo dell’azione del governo nei confronti della scuola. Riflette, infatti, il dirigente Cgil: «La 133 del 2008 ha previsto che in un triennio scompaiano in Italia ben 85.000 cattedre e 50.000 posti di assistente tecnico amministrativo. In Campania, in due anni, sono stati persi già più di 14.000 posti. Oltre la metà dei tagli ha riguardato il sud. Ecco perché, adesso, le nuove immissioni in ruolo penalizzano il meridione».

Fabrizio Geremicca sul Corriere del Mezzogiorno