SOTTO IL VESUVIO
Napoli,
2010-11-27
CPS Napoli: No al “premio di produttività”
L’applicazione di indici e criteri di valutazione pretenziosamente “oggettivi” ma evidentemente speciosi e iniqui del presunto “merito” non può non essere proscritta con il massimo sdegno da parte dei docenti, che hanno il dovere morale e professionale di rifiutare emolumenti la cui largizione graziosa e arbitraria sia condizionata all’autocensura e alla rinuncia ai valori costitutivi e distintivi della loro deontologia.
di V.P.
Coordinamento Precari Scuola di Napoli
Cari Amici,
come è noto, l’AGIDAE, organo rappresentativo delle scuole paritarie cattoliche, e i sindacati confederati, CGIL compresa, hanno approvato (7/11/2010) l’inserimento, nel testo del contratto relativo agli operatori dei succitati istituti, di un articolo che introduce e regolamenta l’assegnazione di un “premio di produttività” a docenti e ATA che “si distinguano” per assiduità, partecipazione ad attività extracurricolari e frequenza di corsi di aggiornamento.
Non era difficile dedurre, dall’assenso plaudente dei sindacati, che si trattasse di una “prova tecnica” di sottoposizione di tutti i docenti italiani ad una logica agonistica e primaziale incompatibile con la natura e la specificità dell’attività didattica e formativa, una logica che, estesa alla scuola pubblica, come si paventa a partire dalla “sperimentazione” annunciata dal Ministro, determinerebbe lo snaturamento della funzione docente e darebbe il colpo di grazia alla già appannata autorevolezza e all’autonomia professionale della categoria, la cui dignità si vuole appunto annichilire tramite processi che tendenziosamente riportati alla nozione del “merito”, che sono, invece, palesemente devoluti allo scopo di accrescere il potere di ricatto dei dirigenti, di creare spaccature all’interno del corpo docente e di liberalizzare surrettiziamente inaccettabili forme di sfruttamento.
L’applicazione di indici e criteri di valutazione pretenziosamente “oggettivi” ma evidentemente speciosi e iniqui del presunto “merito” non può non essere proscritta con il massimo sdegno da parte dei docenti, che hanno il dovere morale e professionale di rifiutare emolumenti la cui largizione graziosa e arbitraria sia condizionata all’autocensura e alla rinuncia ai valori costitutivi e distintivi della loro deontologia. Senza contare che si tratta di denaro che avrebbe dovuto essere impiegato per assumere precari e potenziare le strutture scolastiche in cui, spesso con infinita difficoltà, operano gli stessi “fortunati” docenti di ruolo!
Il Coordinamento Precari Scuola di Napoli auspica che i docenti riflettano sulle conseguenze e implicazioni gravissime dell’accordo già firmato dai privati e invita tutti i colleghi a dichiararsi indisponibili ad accettare il mortificante premio eventualmente proposto, procedente dall’indebita estensione analogica, al peculiare settore della formazione e dell’istruzione, dei rapporti gerarchici e delle dinamiche produttive vigenti in realtà altrimenti connotate. Propone altresì, qui di séguito, con intenti polemici e dissuasivi, un modello di “obiezione di coscienza”, atto a salvaguardare la libertà di scelta e la dignità dell’istante:
All’Ill.mo Dirigente Scolastico dell’Istituto _________________________________________
Il/La sottoscritto/a _________________________________________, docente con contratto a tempo _____________________________________presso codesto Istituto, con decorrenza dal _______________________________________e fino al _____________________________, per la/e seguente/i classe di concorso___________________________ ( )
in merito alla sperimentazione proposta dal Ministero con circolare del 18/11/2010, relativa all’attribuzione di un “premio” ai docenti risultati “meritevoli” a partire da valutazioni effettuate secondo criteri moralmente e deontologicamente inaccettabili, nonché dilettanteschi e gravemente sperequatori,
DICHIARA
- che è fermamente contrario/a alla sottoposizione di tutti i docenti italiani ad una logica agonistica e primaziale assolutamente incompatibile con la natura e la specificità dell’attività didattica e formativa
- che l’applicazione di indici di valutazione pretenziosamente “oggettivi” ma evidentemente speciosi e iniqui del presunto “merito”, determina lo snaturamento della funzione educativa e l’azzeramento dell’autonomia dei docenti, di cui viene lesa la libertà di insegnamento, sancita e riconosciuta dalla nostra Costituzione
- che l’accettazione di emolumenti procedenti dai selvaggi tagli effettuati a detrimento della Scuola Pubblica, la cui largizione è condizionata all’autocensura e alla rinuncia ai valori costitutivi e distintivi della propria attività, sarebbe un irreparabile vulnus per la sua identità e libertà professionale
PERTANTO CHIEDE
1. Di essere escluso da qualunque procedura eventualmente attivata in ossequio alla suddetta sperimentazione
2. Di respingere la proposta ministeriale e di promuovere una riflessione collegiale sulle sue gravissime implicazioni
In fede FIRMA_________________________________