Personal tools
You are here: Portale Home Napoli attualità oltre il vesuvio lettera ai genitori
Document Actions

lettera ai genitori

by barbara pianta lopis last modified 2008-10-04 14:51

di docenti I.C. Sabin Segrate milano, 4/10/08

Milano , 04/10/2008
Lettera ai genitori
di Docenti I.C. Sabin - Segrate

Cari genitori,

Oggi, 1 settembre 2008, noi insegnanti della scuola Sabin, come tutti gli anni, ci siamo riuniti per affrontare il lavoro del prossimo anno scolastico e, con orgoglio, ci siamo detti fieri di essere insegnanti.
Eppure, ancora una volta, in questi mesi estivi abbiamo ascoltato, da televisioni e giornali, parole amare sul nostro lavoro e sul nostro ruolo di educatori.

Ci piacerebbe, qualche volta, sentirci dire che il nostro ruolo nella società ha un valore positivo, che facciamo un lavoro faticoso e difficile, che dedichiamo parte della nostra vita a costruire i cittadini del futuro, che i nostri alunni si sentono guidati e protetti e che lo facciamo perché amiamo la nostra professione.

Ci piacerebbe che, qualche volta, chi ci rappresenta e chi parla di noi non liquidassero tutto il corpo insegnante come un branco di fannulloni che, pur di avere due mesi di ferie, si accontenta di un magro stipendio, che si assenta dal lavoro senza motivo, che necessita (soprattutto se meridionale) di un corso di aggiornamento e di riqualificazione per imparare il proprio mestiere.

Ci piacerebbe che, qualche volta, ci venisse offerta davvero l’opportunità di lavorare più serenamente, non ci si limitasse a decurtazioni di stipendi e tagli del personale, ma ci fossero dati più mezzi per fornire un servizio ancora migliore ai vostri figli.

Si dice che la Scuola Italiana sia un’azienda in perdita. Ma la Scuola non è un’azienda: è un servizio. Il suo compito non è produrre utili. E’ il luogo dove si forma il futuro dei vostri figli. E che non sia “in perdita” lo dimostra la fuga all’estero di tanti nostri giovani laureati, dove vengono accolti a braccia aperte.

E i vostri figli, soprattutto, non sono un prodotto da immettere sul mercato ma teste che ragionano; individui che costruiscono un loro progetto di vita, che cercano una propria collocazione in questo mondo per viverci serenamente; persone che imparano a leggere la realtà nel suo essere estremamente complessa, che imparano ad essere critiche e a scegliere, consapevoli che il sapere rende liberi: liberi di “essere” e non di “avere “.

Vorremmo che, per una volta, ci si avvicinasse alla vera realtà della scuola. Una realtà spesso difficile. Pensiamo agli insegnanti di Marano, dei quartieri spagnoli di Napoli, di Palermo, ma anche di molti quartieri di Milano.

Non siamo tutti contrari al 5 in condotta.
Ma se l’opinione pubblica toglie autorevolezza alla figura dell’insegnante, la minaccia del 5 in condotta vale quel che vale; e questo è una vera beffa per scuole che, come la nostra, si occupano di bullismo da 15 anni, con molti esiti positivi.

Eppure, il “5 in condotta” o il “ritorno ai voti” non sono i veri problemi della scuola.
Il vero problema è che, di taglio in taglio, stiamo tornando alla scuola del passato, quella degli anni ‘50-‘60, quella che molti trovavano insopportabilmente noiosa, che molti di noi hanno sperimentato e che noi per primi, da ex-studenti, abbiamo cercato di cambiare in tutti questi anni.

Non una scuola stimolante, operativa, moderna, formativa, come quella che vi proponiamo, che avete scelto e che è sicuramente utile per i vostri ragazzi, ma la vecchia scuola “banco–quaderno-lavagna” che facilitava pochi e penalizzava tanti.

Il tutto mascherato da finte riforme e da un contraddirsi continuo di indicazioni ministeriali.
Ma questo i giornali non lo scrivono mai.

Per questo, dentro di noi, siamo orgogliosi del nostro ruolo, della nostra azione di educatori. E vorremmo non dover più provare un certo imbarazzo nel dire che siamo “semplici” insegnanti, né doverci più giustificare per il fatto di avere un certo tempo “libero”, spesso meno di quanto si creda e spesso passato ad aggiornarci o a preparare materiale didattico.

Insomma, vorremmo che chi ci rappresenta e il circo mediatico che amplifica notizie ed opinioni ci riservassero più rispetto e più sostegno, perché abbiamo un compito importante: aiutare i vostri figli e la nostra società ad avere un futuro migliore.

E un futuro migliore è sempre un ottimo investimento.


Il Collegio dei Docenti
Dell’Istituto Comprensivo
“A.B.Sabin” di Segrate