Cari genitori,
Oggi, 1 settembre 2008, noi insegnanti della scuola Sabin, come
tutti gli anni, ci siamo riuniti per affrontare il lavoro del prossimo
anno scolastico e, con orgoglio, ci siamo detti fieri di essere
insegnanti.
Eppure, ancora una volta, in questi mesi estivi
abbiamo ascoltato, da televisioni e giornali, parole amare sul nostro
lavoro e sul nostro ruolo di educatori.
Ci piacerebbe, qualche
volta, sentirci dire che il nostro ruolo nella società ha un valore
positivo, che facciamo un lavoro faticoso e difficile, che dedichiamo
parte della nostra vita a costruire i cittadini del futuro, che i
nostri alunni si sentono guidati e protetti e che lo facciamo perché
amiamo la nostra professione.
Ci piacerebbe che, qualche
volta, chi ci rappresenta e chi parla di noi non liquidassero tutto il
corpo insegnante come un branco di fannulloni che, pur di avere due
mesi di ferie, si accontenta di un magro stipendio, che si assenta dal
lavoro senza motivo, che necessita (soprattutto se meridionale) di un
corso di aggiornamento e di riqualificazione per imparare il proprio
mestiere.
Ci piacerebbe che, qualche volta, ci venisse offerta
davvero l’opportunità di lavorare più serenamente, non ci si limitasse
a decurtazioni di stipendi e tagli del personale, ma ci fossero dati
più mezzi per fornire un servizio ancora migliore ai vostri figli.
Si
dice che la Scuola Italiana sia un’azienda in perdita. Ma la Scuola non
è un’azienda: è un servizio. Il suo compito non è produrre utili. E’ il
luogo dove si forma il futuro dei vostri figli. E che non sia “in
perdita” lo dimostra la fuga all’estero di tanti nostri giovani
laureati, dove vengono accolti a braccia aperte.
E i vostri
figli, soprattutto, non sono un prodotto da immettere sul mercato ma
teste che ragionano; individui che costruiscono un loro progetto di
vita, che cercano una propria collocazione in questo mondo per viverci
serenamente; persone che imparano a leggere la realtà nel suo essere
estremamente complessa, che imparano ad essere critiche e a scegliere,
consapevoli che il sapere rende liberi: liberi di “essere” e non di
“avere “.
Vorremmo che, per una volta, ci si avvicinasse alla
vera realtà della scuola. Una realtà spesso difficile. Pensiamo agli
insegnanti di Marano, dei quartieri spagnoli di Napoli, di Palermo, ma
anche di molti quartieri di Milano.
Non siamo tutti contrari al 5 in condotta.
Ma
se l’opinione pubblica toglie autorevolezza alla figura
dell’insegnante, la minaccia del 5 in condotta vale quel che vale; e
questo è una vera beffa per scuole che, come la nostra, si occupano di
bullismo da 15 anni, con molti esiti positivi.
Eppure, il “5 in condotta” o il “ritorno ai voti” non sono i veri problemi della scuola.
Il
vero problema è che, di taglio in taglio, stiamo tornando alla scuola
del passato, quella degli anni ‘50-‘60, quella che molti trovavano
insopportabilmente noiosa, che molti di noi hanno sperimentato e che
noi per primi, da ex-studenti, abbiamo cercato di cambiare in tutti
questi anni.
Non una scuola stimolante, operativa, moderna,
formativa, come quella che vi proponiamo, che avete scelto e che è
sicuramente utile per i vostri ragazzi, ma la vecchia scuola
“banco–quaderno-lavagna” che facilitava pochi e penalizzava tanti.
Il tutto mascherato da finte riforme e da un contraddirsi continuo di indicazioni ministeriali.
Ma questo i giornali non lo scrivono mai.
Per
questo, dentro di noi, siamo orgogliosi del nostro ruolo, della nostra
azione di educatori. E vorremmo non dover più provare un certo
imbarazzo nel dire che siamo “semplici” insegnanti, né doverci più
giustificare per il fatto di avere un certo tempo “libero”, spesso meno
di quanto si creda e spesso passato ad aggiornarci o a preparare
materiale didattico.
Insomma, vorremmo che chi ci rappresenta
e il circo mediatico che amplifica notizie ed opinioni ci riservassero
più rispetto e più sostegno, perché abbiamo un compito importante:
aiutare i vostri figli e la nostra società ad avere un futuro migliore.
E un futuro migliore è sempre un ottimo investimento.
Il Collegio dei Docenti
Dell’Istituto Comprensivo
“A.B.Sabin” di Segrate