Le tegole in testa alla Gelmini sembrano non finire mai.
Le
censure fatte dalla magistratura amministrativa seguono quelle fatte a
suo tempo, pur se con sfumature diverse, dal C.N.P.I., dalle OO.SS. di
categoria e dalle opposizioni nelle aule parlamentari.
Dal Piano
programmatico ai Regolamenti, dalla circolare sulle iscrizioni a quella
sui libri di testo, dalla valutazione agli organici, abbiamo assistito
ad una lunga serie di provvedimenti improvvisati, tanto velleitari
quanto più pasticciati, scritti e riscritti più volte, con vere e
proprie forzature delle norme a dimostrazione dell’affanno con cui il
governo era costretto a procedere.
Le materie toccate erano talmente
tante e complesse che costringevano il Ministro all’inizio dell’anno a
rinunciare,raccogliendo un invito generalizzato, alla riforma del
secondo ciclo, facendola slittare di un anno.
Unici punti fermi e immutabili, restavano l’entità dei tagli pari alla cocciutaggine del Ministro.
Dopo
i primi scricchiolii del Regolamento sulla valutazione, ritoccato più
volte, gli interventi del TAR del Lazio stanno mettendo in discussione
la fase più delicata di tutta l’operazione : i provvedimenti
applicativi delle riforme volute dalla Gelmini.
Prima l’intervento
con la sospensiva della circolare sui libri di testo, a sua volta
sospesa da un frettoloso Consiglio di Stato, tanto sbrigativo da non
rispettare nemmeno le procedure formali.
Poi l’impugnativa della
circolare sulle iscrizioni e di tutti gli atti connessi, compresi gli
organici, fatta dalla CGIL che fa dire al Tar in data 4.6.09 che in
effetti mancano gli atti fondamentali definitivi, quali presupposti
necessari a tutte le decisioni presi dal Ministro : dal Piano
programmatico al Regolamento del primo ciclo, dal dimensionamento agli
organici. Come dire che le riforme volute dalla Gelmini non sono
applicabili.
Il Tar ha rinviato ogni decisione al 13 luglio dopo che
si sarà pronunciata la Corte costituzionale su alcuni ricorsi proposti
dalle Regioni , decisione prevista per il 9 giugno.
E ancora, sempre
il Tar del Lazio ha accolto in questi giorni ed è già la seconda volta,
le proteste di alcuni precari sull’inserimento “in coda” nella
graduatorie ad esaurimento, sospendendo l’applicazione della norma del
Decreto che lo prevedeva.
Quindi contrordine, salvo impugnativa del
MIUR al Consiglio di Stato, inserimento a “pettine” e non più “in coda”
per tutti quei precari che volessero cambiare provincia.
Questa
novità che qualche problemino creerà agli Uffici scolastici provinciali
, segue l’ulteriore slittamento disposto dal Miur delle operazioni
sugli organici nelle superiori e nelle medie e di conseguenza anche le
date dei trasferimenti. Per quanto riguarda i docenti delle Medie e il
personale ata i movimenti si concluderanno a ridosso della fine di
luglio!
A questo punto il mese di agosto, di solito con scuole e Usp chiusi per ferie, diventerà un mese cruciale.
Andranno
messi a punto , organico di fatto , operazione di utilizzazioni e
assegnazione provvisorie ( a tutt’oggi manca ancora il contratto per il
2009/10 ).
Subito dopo, avvio delle procedure per le 20mila assunzioni in ruolo da farsi entro il 31 di agosto.
E ancora, copertura dei posti annuali vacanti con nomina di supplenza dalle graduatorie provinciali nuove 09/11.
Nel
frattempo, copertura con le vecchie graduatorie dei posti vacanti nelle
scuole con i supplenti temporanei in attesa degli aventi diritto (dalle
graduatorie nuove) che con molte probabilità arriveranno tra natale e
capodanno .
Un avvio dunque in pieno caos , con caroselli infernali,
tra spostamenti di docenti di ruolo che han perso il posto e supplenti
temporanei che lasciano il posto, quando sarà, ad altri precari aventi
diritto.
E su questo scenario apocalittico, pende la spada di
damocle della giustizia amministrativa del Tar del Lazio
sull’inapplicabilità delle riforme volute dalla Gelmini.
Tutta colpa dei ” soliti quattro pirla “ ?