OLTRE IL VESUVIO
Italia,
2009-03-24
ItaliaOggi: Il sud nel mirino della Gelmini
A pagare di più, in termini di assegnazioni di personale, saranno le scuole delle regioni del Sud.
ItaliaOggi: Il sud nel mirino della Gelmini
Alessandra Ricciardi
A differenza del passato, non ci saranno deroghe sul personale
È
il provvedimento centrale dell'operazione tagliacattedre. Il decreto
sugli organici, su cui ieri sera c'è stato il vertice con i sindacati e
che è ora è alla firma del ministro dell'istruzione, Mariastella
Gelmini, prevede per il 2009/2010 una riduzione delle piante organiche
di circa 37 mila cattedre, tra riforma della scuola, riorganizzazione
della rete scolastica e innalzamento del numero di alunni per classi. I
restanti 5 mila posti, necessari a raggiungere gli obiettivi di
risparmio di spesa previsti dalla manovra finanziaria estiva, saranno
defalcati in un secondo momento e in organico di fatto. La riduzione di
organico è così articolata: 9900 alle elementari, 15.500 alle medie e
11 mila alle superiori. A pagare di più, in termini di assegnazioni di
personale, saranno le scuole delle regioni del Sud. Basti l'esempio
della piccola Basilicata, dove su un organico di poco più di 7 mila
insegnanti ne spariranno 600, il 9%. A differenza di quanto avvenuto in
passato, la Gelmini è decisa a non fare sconti. Da oltre un decennio,
il Sud e le Isole perdono alunni iscritti eppure, in proporzione, hanno
perso meno cattedre di quanto sarebbe stato logico. In senso opposto a
quanto avvenuto al Nord, dove a fronte di un numero crescente di
iscritti e di richieste di maggiore tempo scuola il contingente dei
docenti non solo non è cresciuto, ma si è via via ridotto. Un
controsenso spiegato dalla necessità di dare maggiori tutele, anche
occupazionali, al Meridione che vive in un contesto sociale ed
economico indubbiamente più difficile. Ma ora non c'è più deroga che
tenga e la Gelmini-costretta a fare uso abbondante delle forbici- vuole
rimettere i piatti della bilancia in pareggio. Nel decreto di prossimo
arrivo, infatti, nell'attribuire per esempio la dotazione organica
delle elementari per l'anno scolastico 2009/2010- su cui sarà possibile
fare le assunzioni a tempo indeterminato e le nomine dei supplenti-il
ministero ha tenuto conto in maniera piuttosto ferrea del numero di
studenti iscritti e delle richieste di tempo scuola avanzate dalle
famiglie. Le regioni con molto tempo pieno sono collocate in larga
misura al Nord (regioni come l'Emilia Romagna o il Piemonte) e non
subiranno forti riduzioni di organico. Le zone dove più consistente,
per tradizione, è invece l'orario normale sono al Sud e questa volta,
con l'introduzione del maestro unico al posto del modulo di tre
insegnanti su due classi, perderanno più docenti. Ed è vero che il
Meridione invece ha più tempo prolungato alle medie, ma dal prossimo
anno sarà possibile concederlo solo in presenza di mensa e locali
adeguati. Il che servirà, ancora una volta, a tagliare di più nel
Mezzogiorno. Tenendo conto di tutti i gradi di scuola, questo il
bollettino di guerra degli organici: le perdite maggiori le avranno la
Campania (-5645) e la Sicilia (-5020). La Calabria dovrà rinunciare a
circa 2500 cattedre, il Lazio a quasi 2800 posti. L'Emilia Romagna ha
contenuto il taglio a 1359 posti, peggio è andato al Piemonte con 2175
cattedre in meno. La Basilicata ne perde 600, la Sardegna 1670. La
Puglia 3600. Per la Lombardia la decurtazione sarà di 4 mila cattedre.
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