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ASSEMBLEA PUBBLICA ONDA NAPOLETANA

by barbara pianta lopis last modified 2009-03-12 10:37

APPELLO PER LA COSTRUZIONE DI UN’ASSEMBLEA PUBBLICA DEGLI STUDENTI E DELLE STUDENTESSE E DI TUTTE LE REALTA’ DELL’ONDA

VENERDI’ 13 MARZO 2009

ORE 16

FACOLTA’ DI GIURISPRUDENZA VIA MARINA

ASSEMBLEA PUBBLICA ONDA NAPOLETANA






APPELLO PER LA COSTRUZIONE DI UN’ASSEMBLEA PUBBLICA DEGLI STUDENTI E DELLE STUDENTESSE E DI TUTTE LE REALTA’ DELL’ONDA

 

La crisi economica, che per prima l’Onda aveva paventato nel dibattito pubblico del paese con lo slogan “NOI LA CRISI NON LA PAGHIAMO”, comincia a manifestare i suoi terribili effetti: i contributi per cassa-integrazione aumentano esponenzialmente, migliaia di lavoratori rischiano il posto di lavoro e migliaia di precari vedono minacciata la dignità delle proprie condizioni materiali di vita.

La crisi, prodotta dalla sovrapproduzione, dalla finanziarizzazione dell’economia, dal neoliberismo, era e rimane la chiave di lettura del nostro tempo, contesto imprescindibile delle nostre analisi. Ma questa crisi, con la minaccia sociale che ne deriva, diviene anche un terreno di contraddizione e di critica dell’esistente di straordinaria importanza, e dunque ci investe come un’opportunità di riscossa.

Niente e nessuno è più al sicuro dalla crisi, tantomeno i governi, espressione dei potentati economici e finanziari che l’hanno prodotta, e i loro apparati di potere.

L’attacco al diritto di sciopero, la fabbrica delle paure sociali alimentata attraverso il controllo dei media, l’accanimento e la strumentalizzazione del terrore sui corpi, sulla vita e sulla morte delle donne e degli uomini, prefigurano uno scenario di gestione autoritaria delle tensioni sociali acuite dagli effetti della crisi, che pretende di raccontare alla gente una realtà che non esiste per eludere il problema reale della dignità delle condizioni materiali di vita e di un welfare capace di garantirle.

Smascherare e rovesciare tale mistificazione, attraverso la controinformazione e la produzione alternativa nel senso comune, diventa perciò un obbiettivo prioritario.

 

Di fronte a ciò il tema della difesa dei diritti, individuali e collettivi, diventa un elemento centrale.

Il dibattito pubblico che si va sviluppando attorno a questi prefigura il tema del REDDITO come elemento di contraddizione e di rivendicazione politica.

Attorno alla questione del reddito va sviluppato un grande confronto, capace di sviluppare rivendicazioni sulla riappropriazione materiale rispetto all’accesso al sapere, al diritto all’abitare, al diritto alla mobilità.

 

Dentro la crisi abbiamo letto I DECRETI GELMINI-TREMONTI (133, 137, 180): in continuità con i processi di riforma degli ultimi 15 anni viene attaccato il sistema pubblico dell’istruzione e della formazione; con la giustificazione ideologica degli sprechi si cerca di far pagare i costi sociali della crisi ad una generazione già privata del suo futuro. L’enorme mobilitazione di cui siamo stati protagonisti ha intaccato per prima l’arroganza e il consenso di questo governo nell’immaginario collettivo del paese, senza tuttavia riuscire ad arginarne gli effetti.

I dispositivi di attuazione di questi processi sono già in atto nell’università come nelle scuole: soppressione dei corsi, aumenti delle tasse, tagli al personale, svendita ai privati. Su questi dispositivi dobbiamo agire: costruire osservatori autonomi sull’avanzamento di questi processi come strumento di denuncia pubblica e di lotta diventa irrinunciabile.

Contemporaneamente non possiamo rinunciare a praticare e a sperimentare qui ed ora un’altra università possibile, a partire dagli spazi e dalle relazioni apertesi sotto la spinta dell’Onda.

 

Per restituire continuità e progettualità all’enorme energia accumulata nelle mobilitazioni dell’autunno ci è utile liberarci di alcune impasse di carattere organizzativo, e dotarci di un sistema di coordinamento e di costruzione di agenda comune flessibile ed efficace. Dobbiamo affrontare questa discussione assumendoci la responsabilità di costruire protagonismo ed autonomia degli studenti nel quadro dell’opposizione sociale alle politiche di questo governo.

 

Abbiamo dinanzi a noi alcune scadenze rispetto alle quali dobbiamo costruire dei nessi teorici e di prassi politica fin da subito:

18 marzo – sciopero della FLC-CGIL con cortei nelle città

28 marzo – G14 sul welfare a Roma e sciopero generale dei sindacati di base

4 aprile – sciopero generale con manifestazione nazionale a Roma

 

Attorno a questi appuntamenti diventa ineludibile la costruzione di un dibattito capace di riabilitare un clima di agitazione permanente nelle facoltà, ma anche nelle scuole.

Costruire con efficacia seminari, iniziative, assemblee, volantinaggi, blocchi, mobilitazioni, cortei, appuntamenti, elaborazione politica e momenti di lotta è possibile solo a partire da un momento di confronto pubblico.

Pertanto invitiamo tutte le studentesse e gli studenti e tutte le realtà che hanno condiviso le mobilitazioni e le sfide dell’Onda a costruire una grande assemblea pubblica cittadina che discuta delle prospettive e degli scenari che abbiamo di fronte e di una proposta comune di agenda da articolare su tutti i terreni possibili del conflitto.

Invitiamo a partecipare anche tutti i soggetti che in questi mesi di mobilitazione hanno costruito relazioni con l’Onda (lavoratori, studenti medi, comitati insegnanti-genitori, comitati territoriali per la salute e l’ambiente, associazioni).

 

L’Onda ha già travolto una volta lo spazio pubblico di questo paese, le nostre coscienze, i nostri spazi e le nostre vite.

Prepariamo il travolgimento permanente!!!

 

VENERDI’ 13 MARZO 2009

ORE 16

FACOLTA’ DI GIURISPRUDENZA VIA MARINA

ASSEMBLEA PUBBLICA ONDA NAPOLETANA

 

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