Personal tools
You are here: Portale Home Movimento Scuola Precaria verbali Verbale Assemblea MSP
Document Actions

Verbale Assemblea MSP

by miriam petruzzelli last modified 2009-09-11 08:47

Sintesi degli interventi e decisioni dell’assemblea del Movimento Scuola Precaria 9 settembre 2009 – Milano

Sintesi degli interventi e decisioni dell’assemblea del Movimento Scuola Precaria

9 settembre 2009 – Milano

presenti 120

 

SINTESI DEGLI INTERVENTI

 

Il presidente (Emanuele) introduce l’assemblea.

La nascita di un nuovo movimento di precari non costituisce un’alternativa alle realtà già esistenti sul territorio, ma si configura come realtà di movimento tesa a dialogare con tutti i gruppi e gli organismi presenti sul territorio impegnati nella difesa della scuola pubblica.

 

Intervento tecnico sulla situazione nelle scuole superiori (Tullio)

I tagli operati già in questo anno nelle scuole superiori, le modalità utilizzate per pervenire al risparmio di spesa e le deleterie conseguenze provocano, per le la didattica e la sicurezza, l'affollamento delle classi e la cancellazione delle "ore a disposizione". Il peggio deve ancora arrivare, con l'entrata in vigore, dal 2010-2011, del riordino degli ordinamenti degli istituti superiori. Questi prevedono un generalizzato impoverimento delle attività didattiche, la fine delle sperimentazioni e la cancellazione di gran parte delle attività laboratoriali, in particolar modo negli istituti tecnici e professionali. Se ne ricava un quadro desolante per il futuro delle scuole superiori, che rende evidente la necessità di una risposta non solo nell'interesse dei precari che rischiano di restare privi di contratto, ma degli alunni, delle loro famiglie e dell'intera società.

 

Intervento tecnico sulla riforma nella scuola secondaria di primo grado (Pietro)

Nonostante lo scorso anno l’attenzione si sia concentrata molto sul maestro unico alle elementari, a pagare il prezzo più alto della manovra Gelmini-Tremonti sono proprio le scuole medie. I colleghi tuttavia sembrano rendersi conto solo in questi giorni delle conseguenze pratiche a cui stanno andando incontro.

La riconduzione a 18 ore frontali delle cattedre di Lettere, Storia e Geografia renderà difficile le attività di recupero e potenziamento. Il monte ore attuale non lascia spazio alle ore che avrebbero dovuto essere dedicate all’alfabetizzazione degli alunni stranieri i quali, secondo il regolamento, avrebbero studiato Italiano in alternativa alla seconda lingua comunitaria.

L’eliminazione delle compresenze e la riduzione degli orari compromette pesantemente le attività di laboratorio. Prima infatti, ad esempio, i laboratori di informatica erano spesso organizzati sfruttando le compresenze nelle ore di educazione tecnica. La classe era divisa in due gruppi che si alternavano nelle esercitazioni informatiche. Adesso non è più così e non sempre la scuola può garantire la continuità dell’offerta formativa.

In una classe che può raggiungere anche i 30 studenti, c’è mediamente un docente di sostegno ogni quattro ragazzi con disabilità.

Lo Stato inoltre non paga i Fondi di Istituto dal 2006. La scuola perciò non ha né i soldi per pagare le supplenze, né per il normale funzionamento della didattica;

 

 

Intervento sulla situazione nella scuola primaria (Anna)

Ruolo infanzia primaria: rispetto allo scorso anno sostegno infanzia 50% in meno , posto comune infanzia 60% in meno, sostegno primaria 25% in meno, posto comune primaria 95% in meno.

Contratti e tempo determinato graduatorie ad esaurimento: per la prima volta quest'anno non  sono state esaurite le graduatorie di sostegno dell'infanzia e della primaria. Alla scuola primaria non sarà esaurita neanche la graduatoria posto comune a differenza dello scorso anno così come all'infanzia

(qui neanche lo scorso anno).

I tagli alla primaria sono drammatici, molte scuole hanno perso ½ cattedre questo si è tradotto in: scomparsa nelle prime  e, in alcuni casi, anche nelle seconde, delle compresenze tra insegnanti contitolari e tra insegnante di classe e specialisti (inglese e religione) Conseguenza, alcune attività che sono possibili soltanto in compresenza non potranno più essere fatte, il tempo pieno non ha più 2 insegnanti su 1 classe ma 3 insegnanti su 2 classi (mai in compresenza) + specialisti (mai in compresenza).  Ulteriore conseguenza, non poco rilevante, impoverimento dell'offerta formativa e della qualità della scuola.

Spezzoni orari: alcuni istituti come "Elsa Morante" hanno già assegnato spezzoni su Educazione fisica, Musica ed Educazione tecnica ad insegnanti di ruolo interni senza consultare precari e graduatorie di quegli ambiti. Invito ai colleghi di ruolo a rifiutare, è nel loro diritto, tali spezzoni per dar modo ai precari di lavorare e acquisire punteggio.

 

 

Intervento introduttivo (Miriam)

La rabbia è il sentimento che prevale all’alba di un nuovo anno scolastico che inizia all’insegna delle prime drammatiche conseguenze della legge Gelmini.

L’incontro che si tiene qui oggi, promosso da un gruppo di precari della scuola, si propone di creare spazi di discussione democratici capaci di orientare il sentimento diffuso, di insoddisfazione, incertezza e preoccupazione per il futuro, ad una riflessione costruttiva sulle opportunità concrete di contrasto alla manovra economica imposta al sistema scolastico statale.

Nonostante gli effetti visibili e immediati riguardino migliaia di lavoratori precari della scuola, è necessario soffermarsi sulla portata distruttiva di questo intervento a danno di tutto il sistema scolastico per far sì che le rivendicazioni dei precari non restino isolate nella mera lotta corporativa, seppure legittima, ma sappiano ricollocarsi in un discorso più ampio sulla difesa della qualità della scuola pubblica.

In questa sede sarà quindi utile definire in primo luogo l’urgenza della creazione di una prospettiva di impegno unitario nel quale devono potersi riconoscere tutti i soggetti coinvolti e quindi docenti precari nelle loro varie declinazioni, docenti di ruolo, studenti e genitori, dalla scuola dell’infanzia all’università.

Le proposte elaborate dai promotori di questo incontro non vogliono e non possono rappresentare già delle risposte al problema, ma devono potersi arricchire della partecipazione dei presenti per modificarsi secondo le reali istanze portate da chi la scuola la vive e la conosce.

Si inseriscono pertanto in una prospettiva di lavoro a lungo termine, che non cavalchi solo l’onda emotiva degli eventi, ma sia capace di strutturarsi, da qui almeno ai prossimi due anni, in un organismo unitario, flessibile e dinamico, il cui orientamento sia senza dubbio al ritiro dei tagli, ma anche all’analisi e alla risoluzione delle questioni emergenti sul piano locale.

Ciò si realizza creando collegamenti tra i precari che sono dentro la scuola e quelli che sono ancora fuori, tra colleghi precari e di ruolo e tra questi e famiglie e studenti; l'organico si deve difendere fuori e dentro la scuola.

E’ quindi auspicabile la costituzione di comitati misti in ogni scuola che sviluppino capacità di mobilitazione autonoma e restino in contatto attraverso la rete e le iniziative comuni di piazza, ma anche attraverso incontri periodici di discussione; una realtà in cui ognuno senta di poter dare il proprio contributo, anche minimo, ma preziosissimo, in cui ciascuno sia responsabile del successo delle iniziative.

A questo scopo pensiamo di promuovere la costituzione di gruppi di lavoro a cui è possibile aderire fin da subito in vista di un prossimo incontro organizzativo da tenersi già entro la fine di questa settimana.

 

Sintesi delle proposte:

1) "MobilitAzione" il 14 settembre: volantinaggi, iniziative in accordo con studenti/genitori, e adesione, con proprio striscione e proprie parole d’ordine, al presidio davanti al CSA proclamato dalla CGIL alle 16.00;

2) Creazione gruppi di lavoro per il 14: tre gruppi di studio per preparare i volantini (riforma superiori, sicurezza, contratti di disponibilità), un gruppo creativo per preparare materiale grafico (volantini, cartelli, ecc.), un gruppo logistico per organizzare volantinaggi, lezioni davanti ad una o due scuole principali, presenza in piazza (che prenda contatto con studenti, genitori e insegnanti di ruolo, sindacati, ecc.) – indicazione di una data per l’incontro organizzativo;

3) Riconvocazione di  tutti i gruppi in plenaria dopo la mobilitazione del 14, per fare il punto della situazione;

4) Lavoro scuola per scuola, e propaganda davanti a diverse scuole (sulla base del lavoro approntato dai diversi gruppi di studio). Rintracciare i buchi nell'organico in relazione a: dimensionamento aule, organico di sostegno, corridoi sguarniti, ecc., informare genitori, studenti e colleghi di ruolo... chiedere che colleghi di ruolo, genitori e studenti ci informino, redigere un libro bianco sui buchi di organico in ogni scuola e l'inadeguatezza delle disponibilità

5) Una manifestazione o un presidio contro la precarietà della scuola pubblica , con un appello unitario rivolto a tutti i soggetti che vogliano aderire (mercoledì 23 settembre?).

 

Andrea

Dichiara la sua appartenenza al Coordinamento 3 ottobre e specifica di intervenire e a titolo personale. Invita ad elaborare una risposta unitaria, ad abbattere i personalismi in un’ottica di servizio pubblico perché la nostra non sia solo una battaglia sul piano sindacale, ma una rivoluzione culturale. I metodi sono analoghi. Invita a partecipare alla manifestazione del 26 settembre e al presidio del 10 settembre davanti al palazzo della Regione Lombardia dalle 10.00. Invita alla giornata contro la mercificazione della cultura sabato 12 settembre con tutti i precari della cultura.

Si dichiara comunque propenso ad aderire ad altre iniziative che vadano nella stessa direzione.

 

Massimiliano

Comunica di aver appreso, durante un colloquio privato presso gli uffici del CSA, la decisione dell’USP di Milano di procedere direttamente alle convocazioni degli aspiranti in coda delle graduatorie AD02 e AD03 anziché , contrariamente a quanto precedentemente dichiarato, incrociando le graduatorie.

Sostiene la necessità di una mobilitazione urgente che ribadisca il rifiuto ad accordi separati in particolare all’accordo regionale Gelmini-Formigoni sulle scuole professionali.

L’unità è difficile.

 

Paola

In alcune scuole superiori in alternativa alla riconduzione dell’ora di lavoro a 60 min, è stata avanzata la proposta di recuperare i cinque o dieci minuti, derivanti dall’adozione dell’ora di lezione di 55 o 50 minuti,  per mettere a disposizione della scuola ore di recupero o supplenze che diversamente richiederebbero l’impiego di altri docenti. Suggerisce di accettare l’ora di lezione completa e di motivare adeguatamente la scelta a quanti potrebbero non comprenderne l’utilità.

 

Nino

Condivide l’appello all’unità a partire dalle iniziative ad esempio non dando la disponibilità a prestare ore di lavoro straordinario. Sostiene l’utilità di costituire comitati di scuola con genitori, studenti, insegnanti precari e di ruolo. Fare assemblee informative.

L’unità si costruisce prima di tutto sul piano umano e delle relazioni tra i soggetti coinvolti, impegnandosi per la scuola di qualità oltre che per difendere il posto di lavoro. Offre la massima disponibilità in questo senso e aderisce alle iniziative promosse da questa assemblea.

 

Massimiliano

I sindacati, in quanto soggetti deputati a muoversi, devono agire concretamente a cominciare da azioni legali in risposta alle violazioni della legge sulla sicurezza nelle scuole.

 

Alessandro

Dovremmo elaborare una proposta su come salvare e migliorare la scuola pubblica. I tagli si devono fermare, ma è necessario conoscerne l’entità precisa. La riforma non c’è stata perché non è una riforma quella che non tiene conto del parere dei professionisti del settore e dei sindacati di categoria. E’ necessaria una proposta unitaria che sia in grado di coinvolgere i colleghi di ruolo e sappia offrire una prospettiva a lungo termine per poterci incontrare di nuovo tra un anno facendo un bilancio positivo della situazione.

Bisogna fare proposte concrete su come dovrebbe essere la scuola e a questo proposito potremmo costituire un gruppo di lavoro.

Bisogna coinvolgere tutti su una data e partecipare per quanto possibile al presidio del Coordinamento 3 ottobre.

E’ necessario coordinarsi con tutte le realtà sul territorio e con i confederali che possono parlare a tutte le categorie di lavoratori.

 

Claudio

La situazione è di estrema frammentazione. Non solo fra personale di ruolo e precari, ma fra precari che hanno già avuto oppure no la nomina, precari inclusi o no nelle graduatorie, precari nelle code e precari che sono iscritti solamente alle graduatorie d’istituto.

Occorre ricostruire l’unità della categoria cercando di fare da ponte fra le sue diverse istanze. La difesa della scuola pubblica nel suo carattere generale, comune a genitori e studenti, può favorire questo sforzo. Ogni azione di chi resta “tagliato”, per durare, deve poter contare su un tessuto di solidarietà e di relazioni presente nelle singole scuole – tessuto tutto da costruire. Senza questo tessuto ogni generosità, ogni pur giusta mobilitazione non respira e muore.

L’ansia precaria deve saper diventare intelligenza, fermento in ogni scuola. In ogni scuola deve nascere un movimento che sostenga i precari che ne sono attualmente tagliati fuori.

I tagli stanno venendo applicati inesorabilmente.  Nel breve termine bloccare i tagli o riuscire a farli riassorbire da nuovi finanziamenti è improbabile. Ma almeno dobbiamo sforzarci di riuscire a salvaguardare il posto di lavoro di tutti coloro che erano impiegati lo scorso anno.

Cominciamo con la mobilitazione del 14 settembre – in modo che sia capillare. Dobbiamo iniziare da qui e ora con la creazione di gruppi di lavoro finalizzati alla sua miglior riuscita.

Più in generale:

- E’ necessario lavorare nelle scuole a partire dai diritti violati, creare un tessuto di relazioni durevoli. Compilare ad esempio un libro bianco con tutte le anomalie registrate negli istituti e poi presentarlo al CSA nei giorni di ricevimento denunciando pubblicamente, alla presenza dei genitori, le carenze di personale, i buchi nella didattica. Usarlo come strumento di mobilitazione. Provare a difendere l’organico scuola per scuola e non abbandonare i precari licenziati al loro destino

- L’opacità nelle operazioni di reclutamento è lo strumento attraverso cui i tagli si concretizzano ed è questa che in primo luogo dobbiamo smascherare senza lasciare che i lavoratori si disperdano o si frammentino. Sulla trasparenza è necessario inchiodare il provveditorato

 

Gianmarco (studente)

L’effetto Gelmini è evidente e colpisce la qualità dell’istruzione dalla scuola dell’infanzia all’università favorendo una cultura esclusiva e discriminante. Ma la libertà culturale è sotto assedio in ogni sua espressione. Pensiamo alla scuola d’arte drammatica Paolo Grassi o alla situazione dei civici licei serali. E’ lo stesso processo che coinvolge tutti.

Gli studenti del Coordinamento collettivi studenteschi esprimono la necessità di lanciare un segnale forte di cultura e di ribellione all’ignoranza e per questo hanno lanciato un mese di mobilitazione antirazzista in memoria di Abba - il ragazzo, cittadino italiano originario del Burkina Faso, ucciso barbaramente lo scorso anno per futili motivi – e che prevede un corteo il 19 settembre alle 15.00 in Porta Venezia a Milano.

Il 14 settembre sono previsti volantinaggi davanti alle scuole e nei primi giorni di scuola una lezione di Storia del razzismo. Nel frattempo è un preparazione un video-inchiesta sul caro-libri.

 

Caterina (CGIL)

I tagli alla scuola pubblica comportano la perdita di un valore costituzionale. Tagliare i precari vuol dire tagliare i saperi. L’impegno della FLC-CGIL è rivolto già da settembre dello scorso anno alla difesa dell’occupazione e della scuola pubblica attraverso un’azione informativa costante che non ha visto una partecipazione costante e sufficientemente vasta rispetto alla portata degli eventi.

La questione della sicurezza è stata affrontata dallo stato concedendo già più volte in passato deroghe alla normativa. E’ necessario costruire un percorso unitario.

Sui dati relativi alla provincia di Milano si segnalano 10.000 posti vacanti totali di cui 3.300 sono posti di collaboratore scolastico.

I precari nelle graduatorie sono 45.000 e 26.000 sono in coda. Solo nella scuola primaria sono 3.600 inclusi nelle graduatorie e 6.000 inseriti in coda.

Che cosa significa essere precari in un paese che sfrutta i precari?

I contratti di disponibilità sono accessibili forse per 3.000 persone.

In totale i posti in meno per i docenti sono 18.000 per effetto dei pensionamenti e a Milano sono 1.400 i docenti e 1.000 gli ATA che perdono il posto, calcolata la differenza tra organico di diritto e di fatto, tra lo scorso anno e questo.

 

Elisabetta (CUB)

I posti complessivamente tagliati nel triennio sono 150.000 e rappresentano, in termini occupazionali, un licenziamento di massa senza precedenti e un colpo di scure per la scuola pubblica che si appresta a trasformarsi in una scuola di serie B attraverso i tagli alle risorse economiche e al personale.

Le risposte del governo arrivano ad anno scolastico avviato con i licenziamenti operati e sono sostanzialmente i contratti di disponibilità e gli accordi Stato-Regione. Provvedimenti da rimandare al mittente perché sono propagandistici e tendono alla frammentazione dei lavoratori.

Il contratto di disponibilità è una indennità di disoccupazione a intermittenza che delegittima le graduatorie di istituto. Una manovra pericolosa che discrimina i precari in base all’appartenenza regionale e che non estende gli ammortizzatori sociali né accenna alla stabilizzazione.

Per la prima volta in questi giorni i precari hanno dimostrato di non essere solo numeri, ma volti e persone in carne ed ossa. Ora è necessario allargare la mobilitazione a tutti i soggetti coinvolti.

 

Paolo

Non è chiara la posizione della platea rispetto ai sindacati poiché li critica e poi li applaude. Le stesse persone dovrebbero essere più presenti in occasione degli scioperi e delle assemblee.

La prima proposta riguarda, in sintonia con l’iniziativa di Retescuole di scrivere un manifesto dell’insegnante, la stesura di un Manifesto dell’Insegnante Precario che dica ciò che deve essere secondo noi un docente precario. In alternativa fare la cronaca di una giornata da insegnante che spieghi come funziona la scuola: tempi, modi e motivazioni.

Infine, i precari commettono errori, spesso per ingenuità, che ne alimentano la precarietà stessa. Quindi potremmo elaborare un prontuario del precario che sia utile ad orientarsi nelle scelte più coerenti per la categoria.

 

Pasquale

Osserva un’accelerazione delle politiche di destra nel nostro paese e ritiene che si debba opporre alla logica del profitto e dell’imporsi con la violenza i valori della solidarietà e della sostenibilità a partire dalla coerenza e dalla costanza dei nostri comportamenti individuali.

 

Stefania

Il numero di alunni con disabilità è altissimo. L’attuale composizione delle classi non costituisce una premessa per assicurare un ambiente accogliente per gli alunni con disabilità in modo particolare oltre che per tutti. I casi di questo tipo vanno segnalati.

 

Tullio

E’ possibile segnalare casi concreti in riferimento  a quanto dice Stefania, senza violare la privacy delle famiglie, fermandosi al rapporto numerico di un docente ogni quattro casi di alunni con disabilità.

E’ necessario trovare una concordanza sui dati in circolazione relativi all’entità dei tagli.

Il manifesto del docente precario è un’idea praticabile.

L'impronta che abbiamo voluto dare alla discussione non è tesa alla promozione di una nuova sigla nel panorama politico cittadino, ma alla volontà di creare uno spazio di confronto e iniziativa in primo luogo per tutti i precari; in direzione di un'unità con tutti i lavoratori della scuola (di ruolo e non) e di tutti quelli che hanno a cuore il destino della scuola pubblica, indipendentemente dalle etichette politiche.

 

Alessandro

Auspica la costituzione di un gruppo che curi le relazioni con le realtà esterne per rendere più efficaci le iniziative.

 

Emanuele

Conclude ricordando l’appuntamento per i gruppi lavoro sabato pomeriggio e le proposte approvate:

 

A) Costruzione di un percorso di mobilitazione che parta dalle singole scuole e sforzo di “fare da ponte” fra i precari che attualmente non lavorano a scuola e le loro battaglie ed i precari che sono a scuola; sforzo di trovare unità di mobilitazione con il personale a tempo determinato, i genitori e gli studenti:

  • Gruppi di lavoro: incontro previsto per sabato pomeriggio
  • Mobilitazione il primo giorno di scuola con volantinaggi, iniziative varie e adesione con nostro striscione al presidio CGIL, alle 16.00 c/o CSA di Milano, via Ripamonti, 85
  • Grande manifestazione cittadina unitaria del popolo della scuola per la seconda metà del mese, indicativamente per il 23, ma che, non costituendo certo un’alternativa all’eventuale giornata di mobilitazione nazionale del 26 settembre, potrebbe tradursi nella proposta di un grande corteo unitario cittadino concomitante con la manifestazione romana.

 

B) Adesione a tutte le iniziative in difesa della scuola pubblica messe in atto da precari, personale della scuola, studenti o genitori, sindacati, secondo le nostre forze e le nostre possibilità

 

Blog
« May 2012 »
Su Mo Tu We Th Fr Sa
1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29 30 31
Recent additions:
No blog entries are published.