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Lettera aperta ai sindacati

by miriam petruzzelli last modified 2010-12-23 23:31

ovvero sciopero generale o mobilitazione autonoma

 

 

Come lavoratori e lavoratrici della scuola vorremmo sottoporre alla vostra attenzione alcuni argomenti di dissenso riguardo alle scelte sindacali in merito di sciopero e promozione della mobilitazione all’interno delle scuole per l’anno scolastico in corso.

A conclusione del precedente anno scolastico (giugno 2010), dati la gravità dei tagli alla scuola pubblica e il persistente tentativo del governo di smantellarla, come movimento di precari abbiamo redatto un appello, poi sottoscritto da un notevole numero di RSU con diverse appartenenze sindacali, in cui, tra le altre cose, chiedevamo:

- l’organizzazione in ogni scuola di "assemblee aperte" (di insegnanti, ata, studenti e genitori)

- la promozione di uno sciopero all'inizio di quest’anno scolastico in vista di una forte mobilitazione a settembre

A nostro parere era, infatti, necessaria la proclamazione di una giornata di sciopero a settembre per sostenere i precari che avrebbero perso il posto e per provare a saldare alla loro protesta una mobilitazione capace di estendersi a tutte le scuole e a tutte le componenti scolastiche.

L’undici settembre 2010 i precari di Milano, a scuola non ancora iniziata, hanno portato in piazza 2000 persone tra studenti, insegnanti, personale ATA e movimenti attivi nella lotta in difesa della scuola pubblica.

Dopo quel primo e importante momento di mobilitazione, tra l’altro collegato ad analoghe forme di protesta a livello nazionale e fortemente sostenuto da tutti i soggetti che vi hanno partecipato, ci saremmo aspettati -  anche in virtù della sottoscrizione dell’appello da parte dei segretari della regione Lombardia e delle province di Milano, Cremona, Pavia di Flc Cgil e della CUB Milano - una maggiore attenzione dei sindacati nei confronti delle nostre richieste.

Invece il nostro appello di uno sciopero unitario e di assemblee aperte da indire nelle scuole è rimasto inascoltato e questo ci pare ancor più inaccettabile nel momento attuale di mobilitazione del mondo della conoscenza: i nostri studenti hanno manifestato insieme agli universitari e ai ricercatori e noi, i loro docenti, non abbiamo potuto essere al loro fianco in mancanza di una copertura sindacale.

Oggi, in seguito alle gravi e recenti vicende di piazza e alle prospettive politiche attese per la scuola e per il paese, la mancata convocazione di uno sciopero generale rappresenta un'implicita ammissione di responsabilità nei confronti degli scontri appena registrati, ma anche di quello che ancora nostro malgrado potrebbe succedere.

Ci troviamo ad affrontare una situazione talmente paradossale che, come MOVIMENTO SCUOLA PRECARIA, abbiamo deciso di scendere in piazza, per le prossime manifestazioni studentesche in vista dell’approvazione della Riforma Gelmini in Senato, chiedendo un permesso non retribuito alle nostre scuole e invitando colleghi di ruolo e genitori a fare altrettanto.

 

Movimento Scuola Precaria - CPS Milano

 

 

                                                                                                            Milano, lì 21 dicembre 2010