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Soprannumerari e ridefinizione delle classi di concorso

by Claudio Nicrosini last modified 2010-03-24 21:50

Gestione dei soprannumerari, accorpamenti e trasformazioni delle classi di concorso

da Tecnica della scuola - 18 marzo 2010

Nuove superiori, spuntano le classi di concorso "atipiche" anti-
soprannumerari
di A.G.

Un insegnante di ruolo potrà accedere a più classi di concorso:
l'assegnazione potrà essere decisa dall'istituto. Le ore da decurtare
in II, III e IV verranno saranno invece stabilite dal Miur. Resi noti
i pensionamenti: in tutto 25.000. Un disavanzo rispetto ai tagli di
15.000 unità. Che fa paura.

Continua il polemico tam tam dei sindacati contro la prova di "forza"
del ministero dell'Istruzione di introdurre la riforma delle superiori
già dal prossimo anno scolastico: stavolta lo sconcerto è giunto
durante l'ultimo incontro tenuto al Miur specificatamente per avere
chiarimenti sull'organico dei docenti e sui provvedimenti attuativi
dei nuovi regolamenti della scuola secondaria.

La prima notizia, sinora non prevista, è che anche nelle prime classi,
per le quali entrerà in vigore la riforma, dovrebbero continuare ad
essere utilizzate le attuali classi di concorso: la complessità delle
procedure, a fronte dei pochi mesi rimasti prima della loro
attuazione, avrebbero convinto viale Trastevere a rinviare la
definizione delle nuove classi concorsuali al 2011. Significativo, in
tal senso, che le bozze di "confluenza" delle attuali classi e le
nuovi siano ancora provvisorie.

Nel frattempo accadrà che molti insegnamenti saranno definiti
"atipici": ciò consentirà, soprattutto in vista dei soprannumerari che
la riforma genererà sin da subito all'interno di ogni istituto
superiore, ad un insegnante di un disciplina di accedere a più classi
di concorso. Un esempio classico, in questo senso, è quello dei
docenti di trattamento testi, afferenti alle classi di concorso 75/A e
76/A, negli istituti tecnici e professionali: essendo la classe da
anni in "sofferenza" ed in previsione del fatto che la riforma
accentuerà questa tendenza, il Miur ha stabilito che gli abilitati in
queste materie possano accedere all'insegnamento dell'informatica
(prevista nel nuovo biennio delle superiori).

L'ultima parola, su quale materia assegnare il docente senza più
cattedra, spetterà al singolo istituto. La decisione del Miur non ha
trovato d'accordo la Flc-Cgil, secondo cui "le "atipicità" sono già
state adottate negli scorsi anni per vari indirizzi sperimentali e
spesso hanno determinato contenzioso e discrezionalità".

Ed anche la Gilda è stata molto critica: "regna ancora - ha detto il
leader Rino Di Meglio - il caos totale sul futuro del secondo ciclo di
istruzione: non si sa quali saranno i nuovi corsi riformati, quante le
ore di lezione, quanti docenti saranno impiegati e quali programmi
verranno adottati. E nel frattempo la prossima riunione è stata
fissata per il 31 marzo, forse per lo scambio degli auguri pasquali".

Per quanto riguarda la decurtazione oraria nelle II, III e IV dei
Tecnici (che da 34 scenderanno a 32 ore) e nelle II e III dei
Professionali (ridotte da 36 a 34), dal Ministero è stato chiarito che
gli istituti non dovranno far nulla: sarà lo stesso Miur a comunicare,
probabilmente con la circolare sugli organici, anche se i sindacati
premono per una nota immediata, le materie dove i dirigenti dovranno
mettere mano tagliando un'ora settimanale (come previsto dai
regolamenti attuativi non verranno comunque toccate le materie fino a
tre ore settimanali).

Durante l'incontro il Miur ha fornito un po' di numeri definitivi: i
pensionamenti del prossimo anno saranno 5.812 Ata e 19.655 docenti (di
cui circa 1.000 conseguenti al pensionamento forzoso del personale con
40 anni di contribuzione). Una quantità inferiore, di circa 15.000
unità, ai posti che spariranno per effetto della Legge 133/08 - 25.600
docenti e 15.256 Ata - e che quindi, ha concluso amaramente la Cisl
Scuola, "non è in grado di compensare i 'tagli' programmati per il
prossimo anno". Per i precari si annuncia un'altra annata di passione.

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