RIFORME
Roma,
2009-05-12
MAESTRO UNICO ANCHE NEL TEMPO PIENO
“Il maestro unico riguarda tutti i modelli orari. Tempo pieno compreso”. Così ha dichiarato esplicitamente il ministro Gelmini...
Da www.scuolaoggi.org del 9-5-2009
“Il maestro unico riguarda tutti i modelli orari. Tempo pieno
compreso”. Così ha dichiarato esplicitamente il ministro Gelmini in
un’intervista al Corriere della Sera, pagina nazionale, di sabato 9
maggio. L’articolo in questione riguardava i dati ufficiali delle
iscrizioni, secondo i quali le famiglie hanno respinto in massa il
modello orario a 24 ore nella scuola primaria (“In Lombardia solo sette
maestri unici” titola infatti l’articolo di Rita Querzé).
Gilda,
Flc-Cgil, Cisl e Uil scuola hanno diffuso i dati aggiornati sugli
organici della scuola in Lombardia sottolineando, tra l’altro, che solo
una quota irrisoria delle famiglie su scala regionale ha espresso il
proprio gradimento per le 24 ore/maestro unico, a fronte di una
crescita delle richieste di tempo pieno. Ad essi controbatte la
Gelmini sostenendo che “Primo: le classi che hanno scelto il modello
delle 24 ore in Lombardia non sono sette ma il triplo” e “Secondo, e
più importante, il sindacato fa finta di non sapere che il maestro
unico riguarda tutti i modelli orari. Tempo pieno compreso. Finalmente
anche nel nostro Paese i docenti avranno responsabilità educative
chiare”. Perché signori - aggiungiamo noi - il catalogo è questo!
La
prima precisazione ci sembra francamente inconsistente. Ammesso che in
Lombardia le richieste di tempo scuola di 24 ore siano 21 invece che 7,
il dato è del tutto irrilevante. La questione del modello del maestro
unico onnipervasivo, che riguarda quindi anche le classi a tempo pieno,
è invece un’affermazione rilevante e di una certa gravità. E non è
certo un lapsus freudiano.
E’ indubbio che questo è il modello di
scuola preferito e ampiamente sostenuto dal duo Gelmini-Tremonti.
Ricordiamo tutti le nostalgiche riproposte di un “ritorno al passato”
(“un solo maestro è meglio che tre” e via dicendo). Ma il fatto che il
ministro si impunti, testardamente, nonostante la chiara espressione
delle richieste delle famiglie e voglia imporre addirittura questo
modello anche al tempo pieno costituisce una palese violazione
dell’autonomia scolastica. Com’è noto (e dovrebbe esserlo anche al
ministro) il Dpr 275/1999 assegna alla competenza esclusiva delle
scuole la decisione circa le modalità organizzative di impiego dei
docenti (art. 5, Autonomia organizzativa).
Quindi, una volta
assegnato l’organico alle scuole (e si sono spese mille parole da parte
del Miur per rassicurare che al tempo pieno sarebbe stato confermato il
doppio organico, due docenti per classi), sta a queste stabilire quale
modello organizzativo attuare. E, storicamente, il tempo pieno ha
sempre previsto la piena contitolarità dei due docenti e la
collegialità dell’azione didattica.
Le dichiarazioni della Gelmini
costituiscono quindi una evidente (ed ennesima) invasione di campo, del
tutto illegittima, fuori luogo.
Ma queste affermazioni del
ministro confermano nella sostanza quanto da tempo andiamo sostenendo.
Da un lato si agita la cortina fumogena dell’aumento delle classi a 40
ore spacciandolo tout court come aumento del tempo pieno, come se
fossero la stessa cosa. Dall’altro trapela con chiarezza quello che è
l’obiettivo ultimo della politica scolastica di questo governo. Vale a
dire il contenimento della spesa pubblica nella scuola (e il
contenimento-ridimensionamento della stessa scuola pubblica). Per
ottenere questo risultato in un primo tempo si smantella
l’organizzazione modulare nella scuola primaria affermando la
“priorità” del modello 24 ore/maestro unico (“Insegnante unico nella
scuola primaria” titola l’art.4 della legge 169/2008 e “nella scuola
primaria va privilegiata l’attivazione di classi affidate ad un unico
docente e funzionanti per 24 ore settimanali” dice il Piano
programmatico…). In una seconda fase si cercherà di imporre questo
principio anche nei modelli orari a tempo lungo (un insegnante sarà il
titolare di classe, depositario degli insegnamenti principali, l’altro
coprirà la parte restante dell’orario). Infine si cercherà di rimarcare
il fatto che nella scuola primaria 24 ore (e maestro unico) per tutti
bastano e avanzano e che al restante orario di permanenza degli alunni
a scuola ci debba pensare qualcun altro, come in passato (enti locali,
ecc.). Con il ritorno in pompa magna del vecchio doposcuola. Il
“ritorno al passato”, appunto.
Siamo pessimisti e/o dipingiamo
scenari improbabili? Non crediamo. Certo, la realizzazione di questa
prospettiva – il ritorno generalizzato al maestro unico e alla scuola
del mattino - dipenderà fortemente dall’opposizione e dalla resistenza
che genitori e insegnanti, forze sociali e politiche sapranno
(continuare) a mettere in campo.