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La mozione proposta al Collegio del 16-03-10 e il cui voto è stato rifiutato dal Dirigente.

by Marco Donati last modified 2010-09-17 15:02

Si noti che la stessa mozione, di fatto, era stata approvata il 2 marzo dal collegio di una scuola superiore di Vignola. Era solo stata adattata alla scuola, visto che a Vignola era stato un liceo ad approvarla. Si tratta, come vedrete, solo di un elenco di incongruenze procedurali e la dichiarazione di non poter deliberare alcunchè fino alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Vale appena il caso di notare che quelle incongruenze hanno fatto dichiarare al TAR del Lazio l'illegittimità di tutto l'iter seguito dal governo per la riforma delle superiori. Dopo essersi rifiutato di mettere in votazione la mozione, a causa del trambusto che ne è derivato, il DS ha dichiarato chiusa la seduta e ha abbandonato la sala; il collegio si è allora trasformato in un’animata e partecipata assemblea, che ha deciso di sottoscrivere col proprio nome e cognome la presentazione della mozione che il DS aveva impedito di votare e già quella sera in 60 l’hanno firmata; nei giorni successivi altri si sono aggiunti e alla fine sono diventati 78 su 115 i docenti che si riconoscono nella presentazione della mozione censurata dal DS.

Il Collegio dei Docenti dell’IIS Meucci di Carpi, riunitosi il 16 marzo 2010

Considerato che

Le bozze dei Regolamenti degli Istituti Tecnici e Professionali sono state pubblicate troppo tardi, il 23 febbraio 2010, solo tre giorni prima della data di inizio delle iscrizioni.
Questo impedisce al Collegio Docenti e al Consiglio di Istituto di elaborare e approvare un nuovo e credibile Piano dell’Offerta Formativa, con le procedure e i tempi previsti dagli articoli 3 e 8 del DPR sull’Autonomia, n. 275 del 1999, fonte normativa citata dagli stessi schemi di regolamento, che nessuna scuola può permettersi di eludere o violare.
Conseguentemente, all’atto delle iscrizioni, agli studenti e ai loro genitori mancano le informazioni essenziali e complete che permettono di adottare scelte meditate e consapevoli, come previsto dall’articolo 8, comma 3, e dall’ articolo 8, comma 6, delle stesse bozze dei regolamenti degli Istituti Tecnici e degli Istituti Professionali.
In particolare, la nostra scuola non può orientare correttamente le famiglie, perché, ad iscrizioni già iniziate, non è ancora accertato se il diploma degli Istituti Tecnici e degli Istituti Professionali consente agli studenti di accedere indistintamente a tutte le facoltà universitarie, visto che viene indicato solo come titolo necessario per l’accesso all’università.
La riduzione a 32 ore e il conseguente taglio delle discipline, a partire dal 2010/11, per le classi seconde, terze e quarte dell’ITC, i cui studenti verranno iscritti d’ufficio, comportano la palese violazione non solo della scelta del POF già adottata al momento dell’iscrizione in prima, ma anche dell’articolo 8 del DPR sull’Autonomia, n. 275 del 1999.
Le bozze dei Regolamenti sono figlie della Legge 133/2008 e dei suoi pesanti tagli alle risorse essenziali e agli organici della Scuola Pubblica e quindi sarà impossibile per il nostro istituto ottenere l’assegnazione di docenti per eventuali attività integrative o facoltative.
Non sono ancora conosciuti gli obiettivi e i contenuti delle diverse discipline, ma sono stati pubblicati solo i semplici e impoveriti quadri orari, insufficienti per definire la qualità degli studi e della didattica.
I nuovi indirizzi, calati dall’alto, sono stati assegnati dal Ministero alle scuole in modo automatico, in base alle tabelle di confluenza, senza dare agli istituti l’opportunità di presentare le loro proposte motivate all’Ufficio Scolastico Regionale e alla Regione, così come ad esempio previsto dall’art. 13, comma 5, dello stesso schema di regolamento dei Licei.
I Regolamenti sono ancora in bozza, non sono definitivi, sono privi del visto della Corte dei Conti e non sono stati firmati dal Presidente della Repubblica.

Quindi i Regolamenti non sono ancora ufficialmente in vigore, perché non ancora pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale, cosa che avverrà probabilmente tra un mese, paradossalmente in prossimità o addirittura dopo la scadenza delle iscrizioni, prevista per il 26 marzo e già rinviata due volte.
Pertanto qualsiasi decisione adottata prima della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale è prematura e illegittima.

La stessa Circolare Ministeriale sulle iscrizioni è, come minimo, irregolare: è stata pubblicata il 18 febbraio 2010, afferma che le famiglie possono scegliere una delle diverse tipologie di istituto previste dai regolamenti …e dalla programmazione regionale dell’offerta formativa, regolamenti pubblicati solo 5 giorni dopo, il 23 febbraio, che non sono né definitivi né in vigore, così come, alla data odierna, è ancora ignota la programmazione regionale dell’offerta formativa.
Conseguentemente non è possibile un avvio regolare delle iscrizioni.
I docenti, mai interpellati sui nuovi percorsi didattici, che sono di loro specifica competenza e richiedono adeguati tempi di elaborazione e proposta, non possono ridursi a banali cinghie di trasmissione e non possono quindi assumersi la responsabilità di eseguire in modo automatico, frettoloso e approssimativo provvedimenti decisi solo dal governo, fuori tempo massimo, e ufficialmente ignoti fino al 23 febbraio

Dichiara

che non può e non deve deliberare alcuna applicazione di una riforma degli Istituti Tecnici e Professionali incompleta, non definitiva e non ancora entrata in vigore.

Chiede

Che il Dirigente Scolastico pubblichi il presente documento sul sito della Scuola e disponga la distribuzione di copia alle famiglie.