LIBERTÀ DI INSEGNAMENTO
Carpi,
2010-10-03
Terzo esposto: 8 docenti del Meucci richiedono di dichiarare illegittimi i comportamenti del Dirigente 21-07-2010
Si richiedono le stesse cose del secondo esposto e si aggiunge la richiesta di illegittimità per non aver consentito la messa ai voti di una mozione regolarmente presentata.
dell’Università e della Ricerca
Roma
(via fax 06 58492743)
Ufficio Scolastico Regionale E.R.
in persona del prof. Marcello Limina
(via fax 051 3785309)
e p.c. Ufficio Scolastico Provinciale
di Modena
(via fax 059 820877)
e p.c. Dirigente Scolastico Meucci
di Carpi
(via fax 059 652289)
I sottoscritti sono tutti componenti del Collegio dei docenti dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Antonio Meucci”.
Devono segnalare - e non è la prima volta - all’Autorità Scolastica le illegittimità nella gestione dell’organo collegiale compiute dal prof. Paolo Davoli, Dirigente Scolastico dell’Istituto, nella sua veste di Presidente ex lege dell’organo collegiale.
Con istanza in data 3 marzo 2010 depositata alla segreteria n. 65 docenti chiedevano la convocazione di un Collegio straordinario, proponendo la data del 9 marzo ed elencando precisamente i seguenti 6 punti all’ordine del giorno:
- Modifiche di ordinamento per le classi prime e di orario per le classi seconde, terze e quarte della nostra scuola, come previste dagli “Schemi di regolamento recanti norme concernenti il riordino degli istituti tecnici e professionali” secondo i “Testi approvati in seconda (ed ultima) lettura dal Consiglio dei Ministri nella adunanza del 4 febbraio 2010, come modificati a seguito del concerto con il MEF”.
- Situazione di bilancio della scuola e ricadute su progettualità e organizzazione didattica.
- Aumento del numero massimo di alunni per classe: ricadute sulla didattica, sulla vivibilità delle nostre aule e sulla sicurezza.
- Attività alternative per le alunne e gli alunni che non si avvalgono dell’Insegnamento della Religione Cattolica.
- Costituzione di un forum per i docenti nel portale della scuola come strumento di supporto per l’organo professionale della scuola, teso ad arricchire il confronto e lo scambio di esperienze, ad offrire uno spazio per le riflessioni dei singoli, a stimolare il dibattito sui bisogni dell’istituzione scolastica e sui cambiamenti in atto.
- Partecipazione dei genitori e degli studenti alla vita della scuola e confronto virtuoso tra tutte le componenti – docenti, ATA, studenti, genitori – per il miglioramento del clima di scuola e per la promozione di una maggiore consapevolezza dei cambiamenti in atto.
In tutta risposta, in data 11 marzo il Dirigente diffondeva una convocazione di collegio, recante data 9 marzo, per la data del 16 marzo, con il seguente o.d.g.:
- Riordino dei cicli della scuola secondaria, informazioni e prime delibere in merito ai corsi futuri (formazione classi prime in funzione delle future articolazioni, lingue straniere da proporre nei corsi di nuovo ordinamento, utilizzo delle percentuali di flessibilità ed autonomia in particolare per il professionale e per l’eventuale potenziamento dell’area linguistica nel “nuovo Erica”, ecc.)
- Organizzazione delle attività alternative all’IRC
- Altre richieste docenti, varie ed eventuali
Nella convocazione era prevista una durata di 2 ore e si aggiungeva in fondo:
“A seguire potrà svolgersi un’assemblea del personale docente per discutere dei temi desiderati ed eventualmente deliberare in merito”.
Il giorno stesso - presa visione dell’o.d.g. e constatata con vivo disappunto la riformulazione dello stesso, nonchè la sua riduzione rispetto a quello presentato - un gruppo di n. 20 docenti esprimeva immediata formale protesta, indirizzando un esposto all’U.S.P. e all’U.S.R..
Alla adunanza di collegio del 16 marzo 2010 il docente decano, prof. Pasini, prendeva la parola e leggeva un documento, in cui motivava le ragioni per cui il Collegio avrebbe dovuto dichiarare di non poter deliberare nel merito delle modifiche ordinamentali.
Il Dirigente prendeva la parola e spiegava che l’iniziativa della adunanza collegiale non era in alcun modo riconducibile alla richiesta dei 65 docenti, ma era di sua esclusiva iniziativa così come di sua iniziativa era la formulazione dell’ordine del giorno.
Subito dopo il prof. Francesco Mele ribadiva le ragioni esposte dal prof. Pasini e formulava la richiesta di mettere ai voti una mozione in tal senso, che leggeva successivamente per intero. Trattavasi della stessa mozione già votata dal Collegio docenti del liceo Paradisi-Allegretti di Vignola il 2 marzo.
In risposta il Dir. Scol. affermava che la mozione presentata dal prof. Mele non poteva metterla ai voti perchè di “carattere politico-sindacale” e dunque “inammissibile”. Si dichiarava disposto a mettere in votazione solo una mozione da lui stesso predisposta e presentata. Quella era l’unica che il collegio poteva votare.
Proteste vibrate venivano espresse della quasi totalità di tutti i docenti presenti (n. 94), che a gran voce dichiaravano di approvare la mozione (fu in seguito sottoscritta da n. 78 insegnanti).
Il Dirigente affermava di non considerare valida la votazione.
In data 25/3/2010 perveniva ai 20 docenti firmatari dell’esposto citato, da parte dell’U.S.P. Modena, la prot. n. 4841 datata 22/3/2010. Con questa il Dirigente U.S.P. rispondeva all’esposto 11/3/2010, limitandosi a riportare la norma descrittiva dalla competenza del collegio e assumendo la conclusione che giudicava corretto e rispettoso il comportamento tenuto dal Dirigente Scolastico durante il collegio dei docenti del 16 marzo.
A tale immotivata posizione nuovamente un gruppo di n. 20 docenti replicava all’U.S.P. con nota 31/3/2010.
Era stato approntato altresì alla fine di aprile il verbale n. 4 relativo alla adunanza di collegio del 16 marzo, già firmato e inserito nel libro dei verbali a pagine numerate e messo a disposizione alla lettura di che ne facesse richiesta.
Nel testo predisposto, presentato per la approvazione durante il collegio del 25 maggio, numerosi docenti non si riconoscevano e si riservavano, di verbalizzare modifiche varie e di presentarle in un secondo tempo. Così avveniva alla successiva adunanza collegiale del 12 giugno
- l’art. 3 D.P.R. 31 maggio 1974 n. 416 poi art. 7 D.lgs. 16 aprile 1994 n. 297 (T.U.), nonchè il C.C.N.L. Scuola prevedono che il Collegio di docenti si riunisca sulla base di una richiesta di almeno un terzo dei componenti;
- il Presidente del collegio è obbligato a convocarla;
- il Presidente deve rispettare l’o.d.g. presentato e non può modificarlo in alcun modo;
- le mozioni presentate devono essere poste in votazione, senza operare alcun vaglio di merito;
quanto sopra è previsto sia dal regolamento del collegio dei docenti (in mancanza di un regolamento di istituto vale il modello-tipo di regolamento) sia dai principi generali in materia di collegialità.
- tali illegittimità risultano gravissime ed inaccettabili perchè menomano le forme di espressione dell’autonomia scolastica e della democrazia della comunità scolastica stessa;
- l’Autorità scolastica deve essere custode e garante delle regole di democrazia scolastica, ma essa stessa deve rispettarle;
chiedono
che l’Amministrazione scolastica voglia ritenere e dichiarare illegittimi i comportamenti del Dirigente Scolastico, nonchè voglia adottare i provvedimenti disciplinari previsti dalla legge.
Carpi-Bologna, 21 luglio 2010
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